4w.162 – Le Seychelles fuori da ogni tempo

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TESTO DI Eliano Apicella
FOTO DI Rosalinda Noviello

Palme da cocco agitate dagli alisei. Sabbia bianca come avorio che si tuffa lentamente in un mare verde smeraldo. E, a qualche metro dalla spiaggia, una barriera corallina sulla quale s’infrangono onde blu che “sbaffeggiano”… Un ineguagliabile arcipelago di isole granitiche e coralline sperse nell’Oceano Indiano… fuori da ogni tempo. Quante volte abbiamo fatto questo sogno nei mesi freddi d’inverno!? Quante volte, nel bel mezzo di una riunione di lavoro, ci siamo astratti e abbiamo immaginato di trovarci in un posto così!? Se poi aggiungiamo il sublime piacere di poter surfare queste onde in completa solitudine circondati da scenari mozzafiato… beh… abbiamo rappresentato molto bene le Seychelles!

I preparativi del viaggio
Da qualche anno mi ronzava per la testa l’idea di fare un viaggio alle Seychelles alla ricerca di qualche onda ancora vergine. Soprattutto da quando un mio caro amico surfista, Ernesto, al ritorno da un suo viaggio, mi aveva raccontato che per il troppo vento non era riuscito a godere appieno della vacanza. Improvvisamente si è accesa in me una lampadina e le Seychelles erano entrate automaticamente nella lista di quei posti dove prima o poi ci sarei andato! Quest’anno, avevamo voglia di mare, spiaggia, relax e pochi sbattimenti. Con questi presupposti ci è bastato un attimo per decidere ed estrarre dalla lista le Seychelles!!! La gioia di Rosy è stata immediata: la fama di paradiso indiscusso, che contraddistingue queste isole, è qualcosa che tutti noi conosciamo. Diversa è invece la fama di paradiso ondoso e ventoso… certezze su questo aspetto ce ne erano molte meno. Diversi anni fa, su qualche rivista di windsurf, ricordo che era stato pubblicato un articolo con Andrea Salce & friends… ma erano stati in un periodo differente, quando soffia il monsone da nord-est. In Internet non si trovava alcuna informazione su spot per il windsurf o il kitesurf. Le uniche cose certe che avevo erano le previsioni del vento, sui soliti siti, e i racconti di Ernesto. Le previsioni sembravano buone: un vento costante sui 18-20 nodi da sud sud-est era previsto quasi tutti i giorni e qualche volta sfiorava anche i 25 nodi. Le onde erano una costante: sempre sopra i 2 metri e qualche volta, quando la swell veniva da sud, superavano anche i 3 o 4 metri. Le prospettive sembravano buone, anche se i dubbi erano sempre tanti. Abbiamo deciso di rischiare e abbiamo acquistato i biglietti in men che non si dica.

Mahé
Mahé è l’isola più grande dell’arcipelago, dove si trovano la capitale Victoria e l’aeroporto internazionale. Durante le fasi di atterraggio, sono stato incollato al finestrino: troppa la curiosità di sapere come fossero le condizioni di onde e vento. Sul mare si vedeva chiaramente la presenza del vento, ma di onde neanche l’ombra. All’arrivo, dopo aver sbrigato le solite burocrazie, abbiamo trovato Francis ad aspettarci con la macchina noleggiata. Abbiamo caricato il materiale e i bagagli e ci siamo subito diretti verso sud, verso gli spot da surf da onda che mi aveva segnalato Ernesto. Nel tragitto ci siamo resi conto che Mahé è un vero tesoro: spiagge bianchissime e, sullo sfondo montagne granitiche, che sfiorano i 1000 metri d’altitudine, ricche di una flora sviluppatasi nel corso di secoli di magnifico isolamento. Intanto, la presenza di un vento teso sui 20 nodi mi lasciava sperare molto bene. Percorrendo la strada lungo la costa, dall’aeroporto verso sud, siamo passati per Anse aux Pins e Anse Royal, due enormi baie delimitate, a circa un chilometro, da una barriera corallina con delle discrete onde. L’ansia di uscire in mare ha cominciato ad assalirmi, ma volevo iniziare l’esplorazione da un posto dove sapevo che le onde sarebbero state surfabili. Dopo poco siamo finalmente arrivati ad Anse Parnel: un’incantevole piccola baia con un reef a poche centinaia di metri, sul quale s’infrangeva una veloce destra di qualche metro, con un’interessante parete da surfare. Sulle onde il vento arrivava side. Adrenalina a mille. Mi sono catapultato fuori dalla macchina e, spinto dalla voglia di entrare in acqua, ho cominciato a preparare l’attrezzatura sempre guardando tra le palme l’evoluzione di ogni singola onda che s’infrangeva. Ho scorto tra le schiume qualche roccia e, immediatamente, sono corso sulla spiaggia per cercare di capire l’altezza del fondale. Purtroppo ho capito che la marea era nel suo picco di minima e quindi sono stato costretto a temporeggiare. Nell’attesa ci siamo diretti verso il residence che avevamo prenotato, il Lazare Picault, che si trova sul lato sud ovest dell’isola. Ci siamo sistemati in un bungalow che aveva una vista mozzafiato su una baia stupenda: Anse Gaulettes. Il tempo di scaricare i bagagli e fare una veloce doccia e siamo ritornati ad Anse Parnel. La marea era cresciuta ma, purtroppo, il vento era leggermente calato. Ho deciso comunque di andare ad “assaggiare” quelle onde con il quad 94 litri. Ho montato in pochissimo tempo la 5,6 e mi sono precipitato in acqua. Una volta sopraggiunto all’esterno dal reef ho virato e, tutto d’un tratto, mi si è aperto uno scenario paradisiaco: spiaggia bianchissima, enormi massi di granito, palme ed imponenti montagne verdi. Intanto, ho cominciato a conoscere lo spot, l’altezza e tipologia del reef e a surfare anche qualche onda. Nonostante il vento fosse davvero poco, è stato un sogno poter surfare quelle onde da solo, circondato da un tale paradiso. Nei giorni successivi il vento era calato e questo ci ha permesso di visitare gran parte di Mahé e di fare amicizia con qualche Seychelloise. Giorno dopo giorno, l’isola si mostrava sempre più un posto incredibile, dove potersi rilassare sdraiati su spiagge incantevoli e solitarie e nello stesso tempo poter fare trekking nelle foreste tropicali, tra piante endemiche uniche al mondo, quali l’albero Medusa, il Nepente carnivoro delle Seychelles e l’Orchidea Vaniglia delle Seychelles. Oppure, in assenza di vento, è possibile andare a surfare le onde di Anse Interdance, Anse Boileau o degli altri svariati spot per il surf da onda. Fortunatamente, dopo pochi giorni d’attesa, il vento ha cominciato a soffiare in modo pressoché costante per quasi una settimana. L’attrezzatura è sempre rimasta in macchina, quindi dovevamo solo dirigerci verso Anse Parnel. Il vento è stato in media sui 18-20 nodi e le onde al massimo sui due metri. In acqua ho sempre surfato in completa solitudine. L’onda di Anse Parnel è costituita da due sezioni: una sopravento, abbastanza veloce ma, sicuramente, non come la sezione sottovento, che oltre ad essere veloce, s’infrange fragorosamente sul reef. La velocità delle onde richiede un timing da manuale nelle surfate, altrimenti si rischia di fare amicizia con il fondale roccioso, la cui pericolosità è principalmente legata alla poca acqua. Tra le due sezioni c’è una specie di canalino che permette di uscire dalla laguna. Altro aspetto importante da non trascurare è la marea: prima di entrare in acqua bisogna accertarsi che la marea sia quella giusta, altrimenti potete dare l’addio alle vostre pinnette.

Altri potenziali spot di Mahé
Tutta la costa di Mahé nasconde sicuramente numerosi potenziali spot. A sud-est bisogna segnalare Anse Forbans, la baia subito a sud di Anse Parnel. Ha una spiaggia spettacolare, molto più grande di quella di Anse Parnel. Le onde migliori sono nel centro della baia, ma bisogna far attenzione ad una serie di grossi e ben visibili massi che spezzano l’onda in due. Anche Anse Royale e Anse Aux Pins sono potenzialmente degli ottimi spot. Entrambe si trovano a nord di Anse Parnel e sono due baie molto grandi di sabbia bianca. A quasi un chilometro si trova la barriera corallina. Quando l’aliseo soffia da sud, il vento è esattamente parallelo alle onde. In queste due enormi baie ci si può davvero sbizzarrire nel ricercare le onde con le migliori sezioni. Altri spot molto interessanti sono nel lato sud-ovest dell’isola: in particolare Anse Boileau soprattutto quando c’è vento sostenuto e quando ci sono gli swell da sud. In questo caso il vento, un po’ rafficato, è side-off shore ed è possibile fare delle lunghe surfate down the line. Ad Anse Boileau, però, si surfa in compagnia di diversi surfisti da onda locali. Altro spot potenzialmente interessate si trova a nord di Mahé: Nord East Point. È sicuramente lo spot più ventoso dell’isola e le onde rompono in modo ordinato a circa cento metri dalla spiaggia. In questo spot bisogna fare attenzione sia all’ingresso che all’uscita dall’acqua, in quanto all’altezza del bagnasciuga inizia un reef di granito liscio ed un po’ scivoloso e sul quale bisogna camminare per qualche decina di metri per evitare la distruzione totale delle pinne… anche per i quad!!! Un’altra cosa da segnalare in quest’ultimo spot è la forte corrente sotto riva. Infine, ci sono una miriade d’isolotti che circondano tutta Mahé e che, a loro volta, sono circondati da barriere coralline con onde di ogni tipo. Ma in questo caso è, ovviamente, necessario noleggiare una barca per andare alla ricerca di altri spot vergini da surfare.

La Digue
Dopo aver girato Mahé in lungo e in largo, ed approfittando di qualche giorno senza vento, abbiamo deciso di visitare un’altra famosissima isola delle Seychelles: La Digue. Abbiamo preso un traghetto veloce dal porto di Victoria, che dopo un’ora e mezza di navigazione, ci ha portato a La Digue. Che cosa dire su La Digue: è il vero paradiso terrestre. Una piccola isola dove si gira a piedi o, meglio, in bicicletta alla scoperta delle fantastiche spiagge, tra le quali si annoverano alcune delle più famose e fotografate al mondo come Anse Source d’Argent, Anse Cocos, Grand Anse. Data la prevista assenza di vento, non ho portato con me l’attrezzatura. Ma comunque sono sempre stato attento a percepire ogni possibile spot potenziale. In particolare penso che nei giorni ventosi potrebbe valer la pena provare a surfare le onde che rompono sui reef a qualche centinaia di metri di fronte a Source d’Argent, sulle quali il vento da sud-est arriva side-off. Spettacolo e soddisfazione potrebbero essere garantiti.

Conclusioni
Le Seychelles sono un paradiso. Sicuramente tra le isole più belle che abbiamo visitato per spiagge bianche, mare color smeraldo, barriere coralline ricche di pesci coloratissimi e fittissime foreste pluviali con piante e fiori d’ogni genere. Se si vuole fare un viaggio fuori dalle solite mete windsurfistiche e regalare una fantastica vacanza alla propria compagna, queste isole sono sicuramente un’opzione da valutare. Il windsurfista che cerca vento forte tutti i giorni non potrà essere appagato, mentre chi sa aspettare e godere anche di altri aspetti, al di la del vento, sicuramente otterrà delle grandi soddisfazioni. Di certo, in questo arcipelago, di onde vergini da scoprire ce ne sono ancora tante…

Road Book
• Voli: Numerose compagnie aeree volano dall’Italia (Milano o Roma) su Mahé: Air Seychelles, Emirates ed Etihad Airways sono le più famose. Noi abbiamo volato con l’Ethiopian Airways, che si è dimostrata sicuramente la più conveniente, anche per il trasporto delle tavole.
• Noleggio auto: A Mahé ci sono numerosi rent a car.
Noi ci siamo serviti di Streetz Car Hire (www.streetzcars.com – email: reservations@streetzcars.com – tel: +248 274 2127). Per una piccola Toyota abbiamo pagato circa 25 € al giorno, ma bisogna negoziare.

• Dove alloggiare: Nelle Seychelles non ci sono solo sistemazioni super lusso. È possibile trovare soluzioni per tutti i prezzi consultando il sito: www.seychelles.travel/it.
A Mahè abbiamo alloggiato all’Hotel Lazzare Picault (www.lazarepicaulthotel.com), ad Anse Gaulettes, nel Sud dell’isola, vicino agli spot da surf da onda. Molto comodo, anche se caro, il Surfers resort ad Anse Parnel, esattamente difronte allo spot (email: surfersbeach@seychelles.net).
Anche a La Digue ci sono svariate soluzioni per tutti i prezzi.
Noi siamo stati da Chez Jules ad Anse Banane (tel.: +248 251 0384/+248 423 4287). Lì è possibile gustare i migliori frullati di frutta di tutto l’arcipelago.

• Dove mangiare: Nel sud di Mahé non sono molti i posti dove andare a mangiare.
Tutti gli hotel offrono comunque soluzioni self-catering, con cucina all’interno della stanza. Altrimenti si può mangiare (ed anche molto bene) al ristorante Surfers ad Anse Parnel oppure al Maria’s Rock Cafe ad Anse Gouvernment, nel lato sud-ovest dell’isola.

• Quando andare: Nei mesi di luglio ed agosto soffia il monsone da sud/sud-est ed arrivano gli swell da sud.

• Attrezzatura da portare: Attrezzatura wave da vento medio-leggero. Portate ricambi vari perché non esistono negozi.

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