Stefano Ragazzo e Silvia Loreggian realizzano il primo concatenamento di Great Trango Tower, Little Trango Tower e Nameless Tower senza rientrare al campo base. Nove giorni consecutivi in montagna attraverso alcune delle pareti più iconiche del Karakorum.
4Outdoor è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati.
Nel luglio 2026 gli alpinisti italiani Stefano Ragazzo e Silvia Loreggian hanno scritto una nuova pagina dell’alpinismo nel gruppo del Trango, in Pakistan, realizzando il primo link-up di Great Trango Tower, Little Trango Tower e Nameless Tower. Le tre montagne sono state collegate in un’unica progressione, senza mai fare ritorno al campo base.
Dal 14 al 22 luglio i due sono rimasti in montagna per nove giorni consecutivi, affrontando la Great Trango Tower (6.286 m) lungo l’American Route, la Little Trango Tower (circa 5.445 m) attraverso la PM Wall e la Nameless Tower (6.238 m) lungo Eternal Flame.
Tra una parete e l’altra, Ragazzo e Loreggian si sono spostati a piedi, facendo affidamento anche su alcuni depositi di cibo e materiale preparati nelle settimane precedenti. L’idea era affrontare il gruppo del Trango non come una successione di ascensioni separate, ciascuna con il rientro al campo base, ma come un’unica traversata alpinistica, dove pareti, ghiacciai, colli, bivacchi e trasferimenti diventassero parte integrante della stessa avventura.

“L’idea non era semplicemente salire tre montagne nella stessa spedizione. Volevamo provare a collegarle davvero, partire e continuare a muoverci senza tornare al campo base, trasformando pareti, ghiacciai, colli e bivacchi in un unico viaggio. Portare il concetto di link-up in alta montagna significa aggiungere alla scalata tutto il resto: quota, meteo, recupero, logistica e soprattutto la capacità di adattarsi continuamente a quello che trovi. Alla fine è stato proprio questo l’aspetto più interessante del progetto.”
Stefano Ragazzo
Dal Castle alla Great Trango: l’inizio della traversata
Il progetto iniziale era ancora più ambizioso. Il piano prevedeva infatti di partire dal Castle, proseguire verso Great Trango, Little Trango e Nameless Tower e concludere la traversata sul Monk.
Ragazzo e Loreggian hanno lasciato il campo base il 14 luglio, risalendo per circa 1.300 metri un ripido canalone fino al colle tra Castle e Great Trango. La finestra di bel tempo, però, si è presentata più tardi del previsto. Neve e nuvole avevano completamente bagnato la parete del Castle, rendendo impossibile affrontare la nuova via che i due avevano immaginato come primo capitolo del progetto.
Con una previsione di appena cinque o sei giorni di condizioni stabili, la decisione è stata quindi quella di rinunciare al Castle e dare il via al Trango Link-up dalla Great Trango Tower.
Il 16 luglio hanno attaccato la American Route sulla Great Trango. Le condizioni hanno subito complicato la progressione: neve inconsistente, terreno misto e diversi tratti di roccia da affrontare con piccozze e ramponi hanno reso la salita più lenta del previsto. Anche le poche informazioni disponibili sull’itinerario hanno portato i due alpinisti a compiere alcune deviazioni rispetto alla linea più efficace.
L’obiettivo era raggiungere la vetta nell’arco della giornata e, proprio per questo, Ragazzo e Loreggian non avevano portato con sé cibo o gas sufficienti per trascorrere la notte in parete. Il materiale necessario per il bivacco li aspettava infatti nel deposito sul versante opposto.
Con l’arrivo della notte, però, è diventato evidente che sarebbe stato necessario fermarsi. I due hanno bivaccato su una selletta a circa 6.000 metri di quota, appena 200 metri al di sotto della vetta.
La mattina del 17 luglio hanno ripreso la salita, completato la cresta sommitale e raggiunto la cima della Great Trango Tower, a 6.286 metri. Da qui sono quindi scesi lungo la via normale fino al colle, dove li attendeva il primo deposito di materiale.

Dalla Little Trango alla Nameless Tower
Il 18 luglio il link-up è proseguito sulla Little Trango Tower, affrontata lungo la PM Wall. La via segue un sistema di camini e fessure che porta direttamente alla cima, mentre la discesa si è rivelata più complessa del previsto.
Ragazzo e Loreggian hanno dovuto attrezzare le soste per le calate e individuare di volta in volta la linea migliore, prestando particolare attenzione al rischio di incastro delle corde.
Il giorno successivo è iniziata la salita di Eternal Flame, sulla Nameless Tower.
Per Stefano Ragazzo si trattava di un ritorno particolarmente significativo. Nel 2024 aveva infatti già affrontato la stessa via in rope solo, trascorrendo nove giorni completamente solo sulla parete.
Questa volta, però, Eternal Flame rappresentava una tappa di un progetto molto più ampio.
La fatica accumulata nelle giornate precedenti non ha fermato i due alpinisti, che hanno continuato a scalare fino al buio, raggiungendo la Snow Ledge dove hanno trascorso la notte. La mattina successiva hanno completato la parte superiore della parete e l’ultimo tratto di misto, arrivando il 20 luglio sulla cima della Nameless Tower, a 6.238 metri.
La vetta, tuttavia, non rappresentava ancora la fine della giornata: li aspettavano circa mille metri di discesa in corda doppia.
Tre montagne erano ormai collegate. Ma il Trango Link-up aveva ancora un ultimo capitolo da scrivere.

L’ultimo tentativo sul Monk
Il 21 luglio era l’ultima giornata utile prima del previsto peggioramento delle condizioni. Nonostante la stanchezza accumulata dopo tre pareti e diversi giorni consecutivi in quota, Ragazzo e Loreggian hanno deciso di tentare comunque l’aggiunta del Monk al concatenamento.
Dopo circa 400 metri di dislivello su neve hanno raggiunto l’attacco della parete. Salendo, le difficoltà sono progressivamente aumentate fino a trovarsi, a soli tre tiri dalla vetta, davanti a una scelta obbligata tra due possibilità.
La prima prevedeva un tratto di artificiale che avrebbe richiesto pecker e una maggiore dotazione di chiodi. La seconda era rappresentata da un offwidth bagnato, affrontabile soltanto con friend di dimensioni superiori a quelli che i due avevano portato con sé.
Nel frattempo anche il meteo stava rapidamente peggiorando. Di fronte alle condizioni e all’attrezzatura disponibile, hanno scelto di interrompere il tentativo e ritirarsi.
La neve li ha raggiunti durante le ultime calate in corda doppia, trasformandosi poi in pioggia mentre scendevano verso il campo avanzato.
“La difficoltà più grande è stata la fatica che cresceva giorno dopo giorno. Ogni mattina ripartivamo con un po’ meno energie del giorno precedente, ma davanti avevamo sempre un’altra parete, un altro trasferimento, un’altra decisione da prendere. In nove giorni ci sono stati momenti bellissimi e altri in cui desideravo soltanto che tutto finisse. Credo che la cosa più intensa sia stata proprio questa: continuare a muoverci dentro una stanchezza sempre più profonda, senza perdere la lucidità necessaria per capire quando andare avanti e quando invece fermarsi.”
Silvia Loreggian
Il ritorno a un campo base distrutto
La mattina del 22 luglio il Trango Link-up poteva considerarsi concluso, ma per Ragazzo e Loreggian la spedizione non era ancora terminata. Un ultimo, inatteso episodio li attendeva al campo base.
Una comunicazione via radio ha infatti informato i due che durante la notte una grande frana aveva investito l’area del campo.
Le persone della loro spedizione erano riuscite a mettersi in salvo, ma il campo era stato distrutto. Tende, vestiti e attrezzatura erano stati sommersi da acqua, fango e sabbia. Quattro membri di un’altra spedizione erano rimasti feriti, uno dei quali aveva riportato una ferita alla testa.
Ragazzo e Loreggian hanno raccolto e caricato quanto più materiale possibile, dirigendosi immediatamente verso il campo base. Il maltempo impediva però all’elicottero di decollare e il ferito più grave è stato successivamente evacuato in barella da una squadra di soccorso arrivata via terra.

Il Trango Link-up si è così concluso dopo nove giorni consecutivi in montagna: tre cime raggiunte, un quarto tentativo interrotto a soli tre tiri dalla vetta e una linea continua attraverso il cuore del gruppo del Trango.
| Periodo | 14-22 luglio 2026 |
| Durata | 9 giorni consecutivi in montagna |
| Alpinisti | Stefano Ragazzo e Silvia Loreggian |
| Località | Trango Group, Karakorum, Pakistan |
| Great Trango Tower – 6.286 m | American Route |
| Little Trango Tower – ca. 5.445 m | PM Wall |
| Nameless Tower – 6.238 m | Eternal Flame |
| Monk | Tentativo interrotto a tre tiri dalla vetta |
| Castle | Previsto come punto di partenza del link-up con una nuova via; abbandonato a causa delle condizioni della parete e del meteo. |








