C’è un filo sottile che unisce le colline dell’Oltrepò Pavese ai fairway del Tigullio, e il 23 agosto 2026 quel filo si è fatto visibile sul percorso del Circolo Golf e Tennis Rapallo. La gara Cantine Vitea – Golf and Wine 1895 by Fondazione Montagna, 18 buche Stableford, ha assegnato i titoli di 1° lordo, 1° e 2° di categoria, 1° lady e 1° senior. Ma ha soprattutto portato in campo un’idea: che lo sport possa essere il più elegante degli ambasciatori del territorio.
Il teatro non poteva essere più adatto. Progettato nel 1929 e aperto al gioco nei primi anni Trenta, il circolo ruentino è tra i più antichi d’Italia: nove buche disegnate lungo il torrente Boate, divenute diciotto con l’ampliamento del 1970-71, in un parco di specie arboree rare dove i resti del Monastero di Valle Christi fanno da fondale alla celebre buca 7. Il clima mite del golfo consente di giocare tutto l’anno, a pochi minuti da Portofino e Santa Margherita Ligure.
A firmare l’iniziativa è Antonio Faravelli, viticoltore e golfista di Montù Beccaria, titolare delle Cantine Vitea — realtà simbolo dell’Oltrepò con oltre un secolo di storia, oggi affiancata dai figli Gaia e Stefano — e ideatore di Golf and Wine 1895. Il progetto prende il nome dall’anno di fondazione della cantina di famiglia e persegue un obiettivo dichiarato: rilanciare il golf italiano e, con esso, un territorio ancora troppo poco raccontato. «Golf e vino uniti come ambasciatori del territorio», ripete Faravelli, che porta le proprie etichette nei circoli più esclusivi della Penisola, trasformando ogni gara in un’occasione di degustazione e di turismo esperienziale.
Merito della riuscita va anche a chi ha creduto nella formula: Fabrizio Pagliettini, Direttore del Circolo, che ha accolto e sostenuto il progetto di Faravelli inserendolo nel calendario estivo, e Salvatore Lutero, gestore e chef della club house, che ha accompagnato la giornata con una proposta gastronomica capace di dialogare con i vini dell’Oltrepò — perché il racconto di un territorio, a tavola, si completa.
A chiudere il cerchio, il cosponsor Francesca Bianchi Design, maison aretina attiva dal 1974 tra alta gioielleria e yacht design, che ha destinato gioielli placcati in oro 24 carati al primo lordo e ai tre primi di categoria. Non un premio, ma un oggetto d’autore.
Eccellenza in gioco, appunto. Perché il green, quando è ben interpretato, non è soltanto un campo: è una vetrina.


