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Grande Traversée des Alpes: D’Addario e Ratti dal Triglav al Monte Bianco

di - 02/10/2026

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Un mese di traversata sulle Alpi tra oltre 1.000 km a piedi e in bicicletta, 15 ascensioni e un viaggio sulle tracce di Patrick Berhault, tra alpinismo, sostenibilità e osservazione dei cambiamenti dell’ambiente alpino.

Un mese di traversata sulle Alpi tra oltre 1.000 km a piedi e in bicicletta, 15 ascensioni e un viaggio sulle tracce di Patrick Berhault, tra alpinismo, sostenibilità e osservazione dei cambiamenti dell’ambiente alpino.

La rotta del primo mese: dal Triglav al Monte Bianco

È passato un mese dalla partenza della Grande Traversée des Alpes, il progetto delle Guide Alpine Lorenzo D’Addario e Francesco Ratti che ripercorre, a distanza di oltre vent’anni, le tracce della storica traversata compiuta da Patrick Berhault tra il 2000 e il 2001. L’obiettivo è collegare alcune delle grandi pareti che hanno segnato la storia dell’alpinismo sulle Alpi, spostandosi esclusivamente a piedi e in bicicletta.

Partiti il 24 agosto dal Monte Triglav, in Slovenia, i due alpinisti hanno attraversato il settore orientale e centrale dell’arco alpino, alternando lunghi trasferimenti su due ruote alle ascensioni sulle grandi pareti. La traversata li ha portati attraverso le Dolomiti, con la Parete Nord della Cima Grande di Lavaredo, la Parete Sud della Marmolada e la Nord-Ovest del Civetta, per poi proseguire verso le Alpi Centrali e l’Oberland Bernese, dove hanno affrontato la Parete Nord dell’Eiger. Da qui il percorso è continuato attraverso il Vallese fino al massiccio del Monte Bianco, con la Parete Est delle Grandes Jorasses e il Pilastro Rosso del Brouillard.

Badile e Cengalo
Badile e Cengalo

In quattro settimane la cordata ha accumulato oltre 1.000 chilometri di spostamenti e portato a termine 15 salite. Il Monte Bianco è stato raggiunto al 33° giorno, prima del rientro a Courmayeur, dove D’Addario e Ratti si sono concessi una breve pausa per fare il punto sul percorso compiuto e preparare le prossime tappe.

La Grande Traversée des Alpes entra ora nella sua fase conclusiva, con le ultime sezioni dell’arco alpino occidentale ancora da percorrere nelle prossime settimane.

Civetta
Civetta

Un viaggio verticale e spirituale

Dopo oltre un mese trascorso tra trasferimenti, dislivelli e grandi pareti, il passaggio sul Monte Bianco rappresenta anche l’occasione per riflettere sul significato più personale della traversata. Lorenzo D’Addario racconta così la dimensione interiore di un viaggio che, oltre alla componente alpinistica, sta diventando un percorso di scoperta e confronto:

«La bellezza che emerge in maniera forte da questo viaggio verticale e spirituale è di come il sogno si lega in cordata con la realtà e di come sia importante non perdere l’equilibrio vitale di questo scambio. Questo sulla base delle ultime difficili esperienze sulle grandi pareti dell’Ovest. Mi tornano alla mente le parole di Berhault sulle difficoltà dell’impresa che si affronta: “Essa non si misura in base agli ostacoli incontrati, essa dipende dalla forza della nostra motivazione.”

Fintanto che vivrò questo viaggio con gli occhi colmi di bellezza e desiderio di scoprire, tutto mi apparirà come una cosa naturale, anzi affascinante come la natura stessa».

Eiger
Eiger

Una traversata lungo le Alpi in mutamento

La Grande Traversée des Alpes sta offrendo anche l’opportunità di osservare direttamente quanto l’ambiente d’alta quota sia cambiato rispetto agli anni della traversata di Berhault. La riduzione dei ghiacciai e il progressivo deterioramento di alcune pareti, legato all’aumento delle temperature, hanno reso necessario in più occasioni modificare gli itinerari originariamente previsti o rivedere la programmazione delle ascensioni.

È quanto accaduto, per esempio, sul Pilastro Rosso del Brouillard, dove le condizioni della montagna hanno richiesto una valutazione particolarmente attenta.

«I cambiamenti climatici non sono più una proiezione teorica, ma una realtà con cui ci confrontiamo quotidianamente in parete – testimonia Francesco Ratti -. Ghiacciai fortemente ridotti e pareti sempre più secche e soggette a crolli ci costringono a una lettura ancora più attenta della montagna e a modificare itinerari storici per ragioni di sicurezza. La bicicletta ci sta dando la flessibilità necessaria per muoverci rapidamente tra un massiccio e l’altro, ma il confronto con l’ambiente evidenzia quanto le Alpi siano mutate in poco più di due decenni».

Grandes Jorasses
Grandes Jorasses

Il film dell’impresa: il racconto e la sensibilità visiva di Alessandro Beltrame

La Grande Traversée des Alpes non è stata concepita come una sfida costruita attorno ai numeri, ma come un viaggio umano ed etico ispirato all’esperienza di Patrick Berhault e al senso di libertà raccontato nel suo libro Encordé mais libre. Un percorso che vuole inoltre mettere a confronto la montagna di oggi con quella osservata oltre vent’anni fa, attraverso le immagini e i materiali d’archivio della precedente traversata.

Il progetto non si limita alla documentazione quotidiana pubblicata sui canali digitali dei due protagonisti. L’intera esperienza sta infatti diventando un vero e proprio film, affidato allo sguardo del regista e video maker outdoor Alessandro Beltrame (AGB Video). Il documentario seguirà la traversata intrecciando la trasformazione dell’ambiente alpino con la dimensione personale dei due alpinisti.

Dal punto di vista produttivo si tratta di un lavoro particolarmente complesso: seguire una cordata per due mesi, tra lunghi trasferimenti su strada e ascensioni in alta quota, significa documentare l’impresa senza alterarne tempi e dinamiche. Per questo la produzione si basa su una pianificazione accurata delle riprese, su attrezzatura leggera e ad alta risoluzione trasportabile direttamente in parete e su un confronto costante con Beltrame prima di ogni nuova tappa.

Monte Bianco
Monte Bianco

Anche D’Addario e Ratti partecipano direttamente alla realizzazione del materiale. Seguendo le indicazioni del regista, raccolgono immagini e testimonianze durante le ascensioni e nei bivacchi, registrando sensazioni, riflessioni e momenti vissuti sul campo, quando le emozioni sono ancora immediate.

«Documentare due mesi di traversata itinerante è profondamente diverso dal seguire una singola salita – spiega il regista Alessandro Beltrame -. Il nostro obiettivo non è realizzare un classico film di alpinismo in cui si celebri il gesto tecnico: l’intento è di andare più in profondità per raccontare la dimensione umana e spirituale che accompagna questo viaggio. Il territorio che cambia fa da sfondo a una storia di sincera condivisione e confronto. Francesco e Lorenzo sono più di una semplice cordata: sono due atleti di alto livello ma prima di tutto due esseri umani, ciascuno con le proprie peculiarità caratteriali, che si trovano a convivere e confrontarsi quotidianamente dentro e fuori dalla parete».

Il documentario cresce quindi insieme alla traversata, raccogliendo strada facendo immagini, incontri e testimonianze di un viaggio ancora in corso.

Qualido
Qualido

Le 15 salite del primo mese

  • Pilastro Rosso del Brouillard / Monte Bianco (via Bonatti)
  • Monte Triglav – Parete Nord (via Helba + Skalaska)
  • Piccolo Mangart – Parete Sud-Ovest (via Drill)
  • Cima Grande di Lavaredo – Parete Nord (via ISO 2000 con uscita sulla Comici)
  • Seconda Torre del Sella – Parete Nord (via Messner)
  • Marmolada – Parete Sud (via Tempi Moderni)
  • Punta Civetta – Parete Nord-Ovest (via Chimera Verticale)
  • Crozzon di Brenta – Parete Est (via Super Maria)
  • Cima Tosa – traversata dal Crozzon di Brenta
  • Pizzo Badile – Parete Nord-Est (via Cassin)
  • Pizzo Cengalo – Spigolo Sud-Ovest (Spigolo Vinci)
  • Monte Qualido – Parete Est (via Artemisia)
  • Eiger – Parete Nord (via Le Chant du Cygne)
  • Grandes Jorasses – Parete Est (via Gervasutti)
  • Punta Innominata – Cresta Est

Diplomato in Arti Grafiche, Laureato in Architettura con specializzazione in Design al Politecnico di Milano, un Master in Digital Marketing. Giornalista dal 2005 è direttore di 4Actionmedia dal 2015. Grande appassionato di sport e attività Outdoor, ha all'attivo alcune discese di sci ripido (50°) sul Monte Bianco e Monte Rosa, mezze maratone, alcune vie di alpinismo sulle alpi e surf in Indonesia.