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A Valencia risplende la Aiyabei

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Tanta attività e tanti spunti interessanti nello scorso fine settimana internazionale. La Maraton Valencia Trinidad Alfonso ha pienamente mantenuto le aspettative e se lo scorso anno era arrivato il primato maschile su suolo spagnolo, questa volta è toccato alle donne riscrivere la tavella e in particolare alla kenyana Valary Jemeli Aiyabei, prima in 2h24’28” che è anche il suo personale. La stessa Aiyabei deteneva il precedente record in terra spagnola con il 2h25’26” della vittoria a Barcellona in marzo. La kenyana ha disputato una gara tutta d’attacco puntando sempre al tempo, transitando in testa già al 5° km per poi essere raggiunta dalla connazionale Nany Kiprop e dalle etiopi Bethlehem Moges e Aberu Mekuria. A metà gara – passaggio in 1h11’11” – la Aiyabei era però di nuovo sola al comando per non essere più raggiunta. Seconda piazza per la Kiprop in 2h25’13”, terza la Moges in 3h26’11”. Dietro splendida gara per Emma Quaglia, tornata ai suoi migliori livelli che in 2h30’57” firma oltre che il sesto posto anche la terza prestazione italiana dell’anno e la sua seconda personale, ponendo la sua autorevole candidatura per un posto ai Mondiali di Londra 2017.

L'etiope Valary Jemeli Aiyabei al traguardo (foto organizzatori)

Di buon livello anche la gara maschile, dove nella prima parte di gara spiccava la presenza nel gruppo di testa tutto africano anche dell’indomabile ucraino Sergiy Lebid, 41 anni poi costretto al ritiro, mentre cedeva il kenyano Geoffrey Mutai, confermando il suo inarrestabile declino. Passaggio alla mezza ancora in gruppo in 1h02’31”, a prendere l’iniziativa è stato il kenyano Victor Kipchirchir, partito al 30° km puntando al primato della gara del connazionale John Mwangangi, nelle retrovie, per chiudere in un comunque positivo 2h07’39”, precedendo i connazionali Gilbert Yegon di 29” e Peter Cheruiyot Kirui di 33”. Quarto il detentore del primato Mwangangi a 52”. Anche qui buoni riscontri in chiave italiana con Alessandro Brancato 18° al personale di 2h18’50”, nei primi 50 anche Alessandro Claut (36° in 2h24’16”) e Alberto Mosca (41° in 2h25’50”), ritirato prima di metà gara l’atteso Simone Gariboldi.

KIPCHOGE, RITORNO VITTORIOSO IN INDIA

Il ritorno alle gare dell’olimpionico di maratona Eliud Kipchoge era il piatto forte dell’Airtel Delhi Half Marathon, alla sua 12esima edizione e il kenyano non ha deluso le attese andando a conquistare la vittoria in 59’44”, ma ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per debellare la resistenza dell’etiope Yigrew Demelash, quarto a Rio sui 10000. La gara già dopo 5 km vedeva al comando i due rivali insieme al kenyano Augustine Choge, passando ai 10 km in 28’33”, ma il rallentamento nella seconda parte ha impedito di battere il record della corsa dell’etiope Guye Adola in 59’06”. Choge ha ceduto al 17° km mentre Kipchoge andava a vincere con 4” su Demelash e 17” sullo stesso Choge.

Ennesima vittoria per Kipchoge nel suo entusiasmante 2016 (foto organizzatori)

Nella gara femminile clamorosa sconfitta della campionessa mondiale sulla distanza, la kenyana Peres Jepchirchir che interrompe così dopo 4 vittorie la sua striscia vincente. Merito dell’esito a sorpresa l’etiope Worknesh Degefa, al comando della gara insieme ad altre 5 atlete fino al 18° km quando ha prodotto il suo allungo per andare a chiudere in 1h07’42” con 10” sulla connazionale Ababel Yeshaneh e 29” sulla kenyana Helah Kiprop, argento mondiale di maratona. La Jepchirchir, alle prese con vesciche ai piedi, ha chiuso solo quinta in 1h08’28”, mentre più indietro, 11esima, è giunta Valeria Straneo, premiata però dal tempo, 1h13’55” che rappresenta un miglioramento dello stagionale di quasi un minuto.

IN FRANCIA ARRIVA LA SORPRESA MUNENE

Altra mezza maratona internazionale era la Semi-Marathon Boulogne-Billancourt Christian Granger, tornata in calendario dopo la cancellazione dello scorso anno per i gravissimi fatti terroristici di Parigi. Tutti i pronostici erano per il kenyano Edwin Kipyego, reduce dalla vittoria alla Marseille-Cassis, ma problemi d’imbarco hanno reso impossibile il suo arrivo in Francia, aprendo la gara a inaspettate soluzioni. Inizialmente si è formato un gruppo di 8 atleti in testa, la progressiva accelerazione ha presto messo fuori gioco il vicecampione europeo di cross, il francese Hassan Chahdi che proprio per la mezza e per cercare il suo personale aveva rinunciato alle selezioni per Chia. La selezione ha portato al km finale quattro atleti che si sono giocati la vittoria in una lunga volata che ha premiato il kenyano Morris Munene, primo in 1h03’04” davanti all’etiope Yitayal Atnafu, vincitore nel 2014, staccato di 2”, terzo il connazionale John Loitang a 9”. Nella gara femminile sfida a due fra le etiopi Zewdnesh Ayele e Damaris Areba con la prima vittoriosa in 1h10’21” con 1’38” sulla rivale, terza l’altra etiope Gezmu Zenash a 3’18”.

Inattesa vittoria per il kenyano Munene a Boulogne-Billancourt (foto organizzatori)

VITTORIE GIOVANISSIME AD ADDIS ABEBA

Domenica si è disputata ad Addis Abeba la Great Ethiopian Run, principale corsa podistica etiope con all’organizzazione il grande Haile Gebrselassie, appena nominato alla presidenza della federazione atletica nazionale. Sui 10 km del percorso la vittoria è andata allo junior Abe Gashahun, ottavo ai Mondiali di categoria 2015 nel cross, che in 28’53” ha preceduto allo sprint il kenyano Jerome Lumbasi, terzo l’altro etiope Adugna Tekele in 28’55”. In campo femminile prima Fotyen Tesfay, finita ai piedi del podio sui 3000 ai Mondiali Allievi di quest’anno, in 33’09”, davanti a Muluye Dakamaw (33’17”) e Tadelech Bekele (33’25”) favorita della vigilia.

Il neopresidente Gebrselassie con i due giovanissimi vincitori (foto organizzatori)

BRILLANO LE STELLE DEL CROSS

La stagione internazionale del cross è entrata nel vivo e soprattutto in Europa si susseguono gli appuntamenti di preparazione per la rassegna continentale di Chia del prossimo mese. Domenica erano in programma due eventi dell’Eaa Cross Country Permit: a Soria il Campo a Traves Internacional si è tradotto in un’attesa rivincita della gara della settimana precedente a Burgos. Sugli 8 km della gara femminile la kenyana Alice Aprot ha confermato di essere una delle massime interpreti della specialità andando a vincere in 26’18” debellando la solida resistenza dell’ugandese Juliet Chekwel, seconda a 1’12”, terzo posto per la polacca di chiare origini maghrebine Sofia Ennaoui, finalista olimpica sui 1500, a 1’33”. Bellissima gara dell’azzurra Silvia Oggioni, che ha chiuso quinta a 1’49”, seconda europea ma davanti a molte protagoniste della futura rassegna continentale sarda. Nella gara maschile primo posto per l’ugandese Timothy Toroitich, primo atleta capace di cogliere tre vittorie nella gara iberica, giunta al suo 23° anno. Toroitich ha chiuso i 10 km previsti in 29’10” con 10” sull’eritreo Aron Kifle, vicecampione mondiale junior sui 10000, terzo l’altro eritreo Goitom Kifle a 34”. Al suo debutto stagionale nel cross, Stefano La Rosa ha chiuso settimo dopo una buona gara in rimonta, a 1’05” dal vincitore.

Terza vittoria a Soria per l'ugandese Toroitich (foto organizzatori)

L’altro evento era il Darmstadt Cross, nella città tedesca dove sui 9,1 km previsto la vittoria ha premiato il kenyano Daniel Kemoi in 27’29” davanti al connazionale Alex Kipkorir Kibarus a 24” e all’eritreo Yossief Tekle a 1’03”. Tutto tedesco il podio femminile con Caterina Granz prima in 23’31” (la distanza era 6,6 km) davanti alla naturalizzata Julia Bleasdale a 9” e a Jana Sussmann a 21”.