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Ad Amsterdam festival di primati personali

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Ad Amsterdam festival di primati personali

La Maratona di Amsterdam, appartenente al circuito Iaaf Silver Label Road Race, ha pienamente tenuto fede alle attese destate da un percorso giudicato tra i più veloci e il kenyano Wilson Chebet ha tenuto fede al pronostico che lo voleva favorito della gara, sfiorando con 2h05’53” il record della corsa, al termine di una gara velocissima con ben sei atleti sotto le 2h07’. Chebet, secondo lo scorso anno e che puntava a un grande risultato per porre la sua candidatura per l’unico posto rimasto disponibile nella nazionale kenyana per i prossimi Giochi Olimpici, ha mancato il primato per soli 9 secondi. La gara è stata rapida fin dall’inizio, con un passaggio al 5° km in 14’56” e al 10° in 29’27”. A metà gara davanti era un gruppo di 16 unità con tutti i migliori, compreso l’attesissimo etiope Sileshi Sihine, specialista dei 10000 al suo esordio in maratona. Un debutto sfortunato il suo, terminato con un ritiro al 36° km. La selezione è stata lenta ma inesorabile, con otto atleti (sette kenyani e un eritreo) ancora insieme dopo 35 km. Chebet ha forzato a 5 km dalla fine facendo il vuoto dietro di sé, Eric Ndiema ha provato a tenere il passo ma ha pagato lo sforzo nel finale venendo superato da Laban Korir, secondo in 2h06’05”, terzo lo stesso Ndiema (non ancora diciannovenne!) in 2h06’07”, poi ancora i kenyani Nicholas Manza (2h06’34”) e Elijah Keitany (2h06’53”). A confermare il grande valore della prova olandese il fatto che sono stati 9 gli atleti a scendere sotto le 2h10’ e che 21 sui primi 30 hanno stabilito il proprio primato personale. Primo non africano l’australiano Michael Shelley, 11° in 2h11’23” davanti al marocchino Abdelhadi El Hachimi, spesso presente in Italia, in 2h11’30” (anche per lui record personale. Primo olandese Michel Butter, 15° in 2h12’59”. Prova eccezionale anche quella femminile, vinta dall’etiope Tiki Gelana che con 2h22’08” ha ottenuto il nuovo record della gara abbassando di 11 secondi il tempo di Gete Wami, sua connazionale, risalente al 2002. Alle sue spalle l’altra etiope Eyerusalem Kuma in 2h24’55” e l’olandese Lornah Kiplagat in 2h25’52”, comunque soddisfatta per aver staccato il pass per Londra 2012. Ai piedi del podio Genet Getaneh (Eth/2h25’57”), Nailya Yulamanova (Rus/2h26’39”) e Peninah Arusei (Ken/2h28’38”).