Home Running News Addio al Prof.Lenzi, padre della maratona italiana

Addio al Prof.Lenzi, padre della maratona italiana

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Un lutto inatteso ha gettato nello sconforto il mondo dello sport, non certo solo ferrarese, in particolare dell’atletica: ieri, nel tardo pomeriggio, all’età di 79 anni,è morto Giampaolo Lenzi.

Il professore è morto nella sua Ferrara, città che ha contribuito a celebrare su palcoscenici internazionali, facendola diventare per lunghi anni punto di riferimento della maratona. Il Lenzi tecnico – come riconosce in un comunicato la stessa Federatletica –può senza dubbio essere definito un punto di riferimento tra i più significativi nella storia della maratona azzurra. Allenatore di grido a cavallo degli anni ’70 e ’80 (tra i suoi atleti, nel Cus Ferrara, Massimo Magnani, Laura Fogli, Orlando Pizzolato, Emma Scaunich, Salvatore Bettiol), Lenzi raggiunse la Direzione della squadra nazionale assoluta maschile nel 1995, mantenendone la guida fino al 2001, in coppia al vertice delle formazioni italiane con Dino Ponchio (responsabile delle donne). In totale, per il coach ferrarese, oltre vent’anni di lavoro nella Nazionale, assolti con l’impegno, la dedizione, e la straordinaria umanità noti a tutti nell’ambiente.

Lenzi lascia la moglie Vittoria, la figlia Silvia (che vive ormai da anni a Parigi) con il nipotino; ha raggiunto, invece, il figlio Daniele, morto alcuni anni addietro. I funerali verranno fissati nella giornata di oggi.

Enorme il cordoglio che ha suscitato l’improvvisa scomparsa di Giampaolo Lenzi. A darne notizia alla stampa, in serata, è stato il suo più stretto collaboratore e amico, quel Massimo Magnani che proprio ora ha assunto il ruolo di guida tecnica della nazionale di atletica come il suo maestro. Sempre loquace, ieri sera Magnani aveva la voce strozzata: “Sono molto scosso, l’ho visto oggi pomeriggio, non me l’aspettavo… Mi occuperò delle esequie”.

Da poco a conoscenza della grave perdita un’altra sua allieva che ha vestito la maglia azzurra, Laura Fogli: “E’ stato un colpo, non sapevo che fosse malato, sono rimasta di ghiaccio. Nei miei anni migliori come atleta mi è stato sempre vicino e da lui ho imparato tantissimo. Il primo ad allenarmi è stato lui, i miei primi passi nell’atletica vera sono stati accompagnati dai suoi programmi di allenamento, i miei primi successi a un certo livello li devo alla sua esperienza. Dopo si era instaurato anche un rapporto che andava al di là dell’atleta e dell’atletica, siamo rimasti in buoni rapporti, ci mancherà tantissimo. Negli ultimi anni si era dedicato di più alla famiglia, ultimamente ci i vedeva poco.La sua morte ha lasciato di stucco sia me che mio marito, faccio fatica a crederci, non me l’aspettavo e poi sono sempre notizie difficili da accettare”.

Altro allievo degli anni d’oro della maratona ferrarese è stato Fausto Molinari: “Con Giampaolo sono cresciuto come atleta, ho vissuto un’avventura splendida, grazie a lui è nata la scuola di maratona a Ferrara, che ha raccolto risultati non solo come singoli, ma come gruppo. Dal punto di vista umano mi ha trasmesso tantissime cose, come atleta e dirigente sportivo ho imparato tantissimo da lui. L’ho sempre pensato come uno che doveva vivere tantissimi anni, ha sempre avuto cura di sé, era molto attento a tutto, è stata una notizia che mi ha addolorato. Giampaolo era molto riservato sulla sua vita privata, Massimo e Orlando (Magnani e Pizzolato, ndr) ne possono parlare di più dal punto di vista personale. Io ho sempre lui come riferimento anche nella mia modesta carriera di tecnico,. Ho saputo che non stava bene solo pochi giorni fa, Massimo gli è stato vicino, era a Ferrara anche per questo. Giampaolo è la maratona a Ferrara, la corsa a Ferrara: in queste ore ci siamo sentiti tutti fra atleti, si è spento uno di noi, ci ha presi da ragazzini e ci ha tirati su, a prescindere dai risultati”.

Sergio Armanino – La Nuova Ferrara