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Al Castello la staffetta della discordia

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Al Castello la staffetta della discordia

Colpi di scena ed emozioni al Palio non mancano mai. Quest’anno in particolare, con la bufera sollevata sulla staffetta dalla e-mail spedita alla Fidal da due quartieri per bloccare la punta di diamante del Duomo, Yuri Floriani (portacolori delle Fiamme Gialle che alle ultime Olimpiadi di Londra era stato finalista nei 3000 siepi) ma che ha avuto il risultato di fermare anche altri quattro atleti di spicco delle forze armate: due del Castello, uno di Santo Stefano e altri due del Duomo, che si è ritrovato con due soli portacolori e fino all’ultimo è stato incerto sulla partecipazione. Per questo i tamburini della Stella sono entrati in piazza Maggiore in silenzio e tutti gli staffettisti rimasti delle quattro contrade hanno corso con il lutto al braccio per la morte della staffetta: “Come protesta” fanno sapere in coro “per quello che hanno fatto i quartieri per la gara, che si vince sul campo e non con i ricorsi e i boicottaggi” tuonano. “Come atleti non ci piace quello che è successo. Vogliamo battere gli avversari in pista e questi sotterfugi per non far correre qualcuno non appartengono alla nostra visione delle cose. Corriamo per rispetto ai volontari e al pubblico, però siamo in profondo disappunto per come è stata trattata la cosa”. Poi la gara, preceduta e ritardata da un’invasione del percorso. I contrada ioli della Stella hanno occupato la strada per rilanciare la loro protesta e solo dopo ripetuti richiami si sono fatti da parte, anche perché alla fine è stato concesso loro di schierare due riserve, pur non essendo in gara per la classifica. La corsa, tesissima come sempre, è stata dominata e vinta da Castello che ha preceduto Santo Stefano e Port’Oria.

Raffaele Scottini – Corriere delle Alpi