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Apertura impianti a rischio a San Martino di Castrozza

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In questi giorni il Consorzio Imprese e Territorio (I&T) di San Martino di Castrozza ha emanato un comunicato nel quale il Consiglio di amministrazione minaccia di proporre alla prossima assemblea di non rinnovare il contratto di gestione degli impianti Ces e Colverde Rosetta e di sciogliere la parte di Consorzio che fa riferimento alla gestione. Risultato: il prossimo inverno il rischio è che gli impianti rimangano fermi. A meno che la Provincia non inizi a fare qualcosa in merito.

Le risposte che si fanno attendere infatti sono soprattutto quelle della Regione e della Provincia.

san-martino

«E’ tutto fermo. La giunta provinciale per il momento non ha alcuna intenzione di decidere. E noi non abbiamo più parole per esprimere il disastro che si sta creando». Queste le parole di un operatore turistico della zona.

Duro quindi il Consorzio Imprese e Territorio che «non ravvisando una effettiva volontà di dare risposte concrete proporrà alla propria assemblea dei soci, che con in 30 settembre prossimo, alla scadenza del contratto di conduzione impianti di Ces, Colverde e Rosetta, non venga rinnovato il contratto, e si proceda allo scioglimento del Consorzio stesso».

Spiega tutto Cristian Marin, Presidente del Consorzio: “La decisione del Consorzio Imprese e Territorio è sicuramente dura ma nello stesso tempo diciamo chiaramente che manteniamo la nostra partecipazione alla Rolle Consortile, il pool di imprese che potenzialmente dovrebbe aggiudicarsi il bando della funicolare; il Consorzio, infatti, era nato per affiancare nella gestione i potenziali costruttori della funicolare; nel frattempo la società che gestiva gli impianti di Ces e Colverde Rosetta, è stata improvvidamente posta in concordato preventivo, di fatto rischiando di privare la località di una parte consistente di impianti di risalita; ecco quindi che abbiamo dovuto costituire, a fianco del Consorzio un settore gestionale per arginare questo pericolo e gestire in fase transitoria detti impianti, sui presupposti della realizzazione della Funicolare e conseguentemente di opere accessorie ad essa collegate. Poi c’è stato il cambiamento ai vertici della Provincia, che ha dato adito ad un fiorire di proposte alternative, decretando di fatto la situazione di immobilismo. Imprese e Territorio malgrado le reiterate assicurazioni del contrario, ravvisa scarsa volontà di realizzazione da parte della Provincia dell’opera promessa”.

In attesa di una pronta risoluzione, vi riportiamo qui sotto il comunicato del Consorzio.

Il Consorzio Imprese e Territorio – si legge nella nota diffusa – com’è noto, si è costituito per affiancare i potenziali costruttori della Funicolare San Martino Passo Rolle nella gestione della Funicolare stessa, opera proposta al territorio dalla Provincia nell’estate del 2010 dall’allora presidente della P.A.T., coadiuvato dall’assessore al turismo e dai funzionari preposti alla parte tecnica. L’ipotesi illustrata in quella sede prevedeva il collegamento con il Passo Rolle e la gestione in capo a trentino Trasporti.

Con il passare del tempo l’ipotesi gestionale inizialmente proposta sfumava, per venire accollata ai costruttori, ma indicando per la fruizione del mezzo, un prezzo politico ed una fideiussione a carico della gestione, che fin da subito era parsa eccessiva, suscitando nel contempo più di un dubbio.

Ovviamente prima di arrivare ad un’ipotesi realizzativa e pertanto alla presentazione di un’offerta si è dovuto ricercare la quadratura dei conti, tutt’altro che facile, date le cifre e la congiuntura economica in corso. In questa fase, poiché nel frattempo la società SMPDTF è stata posta in concordato preventivo, si è dovuto costituire, a fianco del consorzio I&T, un settore gestionale per arginare questo pericolo e gestire in fase transitoria detti impianti, sui presupposti della realizzazione della Funicolare e conseguentemente di opere accessorie ad essa collegate, ma già di per sé capaci di rappresentare un importante giro di boa rispetto alla precaria situazione impiantistica di San Martino di Castrozza.

In un contesto e, forse, in un momento storico in cui il nostro territorio si dimostra incapace di formulare e portare avanti azioni concordate a beneficio di tutti, si è di fatto realizzata la peggiore delle situazioni, per cui, mentre in altre località si è investito moltissimo, da noi, in attesa che le varie parti si accordino tra di loro, non viene fatto nulla.

A ciò si è aggiunto il cambiamento ai vertici della Provincia Autonoma di Trento, che ha dato adito ad un fiorire di proposte alternative, decretando di fatto la situazione di immobilismo. Imprese e Territorio pertanto, malgrado le reiterate assicurazioni del contrario, ravvisa scarsa volontà di realizzazione dell’opera da parte della Provincia e delle amministrazioni locali.

Nemmeno Partecipazioni Territoriali, espressione dalla Cooperazione Trentina e potenziale acquirente dal Concordato degli impianti della società SMPDTF in liquidazione, ha finora ritenuto di confrontarsi con Imprese e Territorio per ricercare con forza un rilancio possibile su un serio programma d’investimenti. Anche l’impegno a promuovere e divulgare il Consorzio Imprese e Territorio ed il proprio programma di sviluppo non ha avuto un significativo riscontro, soprattutto tra coloro che per primi ne trarrebbero un sicuro vantaggio economico: ovvero l’imprenditoria primierotta tutta.

Convinti che il rilancio del turismo invernale nel Primiero e a San Martino in particolare non possa prescindere dalla messa in rete dell’intera ski area e dall’ammodernamento degli impianti esistenti, è del tutto evidente che questa situazione non porta da nessuna parte e finisce col logorare tutti coloro che con spirito di servizio si sono spesi per evitare un inesorabilmente declino.

Il consiglio di amministrazione del Consorzio Imprese e Territorio – conclude il comunicato – non ravvisando l’effettiva volontà da parte dei vari soggetti coinvolti di impegnarsi per il rilancio del comparto, ha deliberato di proporre all’Assemblea che si terrà a breve, che con il 30 settembre, alla scadenza del contratto di conduzione impianti ex SMPDTF, non venga rinnovato il contratto e si proceda allo scioglimento del Consorzio stesso restituendo ai vari soci le risorse finanziarie versate”.