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Artifishal, il nuovo documentario di Patagonia

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Patagonia ha prodotto il documentario Artifishal e ha lanciato una campagna per mettere in luce l’effetto devastante degli allevamenti ittici. La proiezione a Milano si terrà il 23 aprile al BASE.

Prodotto dal fondatore di Patagonia Yvon Chouinard, Artifishal è un film che parla di pesci selvaggi, fiumi incontaminati e devastazione degli habitat causati dai vivai ittici. La campagna europea, a sostegno dell’ambiente, documenta l’industria dell’allevamento del salmone in Islanda, Norvegia, Scozia e Irlanda e chiede al pubblico la firma di una petizione rivolta governi di questi Paesi per vietare la pratica dell’allevamento dei pesci in recinti di rete in mare aperto.

L’illuminante ma controverso film documentario di 80 minuti di Liars & Thieves! esplora l’elevato costo ecologico, finanziario e culturale della nostra erronea convinzione che le soluzioni ingegnerizzate possano compensare la distruzione degli habitat. Il film denuncia l’impatto dei vivai e degli allevamenti ittici, un’industria che ostacola il recupero dei pesci selvaggi, inquina i nostri fiumi e contribuisce al problema che invece dichiara di risolvere. Artifishal scava ben oltre la superficie di questa controversia, che vede i cittadini battersi per fermare il danno arrecato alle acque pubbliche e alle ultime specie di salmone e trote di mare selvagge.

Il documentario esplora la situazione problematica dei pesci selvaggi dovuta agli allevamenti ittici conducendo lo spettatore all’interno dei vivai negli Stati di California, Washington, Oregon e Idaho e mostrando le condizioni in cui vengono prodotte enormi quantità di salmone geneticamente e qualitativamente inferiore. In uno splendido fiordo vicino ad Alta, in Norvegia, la distruzione dell’ambiente sottomarino e le malattie causate da un allevamento di pesci in mare aperto sono testimoniate dai devastanti racconti degli attivisti. “Gli uomini si sono sempre considerati superiori alla natura e ci hanno messo nei guai. Pensiamo di poterla controllare, ma in realtà, non siamo in grado di farlo – osserva Yvon Chouinard, fondatore di Patagonia – Gli allevamenti ittici e i recinti di rete sono solamente i sintomi e non le cause del problema. Se per noi il salmone selvaggio è importante, dobbiamo fare qualcosa subito. Una vita senza natura selvaggia e senza queste grandi specie iconiche è una vita miserabile. Se perdiamo tutte le specie selvatiche, perdiamo anche noi stessi”.

La maggior parte delle aziende europee di allevamento di salmoni si trovano in Norvegia e in Scozia, dove hanno devastato gli ecosistemi costieri. Gli allevamenti ittici in recinti di rete contribuiscono in modo determinante la drammatica estinzione del salmone selvaggio dell’Atlantico. L’industria è destinata ad espandersi esponenzialmente nei fiordi incontaminati dell’Islanda e continua a crescere a ritmi allarmanti in Norvegia, Scozia e Irlanda. Questi enormi recinti di rete aperti consentono il libero flusso di malattie e inquinamento nell’ambiente circostante, dove salmoni selvaggi e trote di mare lottano per sopravvivere. Negli ultimi 40 anni, la presenza nei mari del salmone dell’Atlantico è scesa da dieci a tre milioni e se non riusciamo a proteggere il loro habitat potrebbero diventare presto una specie in via di estinzione. Patagonia illustrerà il lavoro delle ONG locali che si battono per questa causa: North Atlantic Salmon Fund Iceland, Norwegian Wild Salmon Alliance, Salmon and Trout Conservation Scotland e Salmon Watch Ireland. Insieme hanno lanciato una petizione per chiedere il divieto nazionale all’apertura di nuovi recinti di rete aperti per l’allevamento del salmone e la progressiva eliminazione di quelli esistenti, per arrestare la devastazione dei pesci selvaggi e degli ecosistemi circostanti.

La prima proiezione italiana di Artifishal si terrà a Milano, martedì 23 aprile al BASE, alle ore 20.30. L’incasso dei biglietti, venduti al costo simbolico di 5 euro su Mailticket.it, sarà interamente devoluto in beneficenza.
Artifishal sarà inoltre proiettato negli store Patagonia, in occasione di festival cinematografici, eventi della comunità e nei teatri. Per le date, gli orari e i dettagli dei biglietti, controlla il programma.

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Eva è nata e cresciuta a Roma, dove ha studiato giurisprudenza per capire che è una persona migliore quando non indossa un tailleur. Ha lasciato la grande città per lasciare che il vento le scompigliasse i capelli sulle montagne delle Alpi e presto ha scoperto che la sua passione per l’outdoor e scrivere di questa, poteva diventare un lavoro. Caporedattrice di 4outdoor, collabora con diverse realtà del settore outdoor. Quando ha finito di lavorare, apre la porta della baita in cui vive per sciare, correre, scalare o per andare a fare altre gratificanti attività come tirare il bastone al suo cane, andare a funghi o entrambe le cose insieme.

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