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BURNER ONE HAND

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La Burner One hand è una delle variazioni più diffuse e stilose dalle bomba atomica del mondo del freestyle, la Burner. Ancora una volta, il primo rider a sparare questa manovra in gara è stata l’inventore della sua versione a due mani, l’ora pluricampione mondiale, Gollito Estredo. E’ ormai passato qualche anno dalla prima presentazione al mondo del windsurf, ma questo trick continua ad essere una delle manovre fondamentali ed irrinunciabili nel repertorio di ogni rider di coppa del mondo.

 

TESTO DI Mattia Pedrani FOTO DI Valerio Pedrani LOCATION Malcesine, Lago di Garda
FONTE 4Windsurf  n°160

INTRO
Vola al traverso a tutta velocità, con la vela bella piena e comincia a lascare leggermente per metterti in switch stance, cercando di trovare una zona di acqua piatta che ti permetta di mantenere la massima velocità. L’inizio del trick è identico ad una Funnell ed ad una Burner, quindi una volta che ti ritrovi in switch a tutta velocità, infila l’albero nel vento spingendo in avanti col braccio posteriore, per poi prendere il terminale con quello anteriore e passare sottovento alla vela come per una duck tack. Per tutte le manovre in duck è davvero importante eseguire il passaggio correttamente, specialmente in questo caso, dato che la potenza della vela garantisce l’esplosività ed il momento necessari per staccare e girare l’intero trick. Appena sei sottovento alla vela, in switch, sbilanciati leggermente verso prua ed appena vedi un ripido choppino sopravento a te, spingi con forza sulle punte e sulla mano di bugna. Proietta il fisico in avanti mentre spingi sulle gambe per far esplodere la tavola dall’acqua e gira bruscamente testa e spalle sottovento. Molla la mano posteriore, slanciandola verso l’alto, mentre butti l’albero verso poppa con il braccio anteriore. Così facendo, innescherai la rotazione in Burner, cioè la seconda parte del trick. Cerca di tenere il fisico abbastanza vicino al boma, in modo da restare nel baricentro della rotazione per girare più velocemente, mentre scalci la tavola sottovento, continuando a lasciare la mano posteriore a penzoloni. Continua a tenere l’albero verso poppa finchè la vela riprenderà nuovamente potenza controvento e preparati a rimettere la mano posteriore sul boma, in modo da atterrare. Resta centrale col peso e sfrutta tutta l’inerzia data dallo stacco per chiudere il trick in maniera pulita, senza appopparti troppo.Ora non ti resta che mantenere questa posizione, spingendo l’albero leggermente sottovento col braccio anteriore come per la chiusura di una normale backwind jibe o di una Funnell 540.
La Burner one hand, poi è ideale per prepararsi alla Burner SENZA mani.

FOTO

Foto 1-4: Mettiti in switch a tutta velocità in una zona d’acqua liscia come olio (MAGARI…) al traverso, cercando di sfruttare tutta l’inerzia che hai a disposizione e cominciare a passare sottovento alla vela. Infila l’albero nel vento spingendo con la mano posteriore, vai poi a prendere la bugna con la mano anteriore e passa sottovento alla vela. Migliore sarà il passaggio, maggiore potenza e proiezione avrai a disposizione per eseguire correttamente la rotazione area, cercando di girare il più possibile. Sbilanciati leggermente in avanti quando sottovento alla vela, in modo da non perdere velocità. Appena vedi un ripido choppino davanti a te, pesati con forza sulle punte e spingi sulla mano di bugna (foto 3). Più brusco e veloce sarà questo movimento, più andrai alto.

BurnerOH (1) BurnerOH (2) BurnerOH (3) BurnerOH (4)

Foto 5-8: Stendi la gamba posteriore per far staccare la tavola, pensando di sbilanciarti in avanti e gira la testa e le spalle sottovento nel senso di rotazione. Molla la mano posteriore e butta l’albero verso poppa con quella anteriore, scalciando la tavola sottovento, con la poppa il più alta possibile in modo che la prua non tocchi l’acqua. Cerca di restare abbastanza vicino al boma, in modo da ruotare più velocemente e da non far sbattere troppo la penna nell’acqua. Continua a spingere sul braccio anteriore mentre aspetti che la vela acquisti nuovamente potenza controvento, e preparati all’impatto.

BurnerOH (5) BurnerOH (6) BurnerOH (7) BurnerOH (8)

Foto 9-10: Questa fase di atterraggio è molto delicata ed è proprio qui che si rischia di sbagliare più spesso, in quanto si viene sbalzati indietro perché troppo arretrati col peso. Cerca di scaricare il peso nel boma e lasciare che la tavola giri liberamente, alla massima velocità, in modo da atterrare con abbastanza inerzia per completare la rotazione totale di 540°. Distribuisci il peso a centro tavola ed avvicina nuovamente la mano posteriore al boma, continuando a girare la testa nel senso di rotazione. Cerca di atterrare avendo già entrambe le mani sul boma, almeno le prime volte per abituarsi.

 BurnerOH (9) BurnerOH (10)

Foto 11-12: Completa il trick come se fosse una normale backwind jibe o una Funnell 540, cercando di stare il più centrale possibile col peso.

BurnerOH (11) BurnerOH (12) 

 

DRITTE ED ERRORI
Per questa manovra è importante trovare le condizioni giuste,possibilmente con vento costante ed abbastanza sostenuto sui 25 nodi. Non iniziare il passaggio troppo al lasco altrimenti non avrai abbastanza potenza nella vela per staccare correttamente. In generale, se sbagli, devi andare più veloce e spingere di più sulla mano posteriore al momento dello stacco!

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Ciao a tutti, sono Fabio Calò (ITA-720), ho iniziato a fare windsurf all’età di 13 anni e da quel momento è diventata la mia più grande passione, la mia vita. Finiti gli studi universitari ho iniziato a lavorare in un negozio di windsurf a Torino, poi agente di commercio e nel 2006 è iniziata la mia grande avventura con la redazione di 4Windsurf e poi anche di 4Sup. Sono stato campione italiano Wave di windsurf nel 2013 e 2015, altri ottimi risultati agonistici gli ho ottenuti anche nel freestyle sia in Italia che in Europa. Dal 2017 sono il direttore di una delle scuole più importanti del Lago di Garda, il PierWindsurf. Trasmetto la mia passione con progetti dedicati ai giovani come il Progetto Serenity di Malcesine, e organizzo Wave Clinics nel periodo invernale. Vivo a Torbole sul Garda e respiro l’aria del windsurf 365 giorni all’anno.
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