Cambio vita: Andrea Zampolini “The Dude”

0

Ho sempre amato la natura e gli sport che ti permettono di entrare in stretto contatto con essa assaporandone la pura essenza.

Sin dagli anni 90 seguo con estremo interesse la rivista NO LIMITS e nel 92/93 la mia attenzione fu attratta da una nuova disciplina, sponsorizzata dalla Sector, che si stava sviluppando alle Hawaii. Si trattava delle prime apparizioni del kitesurf: un surfista, una vela ed un nuovo mondo da esplorare.

La mia fantasia venne letteralmente rapita da questo sport nuovo, tanto da spingermi a diventarne un seguace.

Passarono alcuni anni e dopo i primi approcci venni bruscamente in contatto con la prima esperienza potenzialmente “mortale”; fu a fine anni 90 sul Lago, con un Wipika a due cavi.

Quell’esperienza mi segnò, capii che avevo bisogno di tempo. Scelte lavorative sbagliate mi stavano facendo passare un periodo difficile della mia vita: vivevo in una città industriale del nord Italia, denaro e successo erano considerati obbiettivi imprescindibili dalla quasi totalità delle persone che mi circondavano, la maggior parte dei rapporti erano superficiali, non trovavo risposte alle domande che mi ponevo sui veri valori della vita. Nel frattempo il mio pensiero era sempre rivolto a quell’esperienza sul lago.

Era ormai giunto il momento di fare una scelta: continuare a vivere una vita non mia o ascoltare quella voce interiore che mi chiedeva di seguire un sogno. Scelsi di volermi bene, chiusi l’attività e partii.

Dopo varie ricerche decisi di prendere un biglietto aereo per i Caraibi, precisamente per Santa Lucia, un paradiso dell’arcipelago delle Piccole Antille, dove mi fermai a lungo. Li mi dedicai totalmente a quel sogno che era il kitesurf.

Ebbi la fortuna di avere un istruttore veramente unico, un ex berretto verde che con i suoi metodi in stile esercitazione militare, ebbe la capacità di insegnarmi le tecniche ed i segreti di questa disciplina, infondendomi il suo entusiasmo e la sua passione per questo magnifico sport.

Finita l’esperienza ai Caraibi ritornai in Italia con la certezza di quello che avrebbe dovuto essere il mio futuro: istruttore di kitesurf. Pertanto in quel periodo la mia vita si focalizzò su tale obbiettivo.

Una volta ottenuto il brevetto ebbi fortunatamente l’occasione di gestire una scuola a Capo Verde, precisamente nella bellissima e paradisiaca isola di Sal, presso il Villaggio Bravo Club Villa Do Farol, Alpitour. In questa location, tra le bellezze dell’isola e la semplicità della gente, feci pace con me stesso. Ogni giorno si mangiava pane e kite, anzi pesce e kite.

L’energia del sole e della natura circondava ogni cosa, ergendo l’Oceano a protagonista di ogni singolo giorno passato tra le infinite dune di sabbia di questo Paradiso. Una palestra naturale dove potersi allenare e poter crescere, non solo con il kite. Grazie ad un altro istruttore, il mitico Markito, iniziai ad avvicinarmi alla filosofia del Surf. In quel periodo imparai altro, qualcosa di più profondo: il rispetto della natura. Capì che non c’era solo il piacere di fare sport tutti i giorni ma c’era bisogno di qualcos’altro, dell’umiltà. E’ un insegnamento che cerco di trasmettere a tutti i miei allievi.

Una mattina di febbraio, mentre aprivo come tutti i giorni la scuola, rimasi rapito dallo spettacolo che la natura, in quel momento mi stava donando una mareggiata atomica davanti  al villaggio. Decisi di preparami e di affrontare in maniera spavalda quelle onde così enormi.

Alzai la vela e dopo vari tentativi di entrare e superare lo short break riuscì a cavalcare quelle montagne. Difficile spigare le sensazioni che provai, forse l’unica parola che può rendere l’idea è adrenalina! Sparivo tra le onde, questo e quello che vedevano i miei amici da riva. Durante una “carvata” verso riva calcolai male tutto, misura e distanza delle onde. Partii con la manovra e in un istante venni travolto da un muro d’acqua, il buio totale. Riuscì a tenere la calma, ma le sicurezze, dopo vari tentativi, non funzionavano, a dimostrazione che c’era ancora tanto da fare per rendere sicuro questo sport.

Rimasi sott’acqua vedendo passare sopra di me diverse onde mentre cercavo di portarmi verso la superficie per prendere una boccata d’ossigeno e ogni volta che ci provavo arrivava un nuovo set di onde che mi riportavano sul fondo dell’Oceano, il tutto sembrava non finire mai. Il mio amico Markito mi vide riaffiorare e si buttò in acqua, riuscì a prendere la vela e, con l’aiuto di altri, iniziarono a tirare verso la riva portandomi in salvo ormai senza forze ma cosciente.

La mattina dopo mi feci forza e mi ributtai in  mare con un atteggiamento di pieno rispetto nei confronti del vento e delle onde, vincendo la paura iniziale e chiedendo alla natura di rispettare a sua volta il mio desiderio di sfidarla nuovamente. Fu un’ uscita spettacolare, talmente bella che dalla spiaggia mi sentirono cantare, feci pace con il mare, godendomi umilmente quel fantastico momento.

 L’esperienza a Sal durò quattro anni, la scuola venne essegnata poi a Mitu Montero, campione mondiale di kite ma soprattutto un local, e questo mi fece molto piacere! Grazie a Francesca, la mia compagna di vita, ci trasferiremmo  alle Canarie per due anni e più precisamente a Fuerteventura, prima e Lanzarote poi altri  paradisi. Li mi dedicai soprattutto al surf e decidemmo che quel posto era la location giusta per rimanere a vivere. La vita aveva però dei piani differenti e per motivi personali l’esperienza alle Canarie dovette finire e con Francesca si decise di rientrare in Italia, ma di vivere in una località di mare.

 

Il destino ci assegnò la baia di Talamone, in Maremma, uno spot fantastico, unico in Italia, adatto a tutti i livelli, dal principiante alle prime armi al pro rider che si vuole allenare. Non potevamo chiedere di meglio, una magnifica baia immersa nel parco dell’Uccellina e di fronte Argentario e isola del Giglio. E’ qui che decisi di aprire la nostra scuola la Dudekite School

Perché “DUDE KITESURF”, da dove è venuta l’idea del nome Dude?

I motivi sono vari. Il primo risale ai tempi in cui vivevo a Capo Verde. Avevo trovato un dizionario del surf americano che parlava del Dude. Dude è l’uomo, colui che ti prende per mano e ti consiglia, ti accompagna nel tuo percorso, quello che sullo spot ti sa consigliare il meglio, insomma il leader, nel senso più puro della parola.

In secondo motivo è legato ad passione personale legata all’amore per il cinema ed al film cult “Il Grande Lebowski” il cui protagonista assoluto è Jeffrey Lebowsky “the Dude” (in italiano tradotto con “Drugo”) con il suo stile di vita unico.

Decisi di impostare la scuola cercando di infondere nei miei allievi la passione, l’umiltà, il lavoro in totale sicurezza, senza mai escludere nessun tipo di informazione, anche la più banale in quanto necessaria a costruire le basi sulle quali far crescere la passione per questo sport, facendo della professionalità un ideale irrinunciabile affinché i miei allievi possano godere appieno della gioia e delle sensazioni uniche che solo questo sport ci può regalare.

In questi anni abbiamo avuto la fortuna e l’onore di conoscere gente fantastica, tra i quali la TWKC un’altra scuola di Talamone. Con loro nel 2010 abbiamo organizzato un viaggio in Sudafrica, più precisamente a Città del Capo. Quando finisce la stagione e chiudiamo la scuola, organizziamo camp all’estero o viaggi per trovare nuovi spot con l’idea di potere aprire un’altra scuola invernale.

Il Sud Africa ci è rimasto nel cuore, paesaggi incredibilmente affascinati e diversi tra loro, in grado di ricordarci le Dolomiti, oppure per la Franciacorta con i suoi vigneti, per passare al deserto della vicina Namibia e, ovviamente, l’Oceano con colori cristallini ed abbaglianti a tal punto che servivano due paia di occhiali da sole.

Abbiamo avuto la fortuna di incontrare varie specie di animali dai pinguini alle zebre, ai babbuini, ai delfini, alle foche e tanti altri.

Ovviamente eravamo li per surfare quelle onde fantastiche che ci avevano descritto vari amici che ci erano già stati. Onde di tutte le misure, forme, lunghezza e potenza tali da farti sentire piccolo, ma grande nello spirito, un posto dove  ritornare sicuramente per poterlo vivere in tutti suoi magnifici aspetti.

Vi lascio, augurando ad ognuno di voi di poter realizzare il proprio sogno continuando a rimanere sulla cresta dell’onda e surfarsela fino in fondo.

The Dude.