Home Running News C’è chi ha vinto ai Mondiali: il gruppo Rosa

C’è chi ha vinto ai Mondiali: il gruppo Rosa

0

C’è chi ha vinto ai Mondiali: il gruppo Rosa

A dieci giorni dalla conclusione dei Mondiali di Mosca, il dottor Gabriele Rosa è necessariamente colto da una forma di strabismo: con un occhio guarda con soddisfazione ai risultati colti dai suoi atleti sulla pista dello stadio Luzhniki, con l’altro già inquadra, immaginandole foriere di nuovi successi, le strade delle maratone d’autunno., Ma, al di là delle prospettive, è comunque un bel vedere per il medico iseano e il suo staff.

“Come gruppo – dichiara il patròn del Rosa Team – siamo davvero molto contenti dell’esito di questi Mondiali. Nonostante i nostri maratoneti non abbiano partecipato, preferendo non accorciare i tempi di preparazione dopo le maratone di aprile e in vista di quelle autunnali, abbiamo ottenuto ben sei medaglie, due ori (ma potevano essere tre se la Montsho sui 400 non avesse rallentato in vista del traguardo, rinunciando all’azione finale perché convinta di aver già vinto), tre argenti e un bronzo”. Eccoli i magnifici sei: Asbel Kiprop (oro nei 1.500 maschili), Eunice Sum (oro negli 800 femminili), Amantle Montsho (argento nei 400 femminili), Mercy Cherono (argento nei 5.000 femminili), Ibrahim Jeilan (argento nei 10.000 maschili) e Paul Tanui (bronzo nella stessa gara).

Peraltro la raccolta non è andata a rimpinguare, come tradizione, solo il medagliere del Kenya, visto che la Montsho è del Botswana e Jeilan dell’Etiopia: “Stiamo allargando la nostra partecipazione, che è ancora più internazionale. Al nostro gruppo si affidano così anche atleti di Paesi diversi dal Kenya, che vengono regolarmente ad allenarsi (con l’eccezione della Montsho, che è un po’ più indipendente) nei nostri centri sugli altipiani. Il discorso vale anche per la maratoneta azzurra Emma Quaglia, che con il suo sesto posto ha centrato il secondo miglior piazzamento della nazionale italiana”. Tutti risultati attesi? “Perlopiù sì. Sapevamo che il nostro gruppo, che è nato con la maratona e intende continuare a vincere medaglie in questa specialità, aveva effettuato un buon lavoro anche in pista. Ci ha invece positivamente sorpresi Eunice Sum, la vincitrice degli 800. Ha 25 anni, faceva la baby sitter in casa di Alfred Kirwa Yego, nostro atleta che fu oro negli 800 ai Mondiali di Osaka 2007 e poi bronzo a Pechino. Evidentemente funziona anche questa forma di reclutamento…”.

Dal capitolo Mondiali a quello maratona: “Paul Tanui, bronzo nei 10.000, è un buonissimo atleta, ma non è velocissimo nel finale. Discorso analogo si può fare èìoer Muchiri, sesto a Mosca nella stessa gara, il quale tra l’altro è di etnia kikuyu come un grande del nostro recente passato, Samuel Wanjiru, oro a Pechino nella maratona ed anch’egli limitato in pista dalla scarsa velocità. Penso che per loro ci possa essere un grande futuro sui 42 chilometri e 195 metri”.

Restando alla maratona, il futuro più prossimo è quello delle classiche d’autunno: “Attualmente le nostre ragazze sono le più forti al mondo (a primavera abbiamo vinto Boston, Londra e Rotterdam), mentre i maschi stanno per tornare ad esserlo”. E allora occhi puntati su New York.

Alessandro Carini – Giornale di Brescia