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Cicli Liotto Gino & Figli: una storia di passione per la bicicletta

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Cicli Liotto Gino & Figli: una storia di passione per la bicicletta

-30. Il  countdown si fa sempre più ridotto e a un mese dal via della Granfondo Liotto – Città di Valdagno (VI) la macchina organizzativa è in pieno funzionamento. E ora che le temperature si fanno più miti (con qualche colpo di coda d’inverno ormai in via di estinzione), la voglia di inforcare le bici e montare in sella si fa sempre più forte. Ecco quindi che entra in campo la Granfondo Liotto. Bisogna scrollarsi di dosso la stagione fredda e iniziare a farsi le gambe per l’appuntamento inaugurale della stagione agonistica del Triveneto. Non resta più molto tempo per iscriversi, e soprattutto per approfittare del prezzo agevolato a 33 Euro per chi aderisce entro il 31 marzo (destinato a salire a 40 Euro per le iscrizioni effettuate nei giorni dal 1° all’8 aprile). E bisogna affrettarsi perché la gara è molto ambita sia per la tecnicità dei percorsi, ma anche perché quest’anno la gara di Valdagno sarà prova d’apertura del Challenge Giordana (circuito comprensivo di sei prestigiosi appuntamenti in Veneto, Trentino e Lombardia tra aprile e luglio). Inoltre, sarà valida come 3.a prova di Campionato Italiano ACSI ciclismo e prima prova di Campionato provinciale fondo e mediofondo ACSI provincia di Vicenza. Insomma un appuntamento da non perdere. Le nozze di porcellana della Granfondo Liotto si festeggeranno con i due percorsi di gara fiore all’occhiello di questa manifestazione, sin dalla prima edizione con le griglie affollate: 102 km con dislivello di 1.450m il Mediofondo, per chi non ha ancora abbastanza chilometri nelle gambe; 130 km con dislivello di ben 2.500m il Granfondo, la sfida per chi ha qualcosa da dimostrare a se stesso. Perché non si tratta di un gioco della playstation: i saliscendi sono reali, le discese e le salite sono reali, e quando la sfida alla forza di gravità pare avere la meglio è l’uomo in sella a fare la differenza. Le Piccole Dolomiti faranno da sfondo ad un paesaggio incantevole che come un diavolo tentatore cercherà di “rapire” gli intrepidi mentre passeranno da Recoaro Terme o Schio. Si inizia subito a fare sul serio con i 4 km di salita al Passo Xon (percorso anche del Giro d’Italia negli anni ’50) e pendenza media al 6%, a cui seguono i passaggi a Monte Magrè e Torreselle. Da qui, chi avrà deciso per il “corto” proseguirà poi verso Cornedo e la salita del Castello, con cui concluderà le proprie fatiche (circa 3 km e mezzo e pendenza media al 7%). Gli altri, quelli del “lungo”, si ritroveranno come in un videogame perché oltre a Castelvecchio, dovranno affrontare la temuta “trappola”, gli ultimi 3 dei 12 km del tratto Valbianca-Marana che servirà su un piatto d’argento punte di pendenza al 20% e strappi da far mancare il fiato. Trappola perché queste punte ti arrivano sulle gambe senza che te l’aspetti, dopo un’ingannevole leggera discesa che simula la fine della salita, mentre invece il clou deve ancora venire. E qui i più “die-hard” si metteranno in evidenza per volare poi per primi nella discesa finale. Una Granfondo da vivere e respirare dal primo all’ultimo chilometro, ciascuno degno della passione di Luigi Liotto che nel lontano 1922 diede vita all’Officina Artigiana Liotto, diventata poi Cicli Liotto Gino & Figli, azienda oggi condotta con la stessa anima dai fratelli Pierangelo, Doretta e Luigina Liotto, ormai diventata sinonimo di avanguardia e professionalità nell’ambito delle biciclette, un nome che è garanzia di prodotti di qualità e assistenza tecnica, oltre che di impegno nell’universo delle corse su strada, simboleggiato dall’omonima gara (e dal team ciclistico ASD Team Granfondo Liotto), che quest’anno spegnerà 15 candeline. Informazioni, percorsi e modalità di iscrizione si trovano facilmente sul sito ufficiale della manifestazione dove vi è anche la possibilità di vedere le planimetrie dei percorsi e scaricare i profili Garmin degli stessi. Un mese può essere un tempo lungo o meno, dipende da come lo si vive aspettando l’appuntamento del 14 aprile. Certo è che per gustarsi appieno la Granfondo Liotto bisogna esserci con testa e gambe, perché la sensazione di arrivare al traguardo senza “sentire la catena” è ciò che ripagherà degli sforzi fatti.

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