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Clamorose polemiche intorno alla Pisamarathon

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Clamorose polemiche intorno alla Pisamarathon

Un amore avvelenato dalle polemiche e dalla solitudine. Pisamarathon è una bomba a orologeria: potrebbero dimettersi i vertici della corsa podistica dai numeri record, cresciuta in questi anni grazie alla passione dei suoi volontari. Le dichiarazioni degli ultimi giorni rilasciate dal direttore di Confcommercio Pisa, Federico Pieragnoli, hanno innescato la miccia. I numeri record di presenze in città e di guadagni per le strutture d’accoglienza coinvolte – comunicati dal presidente di Pisamarathon, Michele Passarelli, in una conferenza stampa in Comune (l’amministrazione ha patrocinato l’evento) sarebbero stati “gonfiati”, secondo Confcommercio, che ha per di più lamentato grossi disagi per i negozianti “penalizzati dalla chiusura di molte strade” per consentire la corsa ai 2.500 podisti giunti a Pisa da tutta Italia e da molte nazioni d’Europa. La dirigenza di Pisamarathon ha sinora mantenuto un profilo basso rispetto agli attacchi scagliati da Confcommercio, che pure ha teso una mano agli organizzatori in vista dell’edizione di Pisamarathon del prossimo dicembre. Una organizzazione che assorbe le energie di soli volontari appassionati di podismo e desiderosi di lanciare sulle strade di Pisa una corsa che dia risalto alla città e sia volano, in bassa stagione, per quel turismo sportivo che in molti Paesi europei frutta introiti economici da capogiro. Nonostante i guadagni piovuti sulla città, gli sforzi messi in campo dagli organizzatori di Pisamarathon per cucire insieme associazioni, categorie e sportivi non hanno dato i frutti sperati nel momento più duro, quello dei veleni,. Così ora i volontari di Pisamarathon si sentono abbandonati e decidono in blocco di continuare a correre, ma da soli. “La miopia e la strumentalità di sedicenti dirigenti – sbotta un membro del direttivo di Pisamarathon – non sono accettabili. Da ora in avanti le maratone le correrò e basta. E’ molto più divertente”.

Eleonora Mancini – La Nazione

NB: La vicenda che ha per protagonista la Pisamarathon è un drammatico specchio dei tempi che vivono le prove podistiche e sportive in Italia. Da un lato ci sono organizzatori che investono tempo e denaro per far crescere la propria creatura e che dal nulla hanno creato un evento capace di far conoscere Pisa in tutto il mondo, considerando il gran numero di stranieri venuto anche nello scorso dicembre a correre nella città tirrenica. Dall’altro c’è una parte importante della società civile locale che non vuole vedere i grandi vantaggi che una maratona internazionale comporta in termini di turismo e quindi di commercio e si lamenta solo per i disagi, presi a pretesto per voltare le spalle alla maratona e per evitare di investire energie in un progetto dal quale tutti avrebbero da guadagnare. La delusione dei dirigenti di Pisamarathon è la nostra, forte: non possiamo che esprimere loro la nostra solidarietà e l’invito a “resistere, resistere, resistere”…