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Clew First Backloop

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Che il Garda non sia piatto come Bonaire è ormai risaputo, probabilmente almeno quanto la differenza di temperatura tra le due location. Sebbene sia difficilissimo fare combinazioni doppie e triple in confronto al biliardo caraibico, ci sono anche dei punti positivi. Malcesine, in particolare, offre dei ripidi chop che a volte permettono varianti interessanti. Non potendo tuttavia nemmeno staccare enormi backloop come i ragazzi del Gorge, ho dovuto ricorrere ad un espediente, ruotandolo bugna in avanti. Stranamente, infatti, il backloop bugna avanti può essere girato molto più rapidamente e quindi ad altezza inferiore, con una fase aerea peraltro identica alla Kono. È il perfetto trick crossover da fare anche al Lago con vento forte.

TESTO Mattia Pedrani FOTO Valerio Pedrani LOCATION Malcesine, Lago di Garda FONTE 4Windsurf 164

Lanciati al traverso a tutta velocità, con buona potenza nella vela, preferibilmente leggermente sovrainvelato. La prima parte del trick consiste nel girare la vela bugna in avanti, come per una Spock bugna in avanti o un Misty Flip. Lasca leggermente e sbilanciati in avanti in modo che la vela si neutralizzi, facilitando così il passaggio bugna avanti. Molla la mano anteriore e vai a prendere il terminale, per poi lasciare anche la ex mano posteriore che andrà sulle nuove mure, afferrando il boma a metà tra l’albero e le cime del trapezio. Una volta riafferrato il boma con entrambe le mani, sulle nuove mure, sei pronto ad innescare la fase aerea del trick, la cui rotazione è sostanzialmente identica a quella di una Kono. Cerca di calcolare al meglio i tempi in modo da girare la vela bugna in avanti, senza perdere troppa velocità, altrimenti non riuscirai a salire abbastanza da poter completare la rotazione aerea.
Idealmente, il passaggio in bugna avanti deve essere fatto molto velocemente, appena prima di avvicinarti ad un ripido chop leggermente sopravento che avevi già notato in precedenza.
L’angolo di stacco è fondamentale per la riuscita del trick e, essendo al lago e non avendo a disposizione delle belle rampette verticali con vento side, conviene sfurttare al meglio la proiezione sottovento, in modo che la vela resti piena e ti aiuti a ruotare. Appena impatti il chop, sposta il peso con decisione sui talloni, facendo straorzare la tavola, mentre porti l’albero verso poppa con il braccio posteriore in modo da imprimere la rotazione con testa e spalle. Questa fase è cruciale, perchè è proprio in questo momento che si genera la proiezione e l’impulso sopravento necessari per completare l’intera rotazione, che da qui in poi è identica ad una Kono. Appena impatti il chop, stendi la gamba anteriore in modo che la prua punti dritta in cielo, e la tavola esploderà fuori dall’acqua per la pressione accumulata sulla poppa e sul rail sopravento. Raggiunto l’apice della rotazione aerea, rannicchia le gambe e tieni il busto il più vicino possibile al rig, in modo da trovarti nel baricentro della rotazione e girare più velocemente. Se hai generato abbastanza momento, la vela resterà piena durante tutta la rotazione, permettendoti di controllare la discesa, cazzando sul braccio di bugna e tenendo le gambe piuttosto rannichiate. Gira la testa sottovento, nel senso di rotazione, individuando così il punto d’atterraggio in modo che il corpo ed il rig completino la rotazione aerea di 360°. Appena stai per impattare l’acqua, stendi leggermente le gambe in modo da attutire l’impatto, cercando però di restare centrale col peso o addirittura, come in questo caso, d’atterrare di prua. Una volta che la tavola tocca nuovamente l’acqua, potrai decidere se continuare a planare bugna in avanti oppure girare la vela come una normale Spock, ripartendo nella stessa esatta posizione in cui eri partito.

STEP BY STEP
Foto 1: Dopo aver girato la vela bugna avanti al traverso lasco a tutta velocità, orza leggermente per andare ad impattare un ripido chop leggermente sopravento. Sposta il peso sui talloni in modo che la tavola straorzi e porta l’albero verso poppa col braccio posteriore. Questa è la fase che genera l’impulso per l’intera rotazione.

Clew First Backloop (1)

Foto 2-3: Spingi la prua verso l’alto stendendo la gamba anteriore, restando appeso al boma, sotto al materiale, con la gamba posteriore rannicchiata per far alzare la poppa il più possibile e guadagnare air time. Il fotogramma 3 potrebbe passare assolutamente come il trademark della Kono!

Clew First Backloop (2) Clew First Backloop (3)

Foto 4: Il fisico si trova molto vicino al materiale, in modo da accelerare la rotazione e restare nel baricentro. Si nota come abbia lo sguardo girato sottovento, in modo da esasperare la rotazione del fisico e del materiale, estremizzando il trick.

Clew First Backloop (5)

Foto 5-6: Rannicchia le gambe e cerca di riportare il fisico in posizione verticale, da orizzontale che era, in modo da prepararti all’atterraggio. Resta molto vicino al materiale e continua a tirare sul braccio posteriore, in modo che la potenza nella bugna ti permetta di completare la rotazione aerea. Nella foto 6 si nota come il fisico sia completamente verticale ed il rail sottovento stia per impattare l’acqua, in modo da attutire l’impatto.

Clew First Backloop (6) Clew First Backloop (7)

Foto 7-8: SBAM! Questo è il suono sordo che adoro quando chiudo sia le Kono che i Backloop bugna avanti. La tavola ha toccato l’acqua ed è perfettamente piatta, il fisico è vicino all’albero ed il peso viene scaricato nel boma.

A questo punto il trick è completato e puoi decidere se continuare a planare bugna avanti uscendo in540 o rigirare la vela, chiudendo il trick come una normale Spock.

 Clew First Backloop (8)

DRITTE ED ERRORI

Cerca di non perdere troppa velocità nel passaggio bugna in avanti e di non aspettare che la vela si riempia completamente, altrimenti diventerà instabile e più difficile da gestire. Ricorda di non bolinare troppo prima di staccare, altrimenti non genererai abbastanza spinta e proiezione allo stacco, non completando correttamente la rotazione.

 

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Ciao a tutti, sono Fabio Calò (ITA-720), ho iniziato a fare windsurf all’età di 13 anni e da quel momento è diventata la mia più grande passione, la mia vita. Finiti gli studi universitari ho iniziato a lavorare in un negozio di windsurf a Torino, poi agente di commercio e nel 2006 è iniziata la mia grande avventura con la redazione di 4Windsurf e poi anche di 4Sup. Sono stato campione italiano Wave di windsurf nel 2013 e 2015, altri ottimi risultati agonistici gli ho ottenuti anche nel freestyle sia in Italia che in Europa. Dal 2017 sono il direttore di una delle scuole più importanti del Lago di Garda, il PierWindsurf. Trasmetto la mia passione con progetti dedicati ai giovani come il Progetto Serenity di Malcesine, e organizzo Wave Clinics nel periodo invernale. Vivo a Torbole sul Garda e respiro l’aria del windsurf 365 giorni all’anno.
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