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CORRI SULL’ACQUA… WINDSURF 4 AMPUTEES!!! CAGLIARI

di - 27/09/2015

Francesco Favettini del centro Wind Windsurf School Porto Pollo è l’ideatore e coordinatore del progetto “Corri sull’acqua” che ha come missione principale l’insegnamento del windsurf a persone che a seguito di una amputazione di un arto utilizzano una protesi. Francesco ci aggiorna sulle sue iniziative.

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Vi ho lasciato con un lungo articolo sul cartaceo di 4Windsurf dopo il quale mi sono dovuto dedicare principalmente alla mia scuola di Porto Pollo e ora vi aggiorno su quello che è successo in questi mesi!
Le prime novità, come potete vedere, sono “l’allungamento” del nome  per renderlo più internazionale e il nostro nuovo logo.

corri sull'acqua

Durante tutta la stagione abbiamo avuto una collaborazione con un resort della zona che ci mandava clienti inglesi e una delle loro accompagnatrici indovinate? Portatrice di protesi!
Appena incontrata a inizio stagione le avevo chiesto se le sarebbe potuto interessare provare il nostro sport e mi rispose con un bel “SI”, ma visto che per mesi non m ne aveva più parlato credevo di essere stato troppo invadente e che il suo SI fosse stato solo per gentilezza. Invece un bel giorno arriva e mi dice che ha finito la stagione, che è in procinto di partire e… e se l’indomani avrebbe potuto provare il windsurf!
Arrivata puntualissima iniziamo subito la lezione e già dal simulatore a terra mi accorgo che è sportiva e coordinata, infatti mi spiega che pur essendo una sciatrice la nazionale inglese di Snowboard l’ha convocata per il prossimo inverno… talenti!
Andiamo in acqua e come potete vedere nel video (https://vimeo.com/138285177) nel giro di poche decine di minuti la fanciulla naviga. Farà un’ora il giorno seguente con un bel venticello e porterà a termine virata, poggiare e orzare… grande Cassie Cava!

CORRI SULL’ACQUA…WINDSURF 4 AMPUTEES!!! Cassie Cava on windsurf from ILFRA79 on Vimeo.

Il fine settimana del 19-20 settembre mi sono spostato al Sud di questa splendida Sardegna, mentre il caro Calò era a fare salti e bottom a Oristano, per incontrare due nuovi allievi alla Hangloose ASD di Giangiacomo Severgnini situata nella splendida struttura con spiaggia attrezzata, docce calde, ristorante e bar del Marlin Beach Club di Quartu Sant’Elena che essendo diretta da un ex giocatore professionista  di pallavolo ha un occhio di riguardo per lo sport.

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Incontro gli allievi e dopo poco scopro che sto parlando con due campioni italiani di Atletica: uno di salto in lungo e 100 metri, Davide, che utilizza una protesi studiata al Centro Inail Sprimentazione Protesi, e l’altro, Moreno, di peso, giavellotto e disco… respect!

Le amputazioni dei due ragazzi erano per me nuove: transfemorale (amputazione sopra il ginocchio) Davide (avevo avuto già Ulli a Torbole ma sapeva già andare prima dell’incidente) e doppia transtibiale (amputazione sotto il ginocchio a entrambe le gambe) per Moreno che essendo un lanciatore ha anche un bel 110 Kg da portarsi dietro, che anche se ginnici sempre 110 sono.

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Partiamo con la teoria e già durante questa Davide capisce che deve apportare alcune modifiche alla protesi e si mette ad avvitare e svitare per trovare gli angoli giusti in base alle posizioni.
Moreno all’inizio è un po’ meno agile perchè ha giusto un paio di cose in più da capire. Immaginate di avere una protesi sola o due… con una avete sempre l’altra gamba/piede che vi può salvare o togliere d’impiccio, con due no, è come se foste appoggiati sulle ginocchia, un po’ precari direi.
La condizione si presentava con una spiaggia chilometrica, vento side-off da destra intorno ai 16 nodi e giusto alla nostra sinistra la corsia di uscita delle barche. Perfetto penso, partono mure a dritta, virano e al ritorno anche se scarrocciano un po’ durante la manovra vanno a finire sulla cima della corsia che esce per 200 metri… tutto in sicurezza.

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Parte Davide e come immaginavo dopo poche prove parte e fa i suoi primi bordi con virata a dritta e sulla via del ritorno iniziando a manovrare sempre troppo vicino alla corsia , qualche volta imprecando per la cima in mezzo alla sua manovra, si ritirava a riva.
Per Moreno non è stato tutto così semplice. Abbiamo iniziato con tavola da 220 litri e vela da 2.5, abbiamo cambiato la tavola con una più voluminosa ma i problemi rimanevano sempre. Le protesi da acqua che aveva non solo si riempivano d’acqua ma non gli consentivano un movimento libero e agile come le protesi che aveva per camminare.

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Dopo prove su prove con Moreno e Davide che faceva quasi avanti indietro da solo ho deciso che Moreno avrebbe dovuto cambiare protesi per il pomeriggio e che per evitare avvilimenti vari era meglio andare a pranzo e iniziare di nuovo più tardi.
Moreno non voleva cambiare le protesi perchè quelle “buone” non erano da acqua e pagandosele per intero lui non voleva rischiare di rovinare migliaia di euro… ero molto perplesso.
Durante il pranzo Moreno decide che andrà in acqua con le protesi belle… sorrido dentro.
Dopo un ottimo pranzo al ristorante del Marlin Club ci riavviciniamo al mare e scopriamo che il vento è girato a Libeccio il che significa vento side-on quindi acqua choppata. Faccio finta di nulla e aggiungo una modifica alla vela di Moreno, cima di recupero doppia per evitare che tiri su la vela troppo piegato con il busto, la vela deve rimanere in acqua fino a che lui non ha trovato il SUO equilibrio in piedi sulla tavola. Dopo può iniziare a tirare su la vela ma essendo già in posizione eretta.

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Con le protesi nuove si è trasformato in un gatto ma l’acqua la fa da padrone: sale, si mette sui piedi, prende la cima, si alza e piano piano cerca di avvicinarsi all’albero ma ogni volta arriva una piccola onda che lo fa cadere…io continuo a sorridere per sdrammatizzare, e lui pure, ma nella mia testa vedo il primo fallimento dall’inizio del progetto e non voglio che ciò accada.
Il nostro caro Davide in tutto questo a continuato a fare avanti indietro virando da una parte, strambicchiando dall’altra e finendo spesso e inesorabilmente nell’ormai SUA cima della corsia.
Intorno alle 17 decido di terminare la pratica e concludere la giornata con i video da analizzare e una bella birretta.
Domenica mattina ci incontriamo intorno alle 10 e ci prepariamo subito per andare in acqua. Condizione ottima per quanto riguardava acqua e vento, a volte troppo forte, ma sotto riva clemente.

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Entrambi i ragazzi ripartono alla grande ritrovando l’acqua piatta con Davide che ricomincia  a bordeggiare nonostante le raffiche forti e Moreno ormai sale sulla tavola sapendo ormai dove mettere esattamente i piedi, tira fuori la vela dall’acqua e spesso riesce a prendere anche il boma con due mani purtroppo senza riuscire a partire e cadendo tante tante volte.
La stanchezza del gran lavoro del giorno prima inizia a farsi sentire e decidiamo per un buon pranzetto al Marlin.
Rientriamo in acqua con calma e insegno a Davide a orzare, lui apprende come una spugna  capisce quasi subito come fare ma spesso si blocca contro vento. Tutti fuori, pausa e spiegazione delle andature.
Ad un certo punto sentiamo un grido…indovinate?
Moreno, il gigante buono, zitto zitto era riuscito a partire e quello era il suo grido di gioia… fantastico!
Da quel momento quasi ogni prova di partenza Moreno riusciva a fare qualche metro e finalmente anche io ero più rilassato avendo portato a termine un altro stage in positivo.

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Usciti dall’acqua eravamo tutti molto stanchi ma felici e sorridenti e dopo doccia e cambio di vestiario ci siamo ritrovati al bar per tirare insieme le somme dei due giorni passati insieme.
I ragazzi erano felici di aver provato e pronti a partecipare a un prossimo corso e io e Giangiacomo soddisfatti del lavoro portato a termine.
Io personalmente ho di nuovo imparato tante cose soprattutto perchè ho avuto la possibilità di studiare due dei casi che reputo tra i più impegnativi in questo ambito. Ho appreso nuove modifiche alla tecnica tradizionale, capito altre modifiche da fare ai materiali da windsurf e grazie al fatto di essere due atleti e quindi avere un rapporto ancora più particolare con le loro protesi Davide e Moreno hanno dato importanti dati per le modifiche da effettuare alle loro gambe.
Non posso che finire con dei doverosi ringraziamenti a Giangiacomo Severgnini che ha spinto per avere “Corri sull’acqua… Windsurf 4 Amputees!!!” nel suo centro, il Marlin Beach Club per la splendida ospitalità, Italica per il suo supporto e naturalmente Davide e Moreno che oltre ad essere due grandi atleti sono due gran persone e con la loro grande voglia di mettersi in gioco e di scherzare mi hanno dato grandi emozioni e grasse risate. Grazie!

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Prossimo appuntamento il Windfestival a Diano Marina, 2/3/4 Ottobre con tante e grandi novità da vari fronti…stay tuned and go surfing!!!

TESTO E FOTO Francesco Favettini

Ciao a tutti, sono Fabio Calò (ITA-720), ho iniziato a fare windsurf all’età di 13 anni e da quel momento è diventata la mia più grande passione, poi la mia vita e il mio lavoro. Campione Italiano Wave nel 2013 e 2015. Vivo a Torbole sul Garda e respiro l’aria del windsurf 365 giorni all’anno.