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Culo One Hand

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La Culo One hand è una delle variazioni più complesse e problematiche della manovra pilastro della nuova scuola. Quando la Culo normale è ormai troppo “facile”, puoi pensare di complicarti un po’ la vita mollando la mano posteriore, restando però sorpreso da quanto l’assenza di una semplice mano possa rendere il trick tecnicamente ed visivamente molto più incisivo.

TESTO DI Mattia Pedrani FOTO DI Valerio Pedrani LOCATION Malcesine, Lago di Garda
FONTE 4Windsurf  n°162

INTRO
La Culo One hand è uguale alla Culo normale solamente nella fase di ducking iniziale e di chiusura finale, ma lo stacco e la rotazione sono abbastanza diversi, essendo già effettuati ad una mano. Lanciati al traverso a tutta velocità, con buona potenza nella vela ma preferibilmente non sovrainvelato. Per questa manovra, specialmente le prime volte, è necessario avere una vela non troppo piccola e vento costante, in modo da riuscire ad effettuare correttamente il passaggio in duck sottovento alla vela. Infila l’albero nel vento spingendo in avanti col braccio posteriore, per poi prendere il terminale con quello anteriore e passare sottovento alla vela come per una duck tack. Per tutte le manovre in duck è davvero importante eseguire il passaggio correttamente, specialmente in questo caso, dato che la potenza della vela garantisce l’esplosività ed il momento necessari per staccare e girare l’intero trick. Appena sei sottovento alla vela, sbilanciati leggermente verso prua in modo da far caricare la vela e, appena senti che la tavola sta per staccare, spingi con forza sulle punte. Proietta il fisico in avanti mentre spingi sulle gambe per far esplodere la tavola dall’acqua e gira bruscamente testa e spalle sottovento. A questo punto, la manovra si complica parecchio rispetto alla versione classica a due mani. E’ infatti necessario riuscire a girare senza spingere sul braccio di bugna, che penzolerà allegramente per i fatti suoi. Prima di staccare, infatti devi già aver mollato mollato la mano posteriore (altrimenti, stai banfando…), slanciandola verso l’alto, mentre butti l’albero verso poppa solamente col braccio anteriore. Così facendo, innescherai la rotazione aerea della Culo. Cerca di tenere il fisico abbastanza vicino al boma, in modo da restare nel baricentro della rotazione per girare più velocemente, mentre scalci la tavola sottovento, continuando a lasciare la mano posteriore a penzoloni. Tieni l’albero verso poppa finchè la vela riprenderà nuovamente potenza controvento e preparati a rimettere la mano posteriore sul boma, in modo da atterrare. Resta centrale col peso e sfrutta tutta l’inerzia data dallo stacco per chiudere il trick in maniera pulita, senza appopparti troppo. Assorbi l’impatto e resta piuttosto verticale col fisico, come faresti per una normale Culo.

FOTO
Foto 1-3:
Sparati a manetta al traverso e passa sottovento alla vela, cercando di perdere meno velocità possibile e cerca un ripido chop appena sopravento a te.Tieni il fisico leggermente sblianciato in avanti e preparati a staccare flettendo le ginocchia, cercando di proiettarti il più possibile in avanti ed in alto, avendo abbastanza tempo per girare anche con una mano sola.

Culo_One_Hand (1) Culo_One_Hand (2) Culo_One_Hand (3)

Foto 4-7: Spingi sulle gambe e lanciati in avanti, girando testa e le spalle sottovento nel senso di rotazione. Molla la mano posteriore e butta l’albero verso poppa con quella anteriore, scalciando la tavola sottovento, con la poppa il più alta possibile in modo che la prua non tocchi l’acqua. Cerca di restare abbastanza vicino al boma, in modo da ruotare più velocemente e da non far sbattere la penna nell’acqua. Quando la vela sta per passare nuovamente nel vento, continua a tirare l’albero sopravento col braccio anteriore, usando quello posteriore come contrappeso. Scalcia la tavola sottovento e continua a restare nel baricentro della rotazione, in modo che vela acquisti nuovamente potenza controvento e ti permetta di raddrizzarti e completare il trick.

Culo_One_Hand (4) Culo_One_Hand (5) Culo_One_Hand (6) Culo_One_Hand (7)

Foto 8-9: Continua a tirare il braccio anteriore sopravento, in modo che la vela acquisti nuovamente potenza controvento, e preparati all’impatto. Questa fase di atterraggio è molto delicata ed è proprio qui che si rischia di sbagliare più spesso, in quanto si viene sbalzati indietro perché troppo arretrati col peso. Cerca di scaricare il peso nel boma e lasciare che la tavola giri liberamente, alla massima velocità, in modo da atterrare con abbastanza inerzia per completare la rotazione. Distribuisci il peso a centro tavola ed avvicina nuovamente la mano posteriore al boma, continuando a girare la testa nel senso di rotazione. Cerca di atterrare avendo già entrambe le mani sul boma, almeno le prime volte per abituarsi.

Culo_One_Hand (8) Culo_One_Hand (9)

Foto 10-12: Resta centrale col peso e completa la rotazione, scegliendo se girare la vela come una spock normale oppure uscire in 540°, come in questo caso. Una singola mano può veramente fare una grande differenza!

Culo_One_Hand (10) Culo_One_Hand (11) Culo_One_Hand (12)

 

DRITTE ED ERRORI
La difficoltà maggiore è riuscire ad effettuare il passaggio in duck correttamente, in modo di avere abbastanza spinta per riuscire a completare la fase aerea senza intoppi ed aver ancora abbastanza proiezione per riuscire ad esplodere abbastanza alto con una sola mano e per eseguire la rotazione one hand.

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Ciao a tutti, sono Fabio Calò (ITA-720), ho iniziato a fare windsurf all’età di 13 anni e da quel momento è diventata la mia più grande passione, la mia vita. Finiti gli studi universitari ho iniziato a lavorare in un negozio di windsurf a Torino, poi agente di commercio e nel 2006 è iniziata la mia grande avventura con la redazione di 4Windsurf e poi anche di 4Sup. Sono stato campione italiano Wave di windsurf nel 2013 e 2015, altri ottimi risultati agonistici gli ho ottenuti anche nel freestyle sia in Italia che in Europa. Dal 2017 sono il direttore di una delle scuole più importanti del Lago di Garda, il PierWindsurf. Trasmetto la mia passione con progetti dedicati ai giovani come il Progetto Serenity di Malcesine, e organizzo Wave Clinics nel periodo invernale. Vivo a Torbole sul Garda e respiro l’aria del windsurf 365 giorni all’anno.
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