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Da lunedi tenetevi liberi: parte l’Aloha Classic 2016

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“Cambiare si può”… vorrei iniziare così questo articolo che richiama il libro di Marco Francalancia che sto leggendo in queste settimane e a breve ci saranno dei risvolti interessanti per il magazine. Ma torniamo al motivo di questa news… da La Torche non stiamo pubblicando molto viste le scarse previsioni di vento e per scaramanzia… attenderemo ancora un paio di giorni. Ma dietro l’angolo c’è la Aloha Classic 2016 che inizierà lunedì 31 ottobre e terminerà domenica 13 novembre, AWT e PWA insieme e vinca il migliore! CLICCA QUI per il programma.
Da Maui vi proporremo diversi contributi dai nostri corrispondenti e proprio in questi giorni è nata una nuova collaborazione dopo un semplice scambio di messaggi: Luca Salvatore, waver appassionato che ha deciso di lasciare il suo lavoro e di trasferirsi a Maui. Intanto fa windsurf a tempo pieno… ma ha dei progetti in testa. Cogliamo l’occasione per conoscere meglio la particolare storia di Luca, così quando vedrete sui nostri post la scritta “con la collaborazione di iSurf.it” saprete a chi mi riferisco!

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Luca: “So che non avete di meglio da fare a partire da lunedi 31: sarete impegnati a guardare l’Aloha Classic… di notte. Io sono 6 anni, da quando è ripartita e la danno in streaming, che in queste due settimane perdo il sonno per guardare la gara.  Certe volte arrivo fino all’1/2 am, certe volte per le finali anche le 4 am, ultime batterie a Maui perché dopo le quattro cala il vento. Ho sempre saputo che sarei venuto a fare questa gara un anno, perché è una gara iconica del mondo del windsurf.
Esiste da quando da ragazzino compravo le riviste (prima Wind Surf US edito Dana Point California, poi fallito, insieme a Windsurf Italia e poi la transizione a Wind francese – insuperato – e la nascita del bellissimo Funboard, finalmente un prodotto all’altezza del meglio in giro poi evoluto in 4 Windsurf) e guardavo con ammirazione le gesta dei likes di – prima – Malte Simmer e Mike Watze, poi Robby Naish e Peter Cabrina, poi ancora l’epoca Dunkerbeck e i suoi 12 titoli mondiali, poi l’emergere dei nuovi campioni, Jason Polakow, Josh Stone, Cisco Goya, Kevin e Matt Pritchard, poi Keith Taboul che insieme a Cisco, Jason Prior e Sean Ordonez hanno fondato Quatro.
Pur avendo passato almeno 10 estati a Mauritius (nella diatriba Oahu-Mauritius vi lascio indovinare dove protendo .. o meglio dove ho proteso fino all’arrivo dei kite), qualche volta anche per quasi due mesi ho mantenuto un legame particolare con Maui, perché Maui è il centro del nostro piccolo mondo windsurfistico.
Perchè come mi ha insegnato lo zio Baikal in un suo bellissimo articolo che custodisco gelosamente per metterlo in una capsula spaziale a testimonianza della cultura umana “Maui no ka oi” = “there is nothing better”. Tutto qui nasce, si incontra o si trasforma.

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Quando a un certo punto nel 2008 Out of the Blue mi contatta su iSurf un fotografo amatoriale di Maui, Dan Rayburn, frustrato che non riusciva a vendere le immagini di Jaws e me le regala dopo aver visto la passione che animava iSurf.it, il sito che ho creato nell’estate del 2000 con l’intenzione di dare una voce alla community dei windsurfisti italiani, credo il primo sito internet di settore e se non il primo in assoluto di sicuro tra i primi, Maui è tornata prepotetmente alla mia ribalta personale.

Merito di Dan, che da bravo hawaiiano mi ha sempre fornito una cuccia (definirlo letto sarebbe uno stretch) e una macchina per i miei “short stays” e non mi ha mai chiesto nulla in cambio.
Credo in questi anni di essere venuto un totale di 5 volte, spesso per una sola settimana visti gli impegni e l’impossibilità di prendere “time off” durante la Maui best season (ott-nov e second best mar-apr), pur di sentire il “vibe” di quest’isola e di curare le ferite italiane, tante, troppe.

Maui non mi ha mai deluso.

Maui gives a little bit of love to anyone who can take it.
Non sono le condizioni… è proprio il posto che è magico.
Ma certo questo non lo devo raccontare proprio e voi che lo sapete meglio di me.

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E così piano piano ho cominciato a incontrare e conoscere meglio il top brass del mondo del windsurf, prima i Quatro guys alla cannery dove la ex moglie di Dan aveva lavorato e dove lui mi ha introdotto da insider, poi in ordine sparso Josh che mi aveva già ospitato in una sua casa nel 1999 dove mi accolse la sua giovanissima moglie, Matt e Kevin che conosco dall’indoor di Parigi del 1999, tramite Craig Fenton, mio collega di master per una dei casi arcani e non sindacabili della vita, nonché fratello di Scott (presentazioni primo giorno del master a londra: “Hi Luca” “Hi Craig Fenton from New Zealand” “You must be Scott Fenton’s brother!” “How do you know?” non ci credo dai .. è il solito scherzo di Fabio Liberati) amico intimo dei due Pritchard, di cui nell’estate 2011 abbiamo affittato la dependance con Emma e Federica: ci tenevo a fare conoscere a loro l’isola dei miei sogni e credo che l’abbiano apprezzata. In estate unica possibilità, sacrificando il windsurf che qui in estate lascia a desiderare.

Insomma… qui mi sono sempre sentito a casa. Ormai mi conoscono tutti, per loro sono Luca iSurf.
Quest’anno li ho intervistati tutti, di quelli già presenti sull’isola mi manca solo Kauli.
Tutti o quasi già conoscevano il brand iSurf. Tutti tranne Polakow. E infatti è finito a rocce nell’unico giorno che ha navigato. Ahahah. Scherzo!

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Quando Morgan Noireaux, che è un rider giovanissimo e molto forte (ha vinto l’aloha nel 2014 e 2015) mi ha detto “sure man I know iSurf” come fosse la cosa più naturale del mondo, mi sembrava impossibile. E lui da nice guy quale è per mettermi a mio agio (ahaha) mi ha detto sottovoce “you know it’s a small world, there not that many websites for windsurfing out there”. Forse è stata la più grande soddisfazione professionale della mia vita. Professionale quello che ci ho messo in termini di dedizione in 16 anni. Non quello che ne ho tirato fuori. Non ho mai voluto farci una lira per non essere coinvolto nelle beghe con gli sponsor e per poter parlare come volevo e girare l’attenzione su quello che volevo.

Tornando alla gara arriva nel 2004 la scuola progressive con Kauli poi subito dopo Levi Siver e dopo ancora Marcilio Browne. Marcilio l’abbiamo incontrato sempre con Federica in una vacanza invernale molto bella quando stava per arrivare Emma. Marcilio era col team Mistral North capitanato da Nick Baker e mi pare ci fosse pure Daida con loro. Dopo un breve saluto in telecamera analogica, ormai riversato su iSurf da anni, pronosticai che sarebbe diventato fortissimo e avrebbe vinto la coppa del mondo e così poi è stato nel 2013. Vabbè me so perso per strada.

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Tornando alla gara la danno in streaming dalle 9:00 di mattina a secondo della condizione, quindi in comodo orario serale, ma per esperienza è difficile che a Hookipa si combini qualcosa prima delle 11/12 (meglio 12) con il picco della condizione tra le 12:00 e le 15:30 (in comodissimo orario italiano mezzanotte – 3:30 am).
Il primo giorno c’è quella cerimonia ridicolissima che fanno con le pipe (allitterazione del pipe americano) hawaiane. Roba che se gli hawaiiani potessero veramente parlare le pipe agli americani gliele darebbero in testa. Poi a seconda delle condizioni.
Ho sempre saputo che ci sarei stato un anno. Pensavo onestamente prima.
Quando ho capito che il mio appuntamento con la storia tardava a venire (impossibile prendere time off a ottobre: prima l’università, poi il militare, poi il lavoro, poi il master, poi di nuovo il lavoro, poi gli impegni familiari..) gli ho dato una mano e mi sono licenziato. Ora provateme e di che non c’ho tempo. Ahah.
Incidentalmente ringrazio mia moglie per questa prova di tenuta psicologica con un paio di mesi senza marito e senza lavoro, decisamente una ottima notizia in tutte le migliori famiglie.
E fate il tifo per quei venti minuiti che separano l’inizio della mia gara dalla sua fine: la prima batteria. Ahahahah.

Il risultato io l’ho già fatto prima di cominciare.
Venendo qui.

Per lo streaming dell’evento:
http://www.alohaclassicmaui.com/

A presto (ma non troppo .. non c’è fretta!)”

L

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PS: non c’entra na mazza ma ho scoperto che fine ha fatto Craig Maisonville, detto Masonite. Quello mitico che usciva senza trapezio a hookipa negli anni d’oro. Ho fatto una battuta a un local e lui mi ha risposto col resto della storia. Tendinite fulminante, ha dovuto smettere di fare il surf. Quando se dice che uno nella vita nasce cretino…

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FOTO Jimmie Hepp

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Ciao a tutti, sono Fabio Calò (ITA-720), ho iniziato a fare windsurf all’età di 13 anni e da quel momento è diventata la mia più grande passione, la mia vita. Finiti gli studi universitari ho iniziato a lavorare in un negozio di windsurf a Torino, poi agente di commercio e nel 2006 è iniziata la mia grande avventura con la redazione di 4Windsurf e poi anche di 4Sup. Sono stato campione italiano Wave di windsurf nel 2013 e 2015, altri ottimi risultati agonistici gli ho ottenuti anche nel freestyle sia in Italia che in Europa. Dal 2017 sono il direttore di una delle scuole più importanti del Lago di Garda, il PierWindsurf. Trasmetto la mia passione con progetti dedicati ai giovani come il Progetto Serenity di Malcesine, e organizzo Wave Clinics nel periodo invernale. Vivo a Torbole sul Garda e respiro l’aria del windsurf 365 giorni all’anno.
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