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Dalla carrozzina ai pali da slalom

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Sofia ha 23 anni, è veronese e da quando ha 5 mesi, a causa di un errore chirurgico, ha una paraparesi incompleta. In sostanza, non riesce a camminare e si sposta su una carrozzina. Ora però, grazie a un maestro specializzato, Tommaso Balasso, e al progetto “Scie di passione”, nato per dare a chiunque soffra di disabilità la possibilità di praticare sport di montagna, ha imparato a sciare sulle nevi di Folgaria.

Non però prendendola come un diversivo per i weekend, Sofia è anzi determinatissima: «Non ho mai fatto sport prima – racconta lei -, ma per carattere sono una che quando inizia qualcosa vuole farla al massimo e capire quali sono i miei limiti. Voglio allenarmi per diventare un’agonista. In Italia non sono poi tante le donne disabili che fanno gare».

E infatti, negli ultimi due mesi, Sofia ci ha dato dentro sul serio. «Ho passato una ventina di giorni sulla neve, ma sto ancora imparando, è presto per i proclami. Però degli obiettivi a breve termine li ho: imparare bene a sciare tra i pali e affrontare il “muro” della pista Ribes Rosso». Venerdì Sofia tornerà a Folgaria per proseguire gli allenamenti. «Devo imparare ad anticipare bene le curve, ci vorrà un po’ di tempo». La sua avventura è iniziata un po’ per caso.

Da qualche anno aveva acquistato uno speciale seggiolino per praticare lo sci da fondo, ma poi ha saputo del progetto di Tommaso Balasso a Folgaria ha voluto cimentarsi con la discesa: «Ho iniziato con il monosci. E’ un seggiolino con sotto un ammortizzatore che poggia sullo sci – ma ci sono anche i dual-sci -, io scendo seduta mantenendo l’equilibrio con due racchette che alla base hanno due piccoli sci».

L’emozione della prima discesa è stata grande, e Sofia – che tra l’altro è una chitarrista metal con la sua band “Vodka for breakfast” («Abbiamo fatto parecchi concerti nella zona di Bologna, ma in questo momento siamo in pausa») – ha voluto proseguire, imparando e allenandosi con costanza. «Ci vuole il posto giusto, ben attrezzato, e l’insegnante competente. Io ho avuto la fortuna di trovarli entrambi a Folgaria con Tommaso Balasso».

Un applauso a tutte le donne di carattere da cui abbiamo molto da imparare

Articolo a cura del Corriere Trentino