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Di Salvo e Gentili, il guizzo del successo per la GF Damiano Cunego col bel tempo

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Di Salvo e Gentili, il guizzo del successo per la GF Damiano Cunego col bel tempo

È un arrivo a raffica quello che si è visto oggi in quel di Verona, all’ottava Granfondo Damiano Cunego – Città di Verona. Dalla curva che anticipa il rettilineo finale sono spuntati in cinque, con ancora grandi energie in corpo per lanciare uno sprint di grande effetto. Ad avere la meglio per il podio sono stati nell’ordine il palermitano Giuseppe Di Salvo, Michele Maccanti ed Alessandro Bertuola. Anche nel mediofondo, che ha anticipato solo di pochi minuti la volata del “lungo”, l’arrivo è stato al cardiopalma col moriano Oscar Bertolini, che ha messo la propria ruota davanti a quelle della coppia della Isolmant, Camozzi-Magri. Tra le donne vincono Claudia Gentili, nel granfondo, davanti a Marina Ilmer e Astrid Schartmueller, mentre nel mediofondo il podio è appannaggio di una sorprendente Kirstin Brachtendorf, seguita da Christiane Koschier e Claudia Bertoncini. La gara che porta il nome del campione di Cerro Veronese ha visto schierati alla partenza da Via Guido d’Arezzo 1.000 biciclette in gran spolvero, richiamate dal tempo clemente opportunamente “prenotato” da patron Bombieri dopo un lungo periodo di piogge. Sul nastro di partenza c’erano tutti o quasi i big di specialità, dagli uomini del team Maggi a quelli della Isolmant, dalla Schartmueller, alla Ilmer senza dimenticare Monica Bandini, vincitrice lo scorso anno. Come sempre i percorsi proposti erano due, con alcune modifiche apportate all’ultimo sul tracciato della granfondo, spedita sul Passo del Branchetto per l’impraticabilità di alcune strade previste nel tracciato originale a causa delle abbondanti piogge che hanno flagellato anche il territorio veronese nelle ultime settimane. Il serpentone parte compatto dal quartiere di Montorio e imbocca la tangenziale in direzione di Grezzana a ranghi ben serrati, ma solo per i primi chilometri, perché quest’oggi con il chilometraggio ridotto la gara era di quelle in cui spingere subito. Detto, fatto. Dopo appena 5 km un piccolo gruppetto cerca di mettere qualche lunghezza dal gruppone. Giunti a Bellori, poco prima dello start al volo della cronoscalata Trofeo Berner, è Giuseppe Corsello con Riccardo Salani a provare ad andar in avanscoperta, mettendo una ventina di metri tra sé e gli inseguitori, ben presto riacciuffati. Verso la metà dei quasi 9 chilometri e mezzo della salita verso Erbezzo in testa al gruppo ricostituitosi si fanno notare Antonio Camozzi e Giulio Magri, i due vivaci compagni della Isolmant. Arrivati al Valico Provalo, davanti ci sono i vari Magri, Cerri, Camozzi Kairelis, Masiero e Kris, ai quali si aggiungono Di Salvo, Bertuola e Maccanti, con Giulio Magri e Andrea Masiero a dare in più occasioni avvisaglie di allunghi. A Erbezzo la pole position è a tre, con Bertuola, Di Salvo e Maccanti che mettono 25 secondi dalla coppia di inseguitori composta da Tiziano Lombardi del team Prestigio–LGL-Miche e Nikita Eskov della Maggi, più indietro si vede il gruppo, ma i giochi non sono ancora fatti perché a Bosco Chiesanuova c’è un bivio ad attendere la carovana e solo lì si potrà vedere che scelta faranno gli atleti. A mettere la freccia verso Verona sono in sei, Magri, Camozzi, Bertolini, Salani, Zambelli e Masiero, con i due della Isolmant decisi a tirare la volata per Camozzi. La strada è in discesa e poi spiana, e in un attimo si arriva a Montorio, prima dei chilometri decisivi. La testa della corsa sul corto non dà segno di cedimento e alla curva che riporta i corridori su Via Guido d’Arezzo compaiono in cinque, con Magri che entra per ultimo riuscendo ad uscire terzo, ma è sulla volata che Bertolini, velocista per eccellenza, esprime al meglio le proprie doti, mettendo la ruota davanti quel tanto che basta per raggiungere il gradino più alto del podio lasciando dietro Camozzi, già secondo lo scorso anno, ed un comunque soddisfatto Magri. Nel frattempo sul granfondo la partita è ancora vivace, verso il 50° chilometro Di Salvo, Bertuola e Maccanti, partiti da soli al bivio medio-lungo, sono ad una quarantina di secondi dagli inseguitori dai quali si stacca  Hubert Krys, rimasto indietro dopo la prima salita e rientrato con grande sforzo che gli toglie le forze necessarie ad essere davvero battagliero sulla testa della corsa. Costretto a desistere passa il testimone al compagno Maccanti che si getta, nei chilometri finali, nella mischia insieme a Di Salvo e Bertuola. A San Francesco i due percorsi tornano ad incontrarsi ed i granfondisti entrano a tutta con pochi minuti di distacco dalla testa del mediofondo. In discesa la testa della corsa cambia connotati, ai tre in fuga si aggiungono anche Cerri e Lombardi, con Kairelis che tenta più volte l’aggancio. Poi sull’ultima “salitella” di San Rocco si ritrovano in quattro. I “soliti” tre con Cerri, compagno di squadra di Di Salvo. La gara sembra decisa, ma Cerri perde un po’ il contatto e nel frattempo arrivano Lombardi e Kairelis. Giunti sul traguardo di Verona allo sprint del siciliano non riesce a reggere nessuno ed è lui che va a sigillare l’edizione 2013, seguito da Maccanti e Bertuola. A questo punto i maschietti sono pronti a brindare con lo spumante della Cantina Valpantena, e tra coriandoli e bollicine rimane solo da attendere le donne, che non tardano a comparire. Le prime due arrivano nel bel mezzo di un gruppone, sgomitano, ma a vincere è la pratese Claudia Gentili per un non nulla su Marina Ilmer. Poi terza è la Schartmüller. Le ragazze del mediofondo sono arrivate un po’ prima, davanti a tutte c’è una ragazza dal capello color dell’oro, Kerstin Brachtendorf, atleta paralimpica della nazionale tedesca, che vive a Riva del Garda, la quale taglia il traguardo al primo posto, la seguono Christiane Koschier e Claudia Bertoncini. A fine gara “riso-party” per tutti, la soddisfazione per Sergio Bombieri ed il suo staff è grande, la tappa dell’Unesco Cycling Tour è stata un successo, nonostante la variante del percorso lungo dell’ultimo momento, tra il resto apprezzata per l’inedita salita di passo del Branchetto.