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Diritto di replica, parte 2

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Vi aggiorno brevemente sulla situazione. Campionato Italiano Wave prima tappa, Cala Pischina. Nel nostro report della gara che abbiamo pubblicato sul numero di 4Windsurf di giugno, nell’intervista di Andrea Rosati veniva chiamato in causa Lorenzo Michelacci per una questione di tempistiche prima della semifinale. A sua volta Lorenzo ha risposto ad Andrea con un diritto di replica utilizzando la nostra rivista nel numero successivo, quello di luglio. Andrea ora ci invia il suo punto di vista sperando di mettere la parola fine alla questione.

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Cari lettori di 4 windsurf,
dopo la pubblicazione delle affermazioni rilasciate dall’atleta Lorenzo Michelacci, in merito ai fatti accaduti durante il campionato Italiano di Wave tenutosi a Cala Pischina, sono obbligato a riaprire uno spiacevole e per me deludente capitolo, per raccontarvi nel dettaglio come si sono effettivamente svolte le cose.
Preciso tale circostanza onde evitare di dare adito ad un ulteriore strascico di polemiche e commenti inutili, ponendo (spero) fine a questo spiacevole episodio.
Allora partiamo dal fatidico giorno.
Siamo alle semifinali e da poco si è conclusa l’ultima heat dei quarti dove Jacopo Testa per un soffio non mi ha battuto. Io ancora non sò del verdetto e quindi arrivo a terra e mi dirigo verso la zona giuria messa sopravento rispetto a dove siamo noi con le attrezzature.
In acqua sta per iniziare la prima semifinale Calò-Gasperini.
Un po’ trafelato e stanco (il vento era da 4,5 rafficatissimo), leggo sul tabellone che sono passato io e che quindi la prossima heat sarebbe dovuta essere di nuovo la mia contro Michelacci.
Chiedo immediatamente al Race director Andrea Polloni se dopo la heat in acqua ci poteva dare 5 minuti di riposo o se dovessimo entrare subito in acqua per la nostra semifinale; lui si gira verso di me e dice testualmente: “si Andrea abbiamo deciso con i giudici di darvi 5 minuti in più di riposo dopo questa heat”.
Io gli rispondo ok, allora per favore aiutami a prendere il tempo giusto in quanto – data l’odierna condizione dello spot – sai che è necessario parecchio tempo prima di posizionarsi nel punto giusto. Lui mi dice “ok non ti preoccupare”. Insieme poi guardiamo il tabellone e gli indico in quale heat sono e insieme contiamo quanti sono i minuti da prendere…. 10 di heat 3 di transition e 5 in più di riposo….. quindi 18 in totale da quando finisce la heat con Calò-Gasperini. A quel punto sempre Polloni mi dice: “vai tu ad avvertire Michelacci di questi 5 minuti di riposo?” E io gli rispondo: Va bene come vuoi….. ma poi lui all’ultimo momento replica: ”no lascia vado io e faccio l’annuncio con il megafono giù in spiaggia”. E così lo vedo scendere giù dalla collinetta per fare l’annuncio di quanto a me personalmente già comunicatomi.
Anzi dalla collinetta – riprendevo fiato – godendomi la prestazione sportiva di Calò che non avevo mai visto così in forma ed aggressivo nelle surfate, mentre trovavo Raimondo, insolitamente sottotono…..
Dopo qualche minuto Andrea ritorna sù.
Prima di entrare di nuovo in acqua chiedo ad Andrea conferma dei tempi già con lui stabiliti sincronizzando l’orologio.

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Così con il giudice che tiene il tempo prendo questa volta 19 minuti e gli ripeto di nuovo, “ok prendo 19 anziché 18 vado in acqua”….. lui mi dà l’OK.
Mentre sto andando giù vedo Michelacci entrare in acqua e gli grido di fermarsi per comunicargli dei 5 minuti in più e vedo anche dalla parte della giuria qualcuno gridare e fargli segno di fermarsi.
Così mi avvicino a lui e gli spiego del tempo. Lui, del tutto all’oscuro della cosa mi chiede: “Ma sei sicuro? Ma a me non hanno detto niente”…. Ed io ribatto: “sicuro al 100%” me l’ha detto Polloni qualche istante fa e poi è anche sceso prima in spiaggia a fare il comunicato con il megafono. Comunque io entro lo stesso anche se manca parecchio all’inizio, lo sai che prima che ci si posiziona e tutto…. e LUI: “va bene, io invece esco e aspetto qui in spiaggia”.
Così inizio a nuotare perchè non c’è vento sotto riva ed inizio a prendere faticosamente il largo; dopo un po’ che nuotavo e cercavo di fare la partenza dall’acqua ecco che mi si affianca Michelacci.
Tra me penso: ha cambiato idea; ha visto che il vento è calato ed anche lui vorrà fare come me. Passiamo così il primo pezzo dei frangenti affiancati e insieme andiamo verso il largo. Addirittura scambiamo due chiacchiere prima di iniziare a planare. Poi lo vedo virare, mentre io – mancando ancora diversi minuti all’inizio della heat – continuo la navigazione in solitario, cercando di concentrarmi per la gara ormai imminente. Controllo l’orologio e intanto inizio a contare i set che arrivano nella baia per vedere la frequenza con cui arrivano. Nel mentre dò un occhiata al mio avversario della heat ma senza riuscire ad intravederlo: dove sarà?mah….! Mi riconcentro sulla mia prestazione, controllo ancora l’orologio: manca poco all’inizio dei segnali della presunta heat. Vedo finalmente Michelacci; è già parecchio sottovento e non capisco perchè. Ora la cosa non mi riguarda, manca poco all’inizio; dò un’occhiata alle bandiere, ora che sono più vicino e posso distinguerne, seppure a fatica, i colori: …mi sembra di vedere il verde….. così mi dirigo verso riva e man mano che mi avvicino mi rendo conto che è proprio verde!!!! Ma come è possibile??!! Il mio orologio segna che siamo in transition time e mancherebbero ancora 1 o 2 minuti all’inizio della heat!! Così mi avvicino il più possibile alla giuria e dall’acqua gli faccio segno con il braccio…..ci sarà un problema….forse la heat Gasperini-Calò stanno ancora guardando il punteggio…..poi ci penso bene ed è impossibile….ci sarebbe l’intelligenza o la rossa….. così mi faccio ancora più avanti, anche se il vento è leggerissimo sotto riva e le onde belle grandi sotto set…..e gli grido facendogli segno sull’orologio….ma niente, mi guardano e basta……e solo alla terza volta mi fanno cenno che la bendiera verde è sù e che devo partire: rimango raggelato. NON CI POSSO CREDERE!!!! Basito vado diretto verso riva e mi dirigo verso la torretta dei giudici per chiedere spiegazioni; questi ultimi a loro volta mi chiedono come mai non sia partito e se fossi impazzito. Sicuro di quanto in precedenza concordato con Andrea Polloni, gli metto il mio orologio sul bancone e proprio in quel momento il cronometro segnava che mancava 1 minuto alla fine della heat appena trascorsa secondo il loro tempo, mentre a me l’orologio dava esattamente 6 minuti.
A questo punto cerco di fare chiarezza, spiegando dei 5 minuti di riposo confermatimi da Polloni.
I giudici cadono dalle nuvole, girandosi verso Polloni in cerca di una spiegazione, per capire cosa stesse accadendo.

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Quest’ultimo, forse perchè preso alla sprovvista riferisce che, invece di essersi creato un equivoco, (per altro facilmente correggibile con la ripetizione della heat), l’errore è stato mio, in quanto avevo sbagliato a prendere il tempo e che i 5 minuti in più previsti erano per la batteria successiva della finale……
Mi sono cadute le braccia a terra…!!!!! Per un attimo ho persino pensato/sperato di essere vittima di qualche candid camera o di scherzi a parte…
No, era tutto incredibilmente vero.
Replico a Polloni che quello che dice non ha senso:”cosa me ne poteva mai fregare di prendere il tempo per una batteria successiva alla mia, alla quale non sapevo neanche chi partecipasse??!!!
Ma Polloni è granitico e perentorio nella sua tesi di colpevolezza nei miei confronti: hai sbagliato tu! E poi avresti dovuto vedere le bandiere. Quelle sono legge!!
Grande Polloni!!!! Prima mi dai un tempo; io entro in acqua orologio alla mano sicuro di quello che mi hai detto; nuoto con il ws a rimorchio, parto dall’acqua senza vento, schivo i frangenti e gli scogli affioranti, bolino tra i frangenti sono in mezzo al mare a controllare i set ignaro di quanto stia succedendo a terra e tu mi parli di colori e di bandiere…
Che dire… non ho parole, solo parolacce!
Tuttavia, mi dice – aprendo un barlume di speranza – che la ripetizione della heat è possibile se Michelacci ne darà il consenso…..
Sto ancora cercando di far tornare in sé Polloni, come può fare un medico con un paziente che soffre di amnesia a seguito di un grave trauma cranico, ricordandogli la ns. conversazione intercorsa poco prima, quando sopraggiunge Michelacci.
Mi rivolgo a lui e gli dico: “Lorenzo, hai visto cosa è successo? E’ assurdo!!! I 5 minuti che ci avevano concesso in più, alla fine non li hanno dati!”.
E lui, con il candore di un giglio di campo: “ma lo so…!” Me lo aveva confermato Francesca Floris (ragazza di Stefano Lorioli) dicendomi che Polloni era sceso in spiaggia e con il megafono comunicando che SOLO DOPO la ns. heat ci sarebbero stati i famosi 5 minuti di riposo.
Questa affermazione è una nuova doccia fredda! Le braccia mi erano già cadute con Polloni, ora mi cadono i ….. (rima)!
E bravo Lorenzo! Eri stato messo al corrente della cosa, ma inspiegabilmente ti sei dimenticato di avvisarmi  quando mi sei passato accanto ed abbiamo conversato nell’attesa della raffica giusta per uscire dai frangenti.
Tuttavia, insisto con Lorenzo, cercando di far leva sul suo spirito sportivo e signorile, chiedendogli di rifare la heat: questa volta con un opponente e non da solo….
La risposta che mi dà è una coltellata nello stomaco: “beh, adesso come si fa a rifare la heat? le onde arrivano a malapena ed è una questione di fortuna; e poi non credo sia giusto: hai sbagliato te!
Accidenti Lorenzo, ti piace proprio vincere facile, eh…?
Oggi a distanza di due mesi da quei fatti, lontano dall’emotività del momento vedo le cose sotto una luce diversa.
Da una parte posso capire l’errore umano ed involontario commesso dal Polloni, alla sua prima esperienza come Race Director, anche se avrei apprezzato da parte sua una maggiore forza d’animo nel riconoscerlo.
Dall’altra rimango ancora deluso dall’atteggiamento tenuto da Vincenzo Michelacci.
Al suo posto non avrei mai accettato di vincere quella heat solo sfruttando un equivoco.
Le vittorie hanno un valore solo se conquistate e meritate (a mio personale avviso).
In ogni modo sono stato contento di aver potuto avere una seconda chance nel double e di dimostrare che quella 9heat si sarebbe dovuta rifare. Mi sono dovuto battere prima con il local Gianmario che era on fire il secondo giorno di gara e successivamente finalmente ho potuto battere sul campo di gara ,meritatamente, Michelacci prima di andare a battermi per il primo e secondo posto con Calò.
Concludo questa mia digressione con una nota ironica richiamando una battuta del grande Totò: “Signori si nasce ed io lo nacqui!”.

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Funboard

TESTO DI Andrea Rosati
FOTO DI Fabrizio La Mela

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Ciao a tutti, sono Fabio Calò (ITA-720), ho iniziato a fare windsurf all’età di 13 anni e da quel momento è diventata la mia più grande passione, la mia vita. Finiti gli studi universitari ho iniziato a lavorare in un negozio di windsurf a Torino, poi agente di commercio e nel 2006 è iniziata la mia grande avventura con la redazione di 4Windsurf e poi anche di 4Sup. Sono stato campione italiano Wave di windsurf nel 2013 e 2015, altri ottimi risultati agonistici gli ho ottenuti anche nel freestyle sia in Italia che in Europa. Dal 2017 sono il direttore di una delle scuole più importanti del Lago di Garda, il PierWindsurf. Trasmetto la mia passione con progetti dedicati ai giovani come il Progetto Serenity di Malcesine, e organizzo Wave Clinics nel periodo invernale. Vivo a Torbole sul Garda e respiro l’aria del windsurf 365 giorni all’anno.
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