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Disegni rivoluzionari… o idea innovativa?

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Un nostro lettore, Stefano Fioratti, ci ha fatto vedere alcuni suoi disegni per un progetto visionario, quello di poter modificare con l’utilizzo dei piedi il funzionamento delle pinne delle nostre tavole e tanto altro ancora durante la navigazione. Questo progetto è anche già stato proposto ad un grande brand del windsurf… ma non ci sono al momento sviluppi.
Abbiamo così pensato di proporvi questo articolo. I disegni qui sotto sono molto interessanti e propongono l’idea e non la tecnica costruttiva. Invece il testo è molto lungo, tecnico, accademico… magari a qualcuno di voi farà piacere leggerlo.
Ad ogni modo Stefano ci propone una breve premessa:

Prendendo spunto da quello che succede nella vela con la coppa America, bisogna trovare il coraggio di provare a rivoluzionare l’idea del windsurf. AHD ci sta provando con il Foil! Vanno sicuramente ammirati. Muoversi nel mondo industriale costa e può portare a insuccessi e a spese oltre le previsioni. Di fatto, quindi, prudentemente ci si adegua alle mode. Anche quelli che erano più “ambiziosi” si sono “plasmati” alla moda del SUP (adorabile strumento per divertirsi senza vento).
Il windsurf non può vivere modificando il numero delle pinne, la loro forma la loro disposizione, sono cose già viste. Un ridisegnare ciò che altri avevano già fatto.
A mio avviso ci sono tante soluzioni, io ne ho pensata una, quella di portare i piedi ad essere IPER attivi, non solo per curvare ma anche per rendere diversa la tavola durante la navigazione. Pinne, profili, bordi, possono cambiare l’idrodinamicità attraverso il movimento dei piedi. Facilmente, naturalmente, come uno skateboard. (È impressionante vedere che si è passati da tavole a 4 rotelle a 2 indipendenti che sembrano impazzite).
Ci sono tante opzioni, ed ognuna, a mio avviso ha una soluzione. Questa è la mia, spero di vederne tante altre di tutti i tipi.
Oggi non ci sono più quei limiti tecnologici sui materiali, quindi… Muoviamoci e rivoluzioniamo uno sport che può dare molto di più!

Stampa di fax a pagina interaStampa di fax a pagina interaLa presente invenzione riguarda una tavola di scivolamento per la pratica dello sport, quale surf, windsurf, snow board, weak board, kitesurf, atta ad essere utilizzata su superfici anche molto differenti tra loro.
Come è noto, alcune tavole da surf o windsurf sono dotate di una pinna principale ancorata sul retro della tavola e di pinne o pinnette secondarie, che svolgono principalmente due funzioni, vale a dire consentono alla tavola di planare sull’acqua e le conferiscono maggiori stabilità e manovrabilità.
Per quanto riguarda le tavole da windsurf, esiste una correlazione tra le dimensioni delle pinne e la superficie velica. Pinne di grandi dimensioni, ad esempio con lunghezza di 30-40 cm vengono usate in combinazione con superfici veliche di circa 7-8 m2. In tal caso, le pinne secondarie consentono di trasmettere alla tavola tutta la potenza impartita dal vento alla vela. Le pinne secondarie, tuttavia, implicano difficoltà piuttosto grandi di manovra, per cui la navigazione può risultare molto lenta e richiedere l’applicazione di forti pressioni sui bordi della tavola.
Pinne di piccole dimensioni, ad esempio 16-22 cm di lunghezza, vengono invece utilizzate con superfici veliche di 4-5 m2 e garantiscono una buona manovrabilità e manovre rapide.
Se si desidera una tavola di scivolamento stabile e veloce, si adottano pinne “dritte”, e quindi sostanzialmente perpendicolari alla carena; se, invece, si richiede una buona manovrabilità si utilizzano pinne “ricurve”.
Sono già state proposte diverse soluzioni, si vedano ad esempio i brevetti US-6 439 940 e US-6 579 134, in cui le pinne secondarie sono articolate alla tavola intorno ad un asse, in uso, verticale, cosicché si può variare l’inclinazione della pinna secondaria rispetto alla direzione fronte-retro della tavola di scivolamento e quindi alla direzione di navigazione.
Nelle tavole di scivolamento dotate di pinne secondarie, l’utilizzatore è in grado di impostare la direzione di scivolamento applicando con i piedi una pressione sul lato, in corrispondenza della direzione in cui intende girare. In generale, per dare molta incisività a queste manovre si usano tavole con bordi a spigolo vivo (tipo snow board), con l’inconveniente, peraltro, di perdere la maneggevolezza tipica di un bordo tavola arrotondato. Dotando la tavola di un numero maggiore di pinne secondarie (fino a un massimo in genere di 3), si ottiene maggiore incisività, ma la velocità massima ottenibile diminuisce poiché aumenta la superficie bagnata della tavola.
Le tavole con pinne secondarie quindi non sono in grado di garantire una buona versatilità in tutte le circostanze e possono essere utilizzate unicamente in determinate condizioni e per ottenere predeterminate prestazioni.
Alcune tavole di scivolamento non presentano pinne secondarie, ma una pinna principale ed una cosiddetta “deriva centrale”, che è una pinna ancorata in una porzione intermedia della tavole e consente di risalire il vento e non andare incontro al cosiddetto “scarrocciamento”, fenomeno che si verifica quando la tavola procede verso la direzione del vento.
Esistono soluzioni, si vedano ad esempio i brevetti US-4 667 615 e DE-28 02 058 che illustrano tavole da windsurf pure dotate di deriva centrale che durante la navigazione può essere angolarmente spostata rispetto alla tavola mediante applicazione di una pressione del piede dell’utilizzatore, così da disporla in posizioni desiderate a seconda dell’andatura, e cioè ”bolina”: deriva totalmente collassata; ”traverso”: deriva a metà; ”poppa”: deriva interamente sollevata.
Scopo principale della presente invenzione è quello di fornire una tavola di scivolamento per la pratica dello sport in genere che sia versatile, e quindi adattabile a differenti condizioni di lavoro imposte dalla superficie di scivolamento o determinate dall’utilizzatore.
Un altro scopo della presente invenzione è quello di fornire una tavola di scivolamento che sia maneggevole da governare.
Un altro scopo della presente invenzione è quello di fornire una tavola che consenta uno scivolamento veloce e stabile.
Questi ed altri scopi ancora, che meglio appariranno in seguito, vengono raggiunti da una tavola di scivolamento per la pratica dello sport avente una superficie, in uso, superiore di appoggio per i piedi di un utilizzatore, una superficie, in uso, inferiore di scivolamento, e mezzi di ritenuta ancorati in corrispondenza della superficie di appoggio e impegnabili ai piedi dell’utilizzatore, comprendente almeno un elemento a pinna od aletta ausiliaria montato nella tavola; mezzi di connessione di ciascun elemento a pinna ausiliaria alla tavola destinati a consentire spostamenti tra posizioni di fuoriuscita e di arretramento del rispettivo elemento a pinna ausiliaria rispetto alla superficie inferiore; mezzi di controllo per ciascun elemento a pinna comandabili in corrispondenza dell’almeno una superficie superiore dall’utilizzatore mediante applicazione di pressione con un piede mentre è in impegno con i mezzi di ritenuta e preposti a trasmettere comandi di fuoriuscita al rispettivo elemento a pinna ausiliaria; e mezzi di caricamento elastico per l’almeno un elemento a pinna preposti a comandare uno spostamento a ritroso in seguito ad una riduzione o cessazione della pressione applicata ad i mezzi di controllo.
Ulteriori aspetti e vantaggi della presente invenzione appariranno maggiormente dalla seguente descrizione dettagliata di specifici esempi di realizzazione di una tavola di scivolamento, descrizione fatta con riferimento agli uniti disegni, nei quali:
– le Figg. 1 e 2 sono viste, rispettivamente, in pianta e prospettica leggermente dal basso di una tavola secondo la presente invenzione;
– la Fig. 3 è una vista in pianta di un particolare della tavola secondo le Figg. 1 e 2;
– la Fig. 4 è una vista in sezione presa lungo la traccia IV-IV di Fig. 3;
– la Fig. 5 è una vista parziale in sezione di un esempio di realizzazione simile a quello di Fig. 4; e
– le Fig. 6 e 7 sono viste parziali in sezione che illustrano un esempio di realizzazione di una tavola di scivolamento secondo la presente invenzione con pinna ausiliaria articolata alla tavola.

Negli uniti disegni, parti o componenti uguali o simili sono stati contraddistinti con gli stessi numeri di riferimento.
Con riferimento dapprima alla Fig. 1, si è illustrata una tavola di scivolamento 1a per la pratica dello sport secondo la presente invenzione, adibibile a tavola da surf, windsurf, snow board, weak board, kitesurf, avente due superfici maggiori: una, in uso, superiore di appoggio 2 per i piedi di un utilizzatore ed una, in uso, inferiore di scivolamento 3. La tavola di scivolamento 1a è dotata di mezzi di ritenuta, ad esempio cinghie 4 ancorate, ad esempio mediante viti o rivetti, in corrispondenza della superficie di appoggio 2 e destinate ad essere impegnate, in uso, dai piedi dell’utilizzatore per assicurarne l’ancoraggio amovibile alla tavola.
La tavola presenta inoltre uno o più elementi a pinna od aletta ausiliaria 5a montata nella tavola, preferibilmente in corrispondenza della sua parte posteriore o retro R, e mezzi di connessione di ciascun elemento a pinna od aletta ausiliaria 5a alla tavola 1a. I mezzi di connessione consentono di spostare il rispettivo elemento a pinna ausiliaria 5a rispetto alla superficie inferiore 3 così da consentire ad esso di effettuare spostamenti tra posizioni di fuoriuscita e di arretramento, onde variare l’entità della sua porzione sporgente da essa.
Se la tavola di scivolamento è una tavola da surf o windsurf, in combinazione con agli elementi a pinna ausiliaria 5a, essa presenta anche, come è usuale allo stato della tecnica, un elemento a pinna principale P ergentesi dalla superficie inferiore 3 ed ancorata alla tavola in un modo adatto qualsiasi.
Secondo l’esempio illustrato si prevedono sei elementi a pinna o aletta ausiliaria 5a, tutti orientati sostanzialmente paralleli all’asse longitudinale od alla direzione fronte F-retro R della tavola. Si comprenderà, tuttavia, come uno o più elementi a pinna ausiliaria potrebbero essere orientati secondo una direzione leggermente inclinata rispetto all’asse longitudinale fronte-retro. Di preferenza, due elementi a pinna ausiliaria 5a1 sono montati in corrispondenza del retro R della tavola, mentre gli altri sono disposti in una zona intermedia tra il retro R ed una zona mediana della tavola, ed in particolare due 5a2 in corrispondenza di un fianco e gli altri due 5a3 in corrispondenza dell’altro fianco della tavola 1a.
Si prevedono inoltre tre cinghie 4a, 4b e 4c, ciascuna montata in corrispondenza di una rispettiva coppia di pinne ausiliarie, in modo tale che, quando l’utilizzatore mette un piede al di sotto di esse, egli è in grado di impegnare e comandare una pinna ausiliaria o una rispettiva coppia di pinne ausiliarie, ad esempio premendone una con una zona del tallone e l’altra con una zona della punta del piede.
Più in particolare, si prevede una prima cinghia 4a disposta tra gli elementi a pinna ausiliaria 5a1 ed estendentesi sostanzialmente parallela ad essi, a due cinghie 4b e 4c montate sostanzialmente inclinate a divergere rispetto all’asse longitudinale della tavola al di sopra di un rispettivo elemento a pinna ausiliaria 5a2 e 5a3.
In corrispondenza della superficie superiore 2 e al di sotto dei mezzi di ritenuta, si prevedono mezzi di controllo per un rispettivo elemento a pinna ausiliaria.
Con riferimento all’esempio di realizzazione illustrato nelle Figg. 3 e 4, nella tavola di scivolamento 1a è ricavata una o più aperture o sedi di accoglimento passanti, ciascuna delle quali comprende, a partire dalla superficie superiore 2 verso la superficie inferiore 3, un primo tratto 6a a sezione traversale maggiore ed un secondo tratto 6b a sezione trasversale più piccola, tra il primo e il secondo tratto rimanendo delimitato uno spallamento 6c.
Ciascuna apertura passante è preposta ad alloggiare in tutto od in parte una rispettiva pinna ausiliaria 5a, la quale di preferenza presenta corpo principale sostanzialmente piatto con faccia o bordo, in uso, inferiore B1 inclinato rispetto alla superficie inferiore 3 della tavola, in modo tale che esso, in uso, sporga in misura crescente in direzione fronte F-retro R, e con una faccia o bordo superiore B2, di preferenza convesso in corrispondenza della sua porzione intermedia, così da affiorare o sporgere dalla superficie superiore 2. Ciascuna pinna ausiliaria è più larga per un certo tratto dalla parte del proprio bordo superiore B2, così da poter essere alloggiata scorrevolmente nel tratto a sezione maggiore 6a della rispettiva apertura passante di alloggiamento e da delimitare uno spallamento S rivolto verso il suo bordo inferiore B1, mentre è più stretta dalla parte del proprio bordo inferiore B1, così da poter essere alloggiata scorrevolmente nel tratto a sezione minore 6b della stessa apertura di alloggiamento. Inoltre, ciascuna pinna ausiliaria viene mantenuta in posizione montata con possibilità di scorrere entro la rispettiva apertura di alloggiamento da una ghiera o mascherina di fermo M fissata alla tavola 1a in corrispondenza della sua superficie superiore 2, ad esempio tramite brugole o viti V.
Tra gli spallamenti S di ciascuna pinna ausiliaria e 6c della rispettiva apertura o sede di accoglimento si prevedono mezzi di caricamento elastico, come ad esempio una coppia di molle 7 oppure due blocchetti in materiale elasticamente cedevole, che provvedono a mantenere la rispettiva pinna cedevolmente spinta contro la ghiera di fermo M, cosicché, se viene esercitata una pressione sul bordo superiore B2 della pinna, essa affonda nella tavola, con la conseguenza che il suo bordo inferiore B1 sporge in misura maggiore o minore dalla superficie inferiore 3 della tavola a seconda dell’intensità della pressione applicata. Non appena cessa l’effetto della pressione, i mezzi di caricamento elastico provvedono a richiamare la pinna, nel senso di farla spostare a ritroso fino a riscontrare contro la ghiera di fermo M.
Nella tavola 1a i mezzi di controllo corrispondono al tratto superiore, in uso, della pinna 5a che affiorano o sporgono dalla superficie superiore 2 della tavola.
Secondo tale esempio i mezzi di connessione possono ad esempio comprendere l’apertura o sede di accoglimento e lo spallamento S.
Con una tale strutturazione, l’utilizzatore, mentre è sulla tavola e sta navigando lungo un tratto rettilineo, ha i piedi impegnati da rispettivi mezzi di ritenuta (cinghie) e non applica pressione sulle pinne ausiliarie o applica una pressione insufficiente a determinarne la fuoriuscita dalla superficie inferiore 3. Le pinne ausiliarie si trovano quindi in posizione arretrata di riposo. Quando egli decide di virare ossia variare la direzione di scivolamento, preme con un tallone o con la punta di un piede sulla tavola 1a (come farebbe con una tavola tradizionale), ma ciò determina contemporaneamente l’applicazione di una pressione sul bordo superiore B2 di una coppia di pinne ausiliarie: una in corrispondenza del retro della tavola 1a e l’altra in corrispondenza della porzione mediana, determinando un loro corrispondente spostamento di fuoriuscita da sotto la tavola in contrasto con i mezzi di caricamento elastico. Calibrando, quindi, la pressione esercitata sulle pinne ausiliarie potrà più agevolmente governare a piacimento le virate. Una volta effettuata la virata o comunque il cambiamento di direzione, l’utilizzatore cessa l’applicazione di pressione alle pinne ausiliarie, le quali verranno automaticamente richiamate in posizione di riposo.
Con una tavola di scivolamento strutturata secondo l’esempio di realizzazione della presente invenzione sopra descritto, l’utilizzatore può mediante pressione con i piedi applicata ad uno o più elementi a pinna ausiliaria farlo o farli spostare tra una posizione di riposo ed una pluralità di posizioni di lavoro a seconda delle esigenze di navigazione.
Supponendo ad esempio che l’utilizzatore abbia i piedi impegnati nelle cinghie al di sopra delle pinne ausiliarie 5a1 e 5a3, qualora dovesse variare la direzione di scivolamento girando verso destra in Figura 1, incrementerebbe la pressione applicata con i talloni dei piedi sulla tavola e contemporaneamente su una pinna ausiliaria 5a1 e una pinna ausiliaria 5a3 prossimali al fianco destro della tavola (guardando la tavola in Figura 1 a partire dal retro R). Se l’utilizzatore dovesse invece girare verso sinistra in Figura, egli incrementerebbe la pressione applicata con le punte dei piedi sulla tavola e contemporaneamente sull’altra pinna ausiliaria 5a1 e sull’altra pinna ausiliaria 5a3, vale a dire quelle distali dal fianco destro (come sopra indicato) della tavola.
Secondo l’esempio illustrato in Figura 5, si è mostrata la parte posteriore di una tavola di scivolamento 1b, in cui è ricavata in corrispondenza della sua superficie inferiore 3, una sede di accoglimento 8, nella quale è insediata una pinna ausiliaria, mentre nella sua superficie superiore 2 in corrispondenza di una posizione intermedia della sede di accoglimento 8 si prevede un foro passante 9 a due diametri in comunicazione con la sede di accoglimento 8 attraverso il suo tratto inferiore a diametro più piccolo 10. Nel foro passante 9 viene insediato un mezzo di controllo, quale un pulsante o nottolino 11 cinematicamente collegato, ad esempio saldamente collegato alla rispettiva pinna ausiliaria, ad esempio tramite una spina o vite prigioniera 12 ergentesi dalla tavola. Il nottolino affiora o sporge dalla superficie superiore.
Vantaggiosamente, il nottolino 11 comprende una porzione a testa flangiata 11a, la cui parte flangiata è insediabile scorrevolmente nella porzione a diametro maggiore del foro passante 9 ed è mantenuta insediata da un anello di fermo M fissato, ad esempio incollato alla superficie superiore 2 od in apposita sede di accoglimento della tavola, ed un gambo o codolo 11b insediabile scorrevolmente nella porzione a diametro minore o più piccolo 10 del foro passante 9 ed impegnabile dalla spina 12.
In corrispondenza della porzione a diametro maggiore del foro passante 10 tra tavola 1b e testa del nottolino 11 si prevedono mezzi di caricamento elastico, come per esempio una coppia di blocchetti in gomma 13, preposti a mantenere il nottolino 11 cedevolmente spinto contro l’anello di fermo M e a richiamare il nottolino, e quindi la rispettiva pinna ausiliaria ad esso connessa in posizione arretrata di riposo.
Vantaggiosamente, la porzione a codolo 11b del nottolino 11 è internamente filettata ed impegnabile per avvitamento dalla spina 12, cosicché avvitando e svitando più o meno la spina 12 si può regolare di quanto mantenere fuoriuscita la rispettiva pinna ausiliaria rispetto alla superficie inferiore 3 della tavola di scivolamento.
Secondo questo esempio di realizzazione, l’utilizzatore, allorché decida di virare o variare la direzione di scivolamento, non premerà direttamente su una porzione di pinna ausiliaria, come nell’esempio delle Figg. 3 e 4, bensì sui mezzi di controllo (pulsante o nottolino 11) allo stesso scopo.
Con una tale strutturazione la pinna ausiliaria è articolabile (attorno ad un asse trasversale) tra una posizione di riposo, in cui essa è sostanzialmente alloggiata nella sede di accoglimento 8 (si veda Figura 5) e una pluralità di posizioni di lavoro, in cui essa è angolarmente spostata rispetto alla posizione di riposo. In ciascuna delle posizioni di lavoro la pinna ausiliaria 5a è sporgente rispetto alla superficie inferiore 3 della tavola, e la porzione di pinna ausiliaria sporgente rispetto alla superficie inferiore 3 della tavola è funzione della quantità di pressione applicata dall’utilizzatore. Il ritorno in posizione di riposo della pinna ausiliaria 5a, al termine delle operazioni di virata o cambiamento della direzione di scivolamento, è garantito dai blocchetti in gomma 13.
L’esempio di realizzazione illustrato nelle Figg. 6 e 7 è simile a quello mostrato in Fig. 5, ma la pinna ausiliaria è articolata attorno ad un perno 14 ad asse trasversale entro la sede di accoglimento 8. Inoltre, il nottolino 11 anziché mezzi di caricamento elastico in gomma presenta una coppia di molle a tazza 13a, mentre si prevedono anche mezzi di caricamento elastico di richiamo separati per la pinna ausiliaria, quali un elemento elastico flessibile 15 da un lato ancorato alla tavola e, dall’altro, alla pinna ausiliaria. In tal caso i mezzi di connessione comprendono il perno di articolazione 14 per ciascun elemento a pinna od aletta ausiliaria.
Il pulsante o nottolino 11 presenta una porzione a testa 11a ed uno stelo di comando 11c ergentesi dalla porzione di testa e destinato a premere su una pinna ausiliaria 5a articolata alla tavola, in particolare in corrispondenza di un bordo o faccia, in uso, interno della pinna ausiliaria, così da comandarne l’articolazione e quindi lo spostamento angolare rispetto alla sua posizione di riposo.
Una tavola secondo la presente invenzione può inoltre essere dotata di una guaina di protezione flessibile 16 (Figg. 6 e 7), ad esempio in un adatto materiale plastico, per ciascun elemento a pinna, destinata a proteggere la rispettiva pinna e i suoi mezzi di connessione, ad esempio dalla sabbia o dalla neve durante lo scivolamento o navigazione.
La guaina 16 inoltre impedisce la penetrazione di acqua o neve tra pinna e tavola allorché, durante lo scivolamento, l’utilizzatore comanda una o due pinne ausiliarie. Grazie alla guaina, quindi, si impedisce o limita la formazione di turbolenze (mulinelli o simili) dovute ad eventuali flussi di acqua o neve nella sede o foro passante di accoglimento di ciascuna pinna ausiliaria, quando quest’ultima è in una posizione estesa o di lavoro (si veda in particolare la Fig. 7).
La guaina 16 può ad esempio essere ancorata alla tavola bloccando una sua porzione periferica tra superficie inferiore 3 della tavola e una mascherina 17, la quale può essere fissata, ad esempio mediante viti alla superficie inferiore 3 della tavola.
Volendo, la guaina può essere sostituita da una guarnizione a labbro sistemabile attorno alla sede di accoglimento della pinna ausiliaria e delimitante una fenditura di passaggio radente per la rispettiva pinna ausiliaria.
Come si può facilmente constatare, in una tavola secondo la presente invenzione le pinne ausiliarie presentano un funzionamento “dinamico” e in continuo, vale a dire che la loro posizione può essere variata durante lo scivolamento o navigazione garantendo, da un lato, facilità di manovra e di governo e, dall’altro, velocità di scivolamento grazie al fatto che, durante le operazioni di virata o cambio di direzione di scivolamento, all’effetto ottenuto mediante applicazione della pressione dei piedi sulla tavola si somma l’effetto causato dello spostamento in posizione di lavoro e quindi variazione della parte sporgente di una o più pinne ausiliarie. Ciascuna pinna ausiliaria viene fatta spostare linearmente od angolarmente quando si debba virare e al termine della virata essa viene automaticamente richiamata a rientrare nella rispettiva sede o apertura di alloggiamento per non ostacolare lo scivolamento in direzione rettilinea né successive virate in verso opposto, durante i quali siano interessate altre pinne ausiliarie.
Come si comprenderà poi, una tavola secondo la presente invenzione differisce dalle tavole con deriva, anche da quelle con deriva che, durante la navigazione, può essere angolarmente spostata rispetto alla tavola mediante applicazione di pressione con il piede, come insegnato in US-4 667 615 e DE-28 02 058. Durante la navigazione con tali tavole, infatti, l’utilizzatore ha i piedi nelle cinghie e, quando desideri variare la posizione angolare della deriva, egli deve disimpegnare un piede dalla rispettiva cinghia e spostarlo per comandare la deriva da una posizione angolare sostanzialmente fissa e predeterminata ad una seconda posizione angolare pure sostanzialmente fissa e predeterminata e, al termine di tale operazione, deve nuovamente riportare ed impegnare il piede nella cinghia.
Le derive non devono (come sopra spiegato) e non sempre possono essere azionate in continuo, in quanto ad esempio con vento sopra i 10 nodi, non sarebbe possibile (o comunque consigliabile) togliere i piedi dalle cinghie per manovrare la deriva, per non rischiare di perdere la stabilità ed essere disarcionati dalla tavola.
Anche laddove la deriva non venisse fissata di volta in volta in posizioni predeterminate, a causa della forza applicata dall’acqua essa tenderebbe a ritornare entro la sua sede di accoglimento. Una tavola con deriva, di fatto, presenta un funzionamento “statico” o comunque discontinuo.
La tavola di scivolamento secondo la presente invenzione come sopra descritta è suscettibile di numerose modifiche e varianti entro l’ambito di protezione definito dal tenore delle rivendicazioni.
Così ad esempio, la tavola di scivolamento potrebbe comprendere una o più pinne ausiliarie articolate mediante le molle 7, ma che non sporge o non è impegnabile direttamente a partire dalla superficie superiore 2 della tavola, e la cui articolazione è comandata mediante un nottolino o pulsante 11 sporgente dalla superficie superiore della tavola. Si comprenderà, come, in tal caso, i mezzi di caricamento elastico sarebbero da un lato vincolati alla tavola e dall’altro lato potrebbero essere ancorati tanto ad una pinna ausiliaria quanto al nottolino o pulsante.

 RIVENDICAZIONI

1.         Tavola di scivolamento per la pratica dello sport avente una superficie, in uso, superiore (2) di appoggio per i piedi di un utilizzatore, una superficie, in uso, inferiore di scivolamento (3), e mezzi di ritenuta (4, 4a, 4b, 4c) ancorati in corrispondenza di detta superficie di appoggio (2) e impegnabili ai piedi dell’utilizzatore, caratterizzata dal fatto di comprendere almeno un elemento a pinna od aletta ausiliaria (5a, 5a1, 5a2, 5a3) montato in detta tavola; mezzi di connessione di ciascun elemento a pinna ausiliaria (5a, 5a, 5b, 5c) a detta tavola destinati a consentire spostamenti tra posizioni di fuoriuscita e di arretramento del rispettivo elemento a pinna ausiliaria (5a, 5a1, 5a2, 5a3) rispetto a detta superficie inferiore (3); mezzi di controllo (11) per ciascun elemento a pinna (5a, 5a1, 5a2, 5a3) comandabili in corrispondenza di detta almeno una superficie superiore (2) dall’utilizzatore mediante applicazione di pressione con un piede mentre è in impegno con detti mezzi di ritenuta (4, 4a, 4b, 4c) e preposti a trasmettere comandi di fuoriuscita al rispettivo elemento a pinna ausiliaria (5a, 5a1, 5a2, 5a3); e mezzi di caricamento elastico (7, 13, 15) per detto almeno un elemento a pinna (5a, 5a1, 5a2, 5a3) preposti a comandare uno spostamento a ritroso in seguito ad una riduzione o cessazione della pressione applicata a detti mezzi di controllo (11).

2.         Tavola secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che in detta tavola è ricavata una o più aperture passanti o sedi di accoglimento (6a, 6b, 6c, 8) per l’alloggiamento di un rispettivo elemento a pinna ausiliaria (5a, 5a1, 5a2, 5a3).

3.         Tavola secondo la rivendicazione 1 o 2, caratterizzata dal fatto che detto almeno un elemento a pinna ausiliaria (5a) presenta corpo principale sostanzialmente piatto ed affiora o sporge da detta superficie superiore (2), detti mezzi di controllo comprendendo una parte affiorante o sporgente di detto almeno un elemento a pinna ausiliaria.

4.         Tavola secondo la rivendicazione 2 e 3, caratterizzata dal fatto che detta almeno un’apertura passante comprende, a partire da detta superficie superiore (2) verso detta superficie inferiore (3), un primo tratto (6a) a sezione traversale maggiore ed un secondo tratto (6b) a sezione trasversale più piccola, tra detto primo e detto secondo tratto rimanendo delimitato uno spallamento (6c), ciascun elemento a pinna ausiliaria essendo mantenuto in posizione montata con possibilità di scorrere entro la rispettiva apertura da una ghiera o mascherina di fermo (M) fissata a detta tavola (1a) in corrispondenza della sua superficie superiore (2).

5.         Tavola secondo una qualunque delle precedenti rivendicazioni, caratterizzata dal fatto che detto almeno un elemento a pinna ausiliaria presenta bordo inferiore (B1) inclinato rispetto a detta superficie inferiore (3), in modo tale che esso, in uso, sporga in misura crescente in direzione fronte (F)-retro (R) di detta tavola.

6.         Tavola secondo una qualunque delle precedenti rivendicazioni, caratterizzata dal fatto che detti mezzi di controllo comprendono un elemento a pulsante o nottolino (11) che affiora o sporge da detta superficie superiore (2), detto almeno un elemento a pinna ausiliaria (5a) essendo collegato a detto elemento a pulsante o nottolino (11) da mezzi di fissaggio amovibili.

7.         Tavola secondo la rivendicazione 6, caratterizzata dal fatto che detti mezzi di fissaggio amovibili comprendono almeno una spina o vite prigioniera (12).

8.         Tavola secondo la rivendicazione 7, caratterizzata dal fatto che detto elemento a nottolino (11) presenta una porzione internamente filettata ed impegnabile per avvitamento da detta almeno una vite prigioniera (12).

9.         Tavola secondo una qualunque delle precedenti rivendicazioni, caratterizzata dal fatto che detti mezzi di connessione comprendono un perno di articolazione (14) per ciascun elemento a pinna od aletta ausiliaria (5a, 5a1, 5a2, 5a3).

10.       Tavola secondo la rivendicazione 9, caratterizzata dal fatto che detti mezzi di caricamento elastico di richiamo per ciascun elemento a pinna od aletta ausiliaria (5a, 5a1, 5a2, 5a3) comprendono almeno un elemento elastico flessibile (15), da un lato, ancorato alla tavola e, dall’altro, a detto elemento a pinna ausiliaria.

11.       Tavola secondo una qualunque delle precedenti rivendicazioni, caratterizzata dal fatto di comprendere una guaina di protezione flessibile (16) per ciascun elemento a pinna ausiliaria, destinata a proteggere il rispettivo elemento a pinna ausiliaria ed i suoi mezzi di connessione.

12.       Tavola secondo la rivendicazione 11, caratterizzato dal fatto che detta guaina (16) è ancorabile in corrispondenza di una sua porzione periferica a detta superficie inferiore (3) tramite un elemento a mascherina (17).

13.       Tavola secondo una qualunque delle precedenti rivendicazioni adibibile come tavola da surf o windsurf, caratterizzata dal fatto di comprendere un elemento a pinna principale (P) ergentesi da detta superficie inferiore (3) in combinazione con detto almeno un elemento a pinna ausiliaria (5a, 5a1, 5a2, 5a3).

 

TESTO DI Stefano Fioratti

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Ciao a tutti, sono Fabio Calò (ITA-720), ho iniziato a fare windsurf all’età di 13 anni e da quel momento è diventata la mia più grande passione, la mia vita. Finiti gli studi universitari ho iniziato a lavorare in un negozio di windsurf a Torino, poi agente di commercio e nel 2006 è iniziata la mia grande avventura con la redazione di 4Windsurf e poi anche di 4Sup. Sono stato campione italiano Wave di windsurf nel 2013 e 2015, altri ottimi risultati agonistici gli ho ottenuti anche nel freestyle sia in Italia che in Europa. Dal 2017 sono il direttore di una delle scuole più importanti del Lago di Garda, il PierWindsurf. Trasmetto la mia passione con progetti dedicati ai giovani come il Progetto Serenity di Malcesine, e organizzo Wave Clinics nel periodo invernale. Vivo a Torbole sul Garda e respiro l’aria del windsurf 365 giorni all’anno.