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Domenica tutta kenyana, Fukuoka boccia Gebre

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Domenica tutta kenyana, Fukuoka boccia Gebre

La domenica estera era incentrata su due maratone orientali appartenenti allo Iaaf Gold Label. Fukuoka ha pienamente mantenuto le attese: la principale maratona solo maschile ha rovesciato pienamente i pronostici della vigilia ed è solo grazie al kenyano Joseph GItau che le scuole africane hanno potuto evitare una clamorosa debacle. Gitau, che vive in Giappone e corre per il Jfe Steel Track Team era alla sua terza maratona ma le prime due (di cui proprio Fukuoka dove fece l’esordio nel 2009) erano andate male. Il suo pregio è stato aver saputo interpretare al meglio la corsa dopo che al 32° km il grande favorito, l’ex primatista mondiale etiope Haile Gebrselassie ha abbandonato. Per il grande Gebre è l’ennesima delusione patita da due anni a questa parte, ormai la maratona lo respinge ad ogni occasione e sarebbe ora di prenderne atto. Peccato, perché fino ad allora l’etiope era parso in buone condizioni e molto attivo in testa alla gara subito dopo il passaggio alla mezza. Quando Gebre è uscito di scena l’iniziativa è stata presa dal polacco Henryk Szost, su di lui si è subito portato Gitau che ha proseguito l’azione con un parziale fra il 30° e il 35° km in 14’54”, sufficiente per mandarlo in fuga, ma nel parziale successivo è andato ancora più veloce, 14’41” e a quel punto per gli altri non c’era più nulla da fare. Ottimo il suo riscontro finale, 2h06’58” che ne fa il 23° kenyano che quest’anno scende sotto le 2h07’. Piazza d’onore per il primo dei giapponesi (ricordiamo che la maratona era la prima delle prove qualificative per i Mondiali di Mosca 2013): Hiroyuki Horibata è andato in crescendo per chiudere in 2h08’24”, ipotecando in maniera forte una maglia della nazionale, anche se l’aver mancato il muro delle 2h08’ non gli garantisce automaticamente la promozione. Terzo Szost, che completa un anno eccezionale con il 2h07’39” di Lake Biwa e la prima posizione europea ai Giochi di Londra, con 2h08’42” si conferma il miglior esponente del Vecchio Continente in questa specialità, poi tre giapponesi, Arata Fujiwara, Bunta Kuroki e il molto atteso Yuki Kawauchi (alla sua settima maratona stagionale, e non ha finito…), a precedere l’esordiente americano Mohamed Trafeh, settimo in 2h11’41” davanti al connazionale Ryan Vail.

A Singapore risultati tecnici di ben minor spessore, ma grande pathos con la gara maschile risoltasi pressoché allo sprint, favorevole al kenyano Kennedy Kiptoo Lilan che in 2h17’17” ha preceduto il detentore del record della corsa, il connazionale Luke Kibet di appena 5 secondi. Terzo posto per un altro kenyano, Samson Kiprono Barmao a 10 secondi. Doppietta kenyana anche fra le donne con Irene Jerotich Kosgei, quest’anno prima anche a Milano, confermatasi sul trono di Singapore in 2h37’50” davanti per 4 secondi su Filomena Cheyech Daniel, terza la russa Alina Prokopeva a 31 secondi.