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Dubai, una sorta di campionato etiope

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Dubai, una sorta di campionato etiope

Venerdì, quando da noi sarà ancora notte, andrà in scena la 15esima edizione della Standard Chartered Dubai Marathon, prova della Iaaf Gold Label che riscriverà la graduatoria stagionale mondiale sui 42,195 km com’è avvenuto in passato, anche se gli organizzatori non hanno fatto mistero che il loro sogno è che sulle strade arabe si possa battere il record mondiale. Ogni anno i tempi ottenuti sono tra i migliori della stagione e il cast invitato per quest’edizione sembra garantire ottimi riscontri anche perché da sempre la gara degli Emirati Arabi è ritenuta fondamentale per lo squadrone etiope, che manda sempre grandi nomi. A Dubai i favori del pronostico accreditano Markos Geneti e il kenyano Jonathan Maiyo, che finirono rispettivamente terzo e quarto due anni fa, separati da soli 2”. Geneti, con un personale inferiore alle 2h05’, lo scorso anno è stato sesti a Boston in 2h12’44”, Maiyo ha chiuso 10° a Tokyo uin 2h10’18”, per entrambi quindi Dubai è una tappa fondamentale per rilanciarsi. I pericoli però vengono da due debuttanti entrambi etiopi sui quali la federazione nazionale è pronta a scommettere: Atsedu Tsegay ha un personale sulla mezza di 58’47”, il quarto di sempre e punta a scendere sotto le 2h05’, nel dicembre ha dominato a New Dehli sui 21,097 km in 59’12” mostrando una grande condizione. Con lui Abera Kuma, primo a Egmond e terzo a Lisbona nel 2013 sempre sulla mezza ma poi dedicatosi alla pista finendo quinto sui 10000 ai Mondiali di Mosca. Contro un’equipe etiope con ben 13 candidati al podio, proveranno a inserirsi anche l’ex etiope Shumi Dechase, ora del Bahrein, personale di 2h07’11” e Nicholas Kemboi, kenyano del Qatar, 2h08’01”, dato in ottime condizioni di forma.

La gara femminile si affida a nomi più collaudati: Meselech Melkamu e la campionessa mondiale in carica Meseret Hailu vogliono cancellare con una grande prestazione cronometrica la delusione per la maratona mondiale di Mosca che le ha viste ritirate e poi assenti per il resto della stagione. Rivedremo ad alto livello la plurivincitrice di Roma e prima anche a New York Firehiwot Dado, fuori per tutto il 2013 per infortunio, ma attenzione anche ad Amane Gobena e Belaynesh Olijra, come anche alle debuttanti Wude Ayalew e Yebrgual Melese. Unica alternativa all’Etiopia, sempre vincente fra le donne negli ultimi anni, una loro ex connazionale, la turca Sultan Haydar che inizia la sua rincorsa agli Europei di Zurigo.