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E’ il momento dei Giochi: la Lechner ci prova

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E’ il momento dei Giochi: la Lechner ci prova

I Giochi Olimpici di Londra sono agli sgoccioli e l’ultimo weekend coinciderà con le prove di mountain bike e questo è un grande onore che è stato riservato a questo sport olimpicamente ancora piuttosto nuovo: sabato saranno in gara le donne che andranno a iscrivere il quinto nome nell’albo d’oro del cross country, dopo le due vittorie indimenticabili di Paola Pezzo e quelle della norvegese Gunn-Rita Dahle ad Atene 2004 e della tedesca Sabine Spitz a Pechino 2008. Tutte e tre sono a Londra ma mentre la Dahle e la Spitz partiranno in cerca di un bis, forse più possibile per la prima apparsa in grande spolvero due settimane fa nella tappa di Coppa del Mondo a Val d’Isere, la Pezzo è al seguito di Eva Lechner, l’unica rappresentante azzurra al via. E’ davvero difficile poter dire con quali prospettive potrà partire l’altoatesina. Lo scorso anno, sull’onda del bronzo iridato e di quanto visto nel test preolimpico, eravamo molto più ottimisti, ma obiettivamente la stagione non ha visto la Lechner tra le protagoniste, sempre lontana da Pendrel e socie. E’ pur vero però che la biker della Colnago Farbe Sudtirol, conoscendo l’importanza della gara di Londra, ha focalizzato su di essa tutta la sua stagione, ha lavorato molto anche su strada rinunciando ad alcune importanti partecipazioni in Mtb e nelle ultimissime uscite la sua condizione è apparsa in crescendo. E’ indubbio che tutti i favori del pronostico pesino, è proprio il caso di dirlo, sulle spalle della campionessa canadese Catherine Pendrel, che nel suo Paese era considerata alla vigilia la migliore carta da giocare sul tavolo olimpico. L’iridata può solo perdere, secondo gli addetti ai lavori, ma non la pensano così le sue principali avversarie: venute meno la polacca Wloszczowska e, con minori prospettive, la danese Langvad, è la francese Julie Bresset la principale avversaria e per la transalpina si può fare un po’ lo stesso discorso della Lechner, anche lei ha puntato tutto su questa gara. Tra le altre, per opposti motivi si distinguono due atlete, come la britannica Annie Last sulla quale puntano i padroni di casa per ottenere una soddisfazione anche in questo sport in una Olimpiade nel complesso molto fortunata e l’americana Georgia Gould che vorrebbe restituire il sorriso alla Mtb a stelle e strisce come non le è riuscito per mera sfortuna in Coppa del Mondo. E’ dal 1999 che gli Usa attendono un successo di prestigio nel cross country: e se arrivasse nell’occasione più importante?

Gabriele Gentili