Home Skateboard Foto Early Tiles – Lance Mountain ITW by Albertini

Early Tiles – Lance Mountain ITW by Albertini

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Cosa ti ricordi oggi del park in sé (Skate City), ad esempio come era composto?

Come ho detto è stato tra gli ultimi park ad essere stati realizzati, quindi c’erano un sacco di pools verticali!

Appena entrati ti trovavi sulla destra la “clover” profonda 8,3 piedi (forma a trifoglio, profonda circa 2,5 metri ndr). La principale “fun bowl” da skateare.

Poi la Capsule, con il channel. Non era ben fatta quanto quella ad esempio di Big O, però era più grande. Una parete era un po’ irregolare, come incavata. La leggenda dice che durante la costruzione, quando ancora stavano tirando le curve, John Lucero e il fratello erano così eccitati che si misero a saltare su e giù sul bordo e la parete collassò un po’ proprio prima che venisse fatta l’ultima gettata di cemento. Quindi venne una parete più profonda e regolare, l’altra più bassa ma deformata. I muri laterali erano davvero duri da skateare ma qualcuno di noi se li è carvati. La shallow era un ottimo posto per imparare i tricks.

Se invece proseguivi dritto ti imbattevi in un halfpipe con pool coping e i bordi raccordati a bowl. Va detto che la maggior parte delle halfpipe all’epoca aveva invece i bordi molto smussati, privi di coping.

Accanto c’era la zona Freestyle con le pareti perimetriche a bank. La maggior parte dei parks di allora aveva queste aree “banked” e probabilmente sono una delle cose che mi mancano di più nei nuovi parks di oggi.

Oltre al bank vi era poi una bowl shapata tipo mini halfpipe, questa sì con i bordi arrotondati e privi di coping. Poi tre altre piccole bowl su cui giocherellare, non belle come quelle di Marina Del Rey Skatepark, ma ancora ottime per imparare tricks e divertirsi. Ti riportavano fino alla Clover iniziale.

Se invece andavi a sinistra dalla halfpipe raggiungevi la Kidney, stretta e con lo shape tipico delle backyard pool, con un roll-in scavato di traverso sul lato dove ci sarebbe stato l’hip, che ti sparava dritto verso il muro di fronte. Bella e impegnativa. Lì accanto c’era un full-pipe, realizzato per metà in calcestruzzo e per la metà superiore con una struttura in ferro con delle luci montate sul soffitto, che si scuoteva tutto quando ci arrivavi sopra. Terminava con una sezione over vert con coping raccordata a bowl. A Jim Gray piaceva moltissimo.

Andando oltre raggiungevi la grande KeyHole, la bowl che più spesso si vedeva nelle riviste perché vi avvenivano i Pro Contest. Duane Peters, Neil Blender, Billy Ruff… tutta gente che vi ha vinto contest all’epoca.

 

 

lance mountain
Lance Mountain, fs air

 

Cosa ti piaceva di queste bowl e in quale pensi che il tuo talento sia cresciuto ed emerso?

La Clover e la KeyHole erano senz’altro le due bowl principali.

La Clover era un po’ piccola, ma aveva mille linee da carvare, grindare e su cui fare hip-transfert che nessun’altra bowl in nessun altro park aveva. La KeyHole aveva una transizione molto grande rispetto a tutte le altre keyhole dell’epoca, per cui lì potevi imparare ad andare grosso e fare degli air molto alti.

 

Ma come diavolo era disegnata esattamente la Clover? Era una bowl più piccola con diverse altezze come un po’ se ne rivedono al giorno d’oggi?

No, era davvero come un “trifoglio” dove tutte le tre bowl avevano stessa forma e diametro. La maggior parte delle nuove bowl ispirate a quel design invece hanno in genere altezze differenziate, o magari hanno due bowl ad esempio da 8 piedi raccordate da un pocket da 4, o comunque con 3 altezze differenti.

Il Park “Turf” aveva una bowl con un disegno simile, però realizzata in un modo completamente differente.

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