Home Skateboard Foto Early Tiles – Lance Mountain ITW by Albertini

Early Tiles – Lance Mountain ITW by Albertini

0

Ascolta Lance, come ci andavi al park?

Ci andavo con il bus. 2 ore di autobus. Una volta me la sono fatta in skate, e ci ho messo 8 ore. Poi, ho iniziato a lavorarci. Così ho iniziato ad andarci in macchina, 1/2 ora di guida. Non era così vicino. John Lucero, lui viveva a 3 isolati dal park. Lui sì che era un vero local. Era lì ogni giorno che il park fosse aperto!

 

 

lance mountain

 

Il ricordo che ho io, almeno da quello che mi hanno lasciato le riviste Action Now e i primi numeri di Thrasher, è che negli anni di Skate City tu eri nel team Variflex. Come ci si sentiva ad essere in quella squadra gloriosa, come nuovo arrivato accanto a nomi come ElGato, Hirsch e Grisham? In qualche modo si percepiva ancora il “vibe” di un brand e un team già entrato nella leggenda ?(ndr: in quegli anni Variflex era un brand di primordine ed un team “stellare”, prima ancora che nascessero le Bones Brigade della Powell-Peralta, qualche mese-anno più tardi).

Prima di Variflex ho iniziato ad avere qualche tavola in regalo da Ray Bones (Powell) e da Darrell Miller (Val Surf pro-shop). George Orton mi propose di entrare in Variflex quando lui era nel team, ma inizialmente dissi di no perché in realtà non ero molto interessato ad essere sponsorizzato.

Un anno dopo invece entrai nel team. Partimmo per un tour in giro per gli States. Era proprio il momento in cui lo skate ebbe un brusco calo e molti parks stavano cominciando a chiudere. È stata un’esperienza forte perché girando ti rendevi davvero conto che un’era stava terminando.

Patty Hoffman vinse tutti i contestfemale. Eric Grisham e Steve Hirsch hanno vinto tutti i contest double, ed erano incredibili anche singolarmente. Eric è gnarly. Steve è stato quello che mi ha portato dentro il Team per davvero. Allen Losi era proprio su un altro livello rispetto a quei tempi. Eddie ElGuera non partecipò al tour invece, era già nella sua fase un po’ di allontanamento dalla scena. Anche se aveva appena vinto il titolo Overall Proproprio l’anno prima. Io quell’anno volevo vincere ad ogni costo il titolo Overall Am, ma arrivai solo terzo, dietro a Billy Ruff e John Gibson.

Che ricordi fantastici.

 

Hai detto che al park, Skate City, ci hai anche lavorato. Che cosa facevi esattamente, com’è andata?

Avevo bisogno di un lavoretto per pagarmi la macchina e la benzina per poter andare a skateare. Una cosa non troppo seria, così andai a lavorare lì. L’ultimo anno il park era sempre più vuoto, finché alla fine quelli che vi skateavano erano sostanzialmente quelli che potevano entrare gratis.

 

Quindi skateavi e lavoravi al park mentre iniziavi a non essere più un ragazzino, proprio quando la crisi dello skateboarding colpì duramente (ndr: la crisi del 1980-1981 fu probabilmente la più dura e brusca che lo sport e l’industry dello skateboarding abbiano mai subito nella storia)… i grandi marchi che chiudono i battenti, i grandi park in cemento che iniziano a chiudere per poi venire abbattuti, le riviste che fermano le macchine (ndr: emblematico il caso del magazine SkateBoarder che prima diventa Action Now, un magazine multisport, per poi chiudere definitivamente). Quali erano i tuoi sentimenti in quel momento, specialmente per quanto riguarda i vecchi grandi parks che venivano demoliti, togliendo quindi lo spazio per poter skateare?

Avrei voluto che durasse per sempre, che i grandi Prosrestassero sulla scena e arrivare a farne parte. Noi stavamo finalmente diventando Pro, e sembrava che tutto stesse crollando.

Una volta diventato Pro però poi ho pensato solo a guardare avanti, fare in modo che le cose potessero funzionare in modo da poter restare nella scena dello skate.

La maggior parte degli skater iniziarono ad andare a girare giù a Del Mar (ndr: molto a sud rispetto a LS, verso San Diego) perché è il park che poi è durato più a lungo, ma io non potevo andare così lontano, così ho iniziato a skateare la mia rampa.

La cosa più assurda è che in effetti nel mio park (Skate City) hanno continuato a girarci anche dopo che aveva chiuso; le bowl erano piene di graffiti e la gente scavalcava e ci andava a girare. Io invece dopo il mio ultimo giorno di lavoro non ci sono mai più andato e ho saputo che ci avevano continuato a girare solo pochi anni fa, quando ho visto le foto e i video pubblicati on line.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui