Home Skateboard Foto Early Tiles – Lance Mountain ITW by Albertini

Early Tiles – Lance Mountain ITW by Albertini

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Sei riuscito a girare in tutti gli altri park mitici di quegli anni (fine anni 70-1981 ndr.) come Oasis, Winchester, etc… o erano già stati chiusi e demoliti quando hai iniziato a viaggiare un po’?

No, gli ho girati quasi tutti. Ho cominciato ad andare in ogni park che potevo fin da quando ho iniziato a fare skate, nel 1977. Montebello, Paramount, Lakewood, Glendora, Pamona, Upland, Concrete Wave, Skatopia, Big O, Odyssey, Del Mar, Oasis, Escondido, Cambell. Solo alcuni della zona sud di Los Angeles non li ho mai skateati, tipo Torrance, Carson. Siamo andati a Boulder (Colorado), Kalamazoo, Skateboard USA, Huntsville, Kona, Mobile. Ho mancato anche Apple & Cherry Hill che ormai avevano già chiuso quando siamo partiti in tour.

 

Con quale skater giravi di più e chi ti ha colpito-influenzato maggiormente nel periodo in cui giravi a Skate City?

Neil Blender. Duane (Peters) era impressionante… John Lucero, Lester. C’erano local che spaccavano praticamente ovunque. Ho visto cose impressionanti all’epoca dei vari skaters di cui stiamo parlando. David Z…

 

Lance & Cab - ph. Billy Ruff
Lance & Cab

 

Tornando al park, Skate City, c’è qualche aneddoto forte, qualcosa che ancora oggi suscita la tua immaginazione? Sai quelle cose tipo com’è fatto e come sporge il coping, le particolari mattonelle, i “tiles”, sul bordo, oppure qualcosa che senti che in qualche modo ti sia rimasto impresso e faccia parte della tua adolescenza?

Giocavamo ad una specie di nascondino (“tag”) in giro per il park. A volte era necessario toccarsi per fare punto, a volte ci lanciavamo addosso un guanto da skate. Passavamo un sacco di tempo semplicemente a divertirci, quasi mai nella logica di skateare per allenarci o roba simile, ma per il puro piacere di divertirci. Quando passi così tanto tempo sopra lo skate all’improvviso inizi a chiudere trick che non avevi mai fatto o fare cose in un modo migliore e ti viene del tutto naturale. Magari passavamo mesi interi a provare la stessa linea ma cercando di migliorarla, oppure provare diverse varianti di uno stesso trick. Tipo ad esempio non fare solo e sempre il frontside air che avevi imparato, ma farne diverse varianti. Puoi fare un frontside air in almeno 20 modi differenti, e senti che sono differenti.

Girare così è la cosa più bella.

 

E quelle mattonelle rosse e nere? Ti ricordi come ogni park poteva facilmente essere riconosciuto dalle sue “mattonelle”?

Ti dico una cosa: quelle mattonelle a Skate City in realtà erano rimanenze acquistate in stock, tutte storte e irregolari, ma questo le rendeva ancora più fighe!

 

Insomma, insieme ad Upland, Skate City è stato uno tra i pochi parks ad avere un vero full-pipe… ma la gente lo skateava? A te piaceva?

Pipes rule.

 

Parliamo un attimo di cosa avvenne dopo che i leggendari parks in cemento iniziarono a chiudere… lo skateboard sembrava fosse davvero morto, anche perché lo street skating come lo si intende oggi non si era ancora sviluppato (inizierà attorno alla fine degli anni 80, con Gonzales, Kaupad, Guerrero, etc. ndr). La scena si spostò sulle “backyard ramps”, le halfpipe private costruite in legno nei giardini dietro alle case.

In quegli anni la tua rampa (la famigerata Mountain Manor) è diventata una pietra miliare per quella generazione di skaters Pro e Am e le riviste e i video dell’epoca ci hanno lasciato una testimonianza di session leggendarie… Com’è stato vedere tutto quello skateboarding prendere vita proprio lì davanti alla tua finestra?

Sì, quella rampa ci ha permesso di andare avanti in quegli anni. Molta gente della scena ha smesso proprio perché non c’era più un posto dove poter girare.

In realtà avrei voluto continuare a girare “pareti curve” da carvare… però andò così e me ne feci una ragione e mi adattai a skateare le rampe.

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