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Euganeus Trail, la nuova frontiera del podismo

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Euganeus Trail, la nuova frontiera del podismo

E’ la nuova frontiera (o forse la nuova moda) del podismo, che sta sbancando fra gli atleti “da strada” e presenta un sempre maggior numero di manifestazioni nel calendario agonistico. Stiamo parlando del “trail”, specialità che in realtà è un ibrido fra le gare su strada, le campestri e la corsa in montagna; sabato prossimo a Villa Draghi, organizzata dal gruppo sportivo Turristi di Montegrotto, si correrà la prima edizione dell’Euganeus Trail, una gara su un circuito collinare di 3. 250 metri e dislivello di 150 metri da percorrere otto volte, per un totale di 26 km.

Già da queste indicazioni si capisce che il trail si corre essenzialmente in collina, quasi completamente su sentieri per lo più ben battuti; di solito, solo la zona del traguardo è posta – più per comodità organizzative che per necessità – in un tratto asfaltato. E’ una specialità che combina l’off road della campestre con le dure salite delle gare di montagna, ma le pendenze sono più dolci e soprattutto si sale, ma poi si scende anche, laddove invece nella corsa in montagna si parte dal basso e si arriva in alto.

A cosa è dovuto il successo di questa nuova “moda”? “I fattori sono molteplici – spiega Valerio Iodice, atleta dei Turristi che la pratica con un discreto successo – innanzitutto, molti podisti trovano i trail molto più affascinanti e divertenti delle gare su asfalto, perché si è in mezzo alla natura e spesso sul percorso si aprono panorami e vedute appaganti. Poi, secondo me, c’è anche un fattore psicologico: non si è obbligati a guardare il cronometro, a tenere un ritmo prestabilito e questo scarica parecchia della pressione cui si è sottoposti nelle gare su strada, dove i ritmi sono imposti da te stesso, perché sai che devi tenere un certo passo”.

Solo un fatto estetico? “No, anzi c’è un fondamento tecnico rilevante nel successo di questa specialità. Se ti alleni su pista o su strada e fai le ripetute, sostanzialmente c’è solo tanta fatica e devi avere una tenuta mentale notevole per sopportare lo sforzo continuato. Il trail ti allena ai cambi di ritmo e soprattutto sai che devi spingere in salita e poi recuperare in discesa: è come una ripetuta, ma senti meno la fatica”.

Quindi in discesa ci si riposa? “Beh, questo vale solo in allenamento, perché poi in gara devi spingere sempre – precisa Iodice – Anzi, gli specialisti del trail, in discesa vanno fortissimo e di solito è proprio lì che si fa la differenza, perché ci vuole allenamento allo sforzo e gambe d’acciaio ma anche una certa tecnica di corsa”.

L’Euganeus Trail si annuncia come una gara piuttosto impegnativa, sia per la lunghezza (26 km non sono pochi), sia per il dislivello complessivo: 1.200 metri di salita e altrettanti di discesa metteranno a cura prova anche i più forti, come lo specialista Loris Fanton, tesserati per l’Atletica Riviera del Brenta che in passato ha già raccolto più di un successo sui colli Euganei e ha annunciato la sua presenza.

La gara scatterà alle 18:00 di sabato, quindi più di qualcuno arriverà con l’imbrunire, ed infatti gli organizzatori hanno imposto ai concorrenti di avere nell’equipaggiamento una lampada frontale da indossare in caso di necessità. Altre informazioni sulla gara sono disponibili sul sito euganeustrail.it

Daniele Pagnutti – Gazzettino Padova