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Farah, suo l’oro mondiale sui 10000

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Farah, suo l’oro mondiale sui 10000

Mo Farah ha atteso la finale dei Mondiali di Mosca per due anni: alle Olimpiadi dello scorso anno il campione del mondo in carica, l’etiope Ibhrahim Jeilan che l’aveva beffato sul sofferto rettilineo finale di Daegu, mancava, per un infortunio che l’ha tenuto fermo tutta la stagione e quindi quello di Mosca era l’appuntamento della rivincita. I due si sono nascosti per tutta la stagione per sfidarsi a viso aperto sulla pista russa. Farah all’inizio sembrava sornione e disinteressato, qualcuno dei suoi sostenitori si è anche preoccupato vedendolo ultimo a oltre 50 metri dalla testa del gruppo, poi senza spendere energie è risalito pian piano per essere pronto quando la gara si è accesa, dopo 8.000 metri. Passaggio ai 9.000 in 24’55”48” a quel punto Farah ha rotto gli indugi e il gruppo di testa si è disintegrato. Unici a reggere il suo urto Jeilan, il compagno di allenamenti Galen Rupp (Usa) e il kenyano Paul Tanui. All’ultima curva però la sfida era fra i due rivali e questa volta Jeilan che all’inizio del rettilineo stava per ripetere quanto fatto due anni fa veniva respinto in maniera veemente da una nuova accelerazione del britannico di nascita somala che andava ad abbinare l’oro mondiale a quello olimpico in 27’21”71 davanti a Jeilan (27’22”23) e a Tanui (27’22”61). Solo 19° il pisano Daniele Meucci, in 28’06”74, staccatosi dal gruppo ai 7.000 metri: “A questi livelli è veramente dura e questo è il tipo di gara che ci si deve aspettare ad un Mondiale. Finché ho potuto ho cercato di restare con il gruppo tenendo il mio ritmo, ma quando hanno allungato non sono riuscito a seguirli. Rimasto da solo sono riuscito a riprendere un paio di avversari, ma ormai la gara vera era troppo più avanti. Con questo caldo immaginavo che sarebbe saltato qualche altro avversario, invece non è stato così. Peccato”.