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Fontana sbalordisce, bronzo iridato ad Hafjell

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Un autentico capolavoro, per molti versi la sua gara più bella della carriera, porta Marco Aurelio Fontana al suo primo podio mondiale, risollevando il morale della spedizione italiana ad Hafjell. Come un’araba fenice il campione della Cannondale, in difficoltà per tutta la stagione, si esalta nella gara più importante, su un percorso che non aveva fatto mistero di gradire molto per le sue caratteristiche tecniche e conquista la medaglia di bronzo, primo fra gi umani dietro la coppia Julien Absalon-Nino Schurter che attualmente è una spanna sopra tutti gli altri. Fontana ha fatto corsa sugli altri tenendo bene a mente che c’era un solo posto disponibile, ottavo dopo il primo giro ha rimontato e ha fatto appello a tutte le sue energie per contenere nel giro conclusivo il ritorno del tedesco Moritz Milatz, rimasto ai piedi del podio per appena 5 secondi. Il teutonico per quasi tutto l’ultimo giro ha avuto Fontana nel mirino, ma non è mai riuscito a colmare quel breve gap. La gara si è svolta secondo un copione consolidato, con i due campionissimi davanti e gli altri a svolgere un’altra gara: in Coppa del Mondo le sfide fra i due si erano risolte 4-3 per Schurter, ma al Mondiale Absalon ha tirato fuori gli artigli legittimando il suo titolo iridato, il quinto dopo il poker consecutivo fra il 2004 e il 2007 con un distacco molto pesante affibbiato al rivale, 1’51”. Fontana ha chiuso a 3’28”, poi Milatz a 3’33” e l’altro tedesco Manuel Fumic a 3’43”. Per quanto riguarda gli altri italiani, bella prova di Andrea Tiberi, 13° mentre Gerhard Kerschbaumer era partito molto forte ma ha poi pagato dazio, finendo 20°. Absalon completa così il grande slam stagionale visto che aveva conquistato già il titolo europeo e la Coppa del Mondo. Per Fontana un bronzo che, per come è stato conquistato e per quello che significa in una stagione così difficile, ha lo stesso valore di quello olimpico di Londra, se non di più.

PROVA DONNE

Tre anni dopo il successo ottenuto a Champery e chiudendo definitivamente una lunga parentesi oscura innescata dalla delusione per la sua prestazione ai Giochi Olimpici di Londra, la canadese Catharine Pendrel torna regina della Mtb internazionale conquistando ad Hafjell il suo secondo titolo mondiale che è la ciliegina su una stagione di grande rilancio, che l’ha vista vincere l’oro ai Giochi del Commonwealth e tornare a tagliare per prima il traguardo in Coppa del Mondo. La canadese è stata al comando per tutta la gara, vanamente inseguita dalla polacca Maja Wloszczowska e dalla russa Irina Kalentieva, quarta l’americana Lea Davison che nel quinto giro profittava del cedimento della polacca per salire al terzo posto e avvicinarsi alla russa, che però riusciva a resistere al suo ritorno. Oro quindi alla Pendrel, argento alla Kalentieva a 21”, bronzo alla Davison a 43”, delusa la Slovenia che piazzava ai piedi del podio Tanja Zakelj a 1’12” e Blaza Klemencic a 1’46”. La campionessa uscente, la francese Julie Bresset ha mostrato qualche timido segno di ripresa in un anno da dimenticare finendo decima a 3’26” proprio davanti alla nostra Eva Lechner, autrice di una gara regolare  e all’altezza delle sue attuali condizioni di forma, 11esima a 4’12”. Le altre italiane: 36esima Serena Calvetti a 12’31”, 48esima Anna Oberparleitner a un giro. La sensazione è che comunque le “grandi” della mtb al femminile abbiano in realtà gareggiato ieri, nella prova Under 23.

Gabriele Gentili

 

Il podio femminile con la Pendrel al centro; sopra, la partenza della gara elite maschile (foto Facebook) Il podio femminile con la Pendrel al centro; sopra, la partenza della gara elite maschile (foto Facebook)