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GF delle Cerase-Moser, la “perla” della Sabina

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GF delle Cerase-Moser, la “perla” della Sabina

Il magico territorio della Sabina, incastonato tra Rieti e Roma, è pronto ad offrire scenari degni del nome che porta, strade impegnative e spettacolari sulle quali sono attesi tantissimi cicloamatori provenienti non solo dal Lazio da ogni parte dell’Italia: tutto questo è la Granfondo delle Cerase-Moser-Città di Fara in Sabina pronta per l’ottava edizione in data domenica 9 giugno. Tanto divertimento e tanta promozione del territorio per un appuntamento targato Asd Pedala Piano, la gara regina del Pedalatium Cinelli (le Granfondo del Lazio) e per il secondo anno di fila inserito nel Circuito degli Italici. Alla presentazione tenutasi presso il comune di Fara in Sabina (Rieti), il sindaco Davide Basilicata ha manifestato tutto il suo entusiasmo per questo tipo di manifestazioni che rappresentano una vetrina importante, una possibilità di far conoscere il territorio e un buon investimento unito all’aspetto agonistico della competizione che ad oggi ha raggiunto la quota di 1400 iscritti. Per il consigliere con delega allo sport del comune sabino Simone Fratini, partecipare alla Granfondo delle Cerase significa valorizzare non solo il territorio ma andare oltre il lato sportivo abbracciando l’aspetto sociale grazie alla presenza dell’Avis comunale di Fara in Sabina, quello ludico con l’agenzia di animazione Il Cavallino Matto per l’intrattenimento dei bambini e anche quello ludico-sportivo con la gimkana promozionale non agonistica e gli sprint per bambini tesserati senza dimenticare i ciclisti disabili e gli handbike. Il responsabile della struttura amatoriale nazionale della Federciclismo Gianluca Santilli ha evidenziato come la Granfondo delle Cerase abbia dato ancor più vigore alla nascita del Pedalatium nonché l’opportunità preziosa per tanti cicloamatori di pedalare tutti assieme, apprezzare le nostre bellezze territoriali nella maniera più sana e sicura. Anche il commissario tecnico della nazionale italiana del paraciclismo Mario Valentini ha puntato l’attenzione sulla crescita della manifestazione che sta facendo da maggiore traino al blocco delle altre tre granfondo del circuito Pedalatium dove si attende un ritorno non indifferente in termini di partecipazione e che ha trovato concordi anche il vice presidente FCI Lazio Tony Vernile e il presidente della struttura tecnica regionale Leandro Fioroni partendo dal concetto che i ciclisti apprezzano molto il territorio e che questo tipo di eventi riescono a far entrare in contatto tantissime persone nello stesso giorno. Il responsabile tecnico nonché consigliere FCI Lazio Paolo Imperatori ha illustrato le caratteristiche della manifestazione con l’obiettivo di trasformarla in una giornata del ciclismo grazie alla preziosa sinergia delle associazioni locali e sportive con la speranza che la città si appassioni sempre più allo sport delle due ruote ed alla granfondo in particolare. Le piogge dei giorni precedenti hanno causato il cedimento di un ponte nel comprensorio di Paganico e l’organizzazione è dovuta intervenire per apportare modifiche al percorso della granfondo. Almeno per quest’anno, i ciclisti non potranno godere in parte delle bellezze offerte dal Lago del Turano molto apprezzate per merito delle sue vedute davvero suggestive. La mediofondo è rimasta invariata rispetto alla precedente edizione: 84 chilometri con un dislivello altimetrico sotto i 1500 metri. mentre la granfondo misura  poco meno di 123 chilometri per un dislivello di circa 2100 metri. I primi 33 chilometri sono in comune poi il medio prosegue verso Ponte Buita, Collelungo, Casaprota, Montenero Sabino, Bivio Monte San Giovanni, Bivio Mompeo, Bivio Salisano, Bivio Castel San Pietro, Granica Sud ,Bivio Montopoli di Sabina e Passo Corese. Da Poggio Moiano il percorso lungo si dirige verso Muro Pizzo al culmine di una salita di circa 5 chilometri per poi scendere verso la diga del lago del Turano passando per bivio di Posticciola, Oliveto, Bivio Rocca Sinibalda, Bivio Belmonte, Bivio Capanaccia, Bivio Torricella, Bivio Monteleone Sabino, Bivio Poggio San Lorenzo, da qui si ricongiunge con la Medio Fondo, dove gli ultimi circa 50 chilometri saranno sullo stesso percorso.