La stagione golfistica 2026 si profila come un momento cruciale nell’evoluzione di questo sport secolare. Un ventaglio straordinario di competizioni d’élite, percorsi mitici che ospiteranno tornei storici, l’integrazione crescente tra diverse piattaforme professionistiche e una rinnovata dinamica competitiva stanno trasformando radicalmente il panorama golfistico globale.
Il circuito LIV Golf inaugura il 2026 con un’innovazione significativa: l’adozione del formato convenzionale a 72 buche. Una mossa tattica mirata ad allinearsi con i parametri dei tour consolidati e a consolidare le proprie credenziali per l’inclusione nel World Golf Ranking. Il primo swing ufficiale è fissato per il 5 febbraio, con un calendario di 14 tappe internazionali che si estenderà fino ad agosto, includendo location inedite. Riflettori puntati sul LIV Golf Promotions Event di gennaio, trampolino di lancio per promesse emergenti e gateway verso le formazioni ufficiali.
Invece, la struttura portante dell’annata sarà rappresentata dai quattro tornei Major, autentici fari che illuminano il calendario e calamitano l’interesse universale di appassionati, cronisti e atleti d’eccellenza.
L’apertura delle danze spetta al Masters Tournament, previsto tra il 9 e il 12 aprile presso l’Augusta National Golf Club. Questo santuario del golf rappresenta da sempre il teatro di gesta memorabili che hanno segnato indelebilmente la disciplina.
Maggio vedrà protagonista il PGA Championship (14-17 maggio) sull’Aronimink Golf Club, alle porte di Philadelphia. Un tracciato che metterà alla prova la raffinatezza tattica e l’eccellenza tecnica dei partecipanti.
Giugno sarà dominato dallo U.S. Open (18-21 giugno), che si disputerà sul temibile Shinnecock Hills, riconosciuto universalmente come una delle sfide più ardue del continente nordamericano.
Il culmine estivo coinciderà con The Open Championship (16-19 luglio), ambientato sullo storico links di Royal Birkdale, incarnazione perfetta dell’eredità e del fascino intramontabile del golf delle Isole Britanniche.
Per il 2026, il DP World Tour (l’ex PGA European Tour correntemente chiamato oggi così, per ragioni di sponsor) ribadisce la propria dimensione planetaria attraverso 42 appuntamenti scaglionati lungo undici mesi. Un itinerario che spazia dall’Europa al Medio Oriente, dall’Asia all’Africa, garantendo costantemente standard competitivi e visibilità mediatica d’eccellenza.
Tra i momenti salienti spiccano l’Estrella Damm Catalunya Championship, il rinomato BMW PGA Championship a Wentworth e il Genesis Scottish Open, manifestazioni che attraggono sistematicamente l’élite del ranking planetario. Imperdibile l’83ª edizione dell’Open d’Italia, schedulato dal 25 al 28 giugno al Circolo Golf Torino. Il sipario calerà, secondo tradizione consolidata, con il DP World Tour Championship di Dubai, dove verrà assegnato l’ambito titolo della Race to Dubai, tra i riconoscimenti più prestigiosi del circuito continentale.
L’universo femminile occuperà un ruolo centrale con la Solheim Cup (7-13 settembre), che vedrà i Paesi Bassi accogliere il duello biennale tra le selezioni europea e statunitense. Questo confronto rappresenta uno degli spettacoli più coinvolgenti del golf al femminile a livello mondiale, unendo competizione ad alto livello, rivalità storica e notevole risonanza mediatica, alimentando l’espansione del movimento femminile su scala globale.
Il 2026 golfistico si configura come una stagione dalla portata storica, potenzialmente capace di ricucire fratture e ridisegnare le relazioni tra circuiti, professionisti e organi direttivi.



