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Golf & Wine 1895: Antonio Faravelli porta l’Oltrepò Pavese nei circoli più esclusivi d’Italia

di - 23/03/2026

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Un viticoltore visionario, un progetto di rilancio e una terra che merita di tornare alla ribalta

C’è un angolo della Lombardia che il grande pubblico del vino conosce ancora troppo poco, eppure custodisce vigneti di straordinaria vocazione, paesaggi collinari di rara bellezza e una tradizione enologica che affonda le radici in secoli di sapienza contadina. È l’Oltrepò Pavese, territorio storicamente penalizzato da una scarsa visibilità nazionale e internazionale, che oggi trova in Antonio Faravelli uno dei suoi più convinti e appassionati ambasciatori.

Viticoltore di Montù Beccaria, titolare delle Cantine Vitea e anima del progetto “Golf and Wine 1895”, Faravelli ha scelto di unire due delle sue grandi passioni, il vino e il golf, per costruire un ponte inedito tra la cultura enologica dell’Oltrepò e i più prestigiosi circoli golfistici italiani. Una scelta che non è soltanto commerciale, ma profondamente culturale: portare i vini di una terra spesso dimenticata nei luoghi dove si incontrano appassionati, professionisti e opinion leader del mondo del lusso e dello stile di vita.


Una fortuna per l’Oltrepò Pavese

Non è esagerato affermare che le cantine dell’Oltrepò Pavese abbiano in Antonio Faravelli un alleato prezioso e raro. In un momento in cui l’area attraversa una fase di seria difficoltà, con produzioni che faticano a trovare adeguato riconoscimento sul mercato, margini compressi e una narrazione territoriale ancora frammentata, la sua iniziativa rappresenta un atto di fede e di coraggio imprenditoriale.

Faravelli sceglie i green come palcoscenico: luoghi dove si respira eleganza, si coltivano relazioni di valore e si apprezza la qualità nelle sue forme più raffinate. Presentare lì i vini dell’Oltrepò significa parlare a un pubblico selezionato e ricettivo, capace di riconoscere l’eccellenza e di diventarne portavoce. È un’operazione di marketing territoriale sofisticata, che trasforma ogni bottiglia in un racconto e ogni calice in un invito a scoprire una terra che merita ben altro destino di quello che le statistiche di settore le assegnano oggi.


Il calendario 2026: quattro tappe nei circoli d’élite

Il progetto Golf and Wine 1895 by Cantine Vitea si declina in un calendario di appuntamenti di assoluto prestigio, che attraversano la stagione golfistica italiana con coerenza e ambizione:

  • 6 Aprile — Golf & Country Salice Terme
  • 3 Maggio — Golf Molinetto
  • 18 Luglio — Golf La Pinetina
  • 26 Luglio — Golf Zoate

Quattro location emblematiche, quattro occasioni per portare l’Oltrepò Pavese al centro di conversazioni che contano. Ogni tappa è pensata non come una semplice degustazione, ma come un’esperienza integrata, in cui il vino diventa elemento narrativo di un territorio, strumento di identità e veicolo di scoperta.


“Amo la Vita”: quando il vino si fa gesto di solidarietà

Ma il profilo di Antonio Faravelli e del suo progetto non si esaurisce nella dimensione commerciale o di promozione territoriale. C’è una pagina particolarmente significativa che merita di essere sottolineata con forza: la partecipazione alla gara di beneficenza “Amo la Vita”, organizzata dall’Associazione Oncologica Milanese presso il Golf Club Vigevano.

Faravelli è stato invitato in esclusiva con i suoi vini e con l’intero progetto Golf and Wine 1895, a testimonianza del riconoscimento che la sua iniziativa ha saputo guadagnarsi anche al di là degli ambiti strettamente enologici. La presenza alle iniziative di questa Onlus, impegnata in prima linea nel sostegno ai pazienti oncologici e nella ricerca, conferisce al progetto una dimensione etica e umana che lo nobilita ulteriormente.

In questo contesto, ogni bottiglia stappata diventa anche un contributo concreto a una causa di civiltà. Il vino, nella sua accezione più alta, non è mai stato soltanto un prodotto: è convivialità, è cultura, è condivisione. E quando si mette al servizio di chi soffre e di chi combatte, acquista un valore che va ben oltre il piacere sensoriale.


Un modello da seguire

La storia di Antonio Faravelli e di Golf and Wine 1895 offre una lezione preziosa all’intero comparto vitivinicolo dell’Oltrepò Pavese: il rilancio di un territorio non passa soltanto attraverso la qualità in cantina — condizione necessaria ma non sufficiente — ma attraverso la capacità di costruire narrazioni, presidiare i luoghi giusti e dialogare con comunità di interesse capaci di amplificare il messaggio.

In un panorama enologico italiano sempre più competitivo, dove regioni blasonate dominano l’immaginario dei consumatori e dei media, la via dell’eccellenza discreta e dell’identità autentica può rivelarsi vincente. E Faravelli, con la sua doppia anima di viticoltore e golfista, ha trovato un linguaggio originale per raccontare la propria terra: un linguaggio che parla di radici profonde e di orizzonti aperti, di tradizione e di visione.

L’Oltrepò Pavese ha bisogno di voci come la sua. E il mondo del vino italiano ha tutto da guadagnare dall’ascolto di chi, invece di lamentare le difficoltà, sceglie di trasformarle in opportunità.

©photo – Edoardo Francesco Fantoni

Editore e giornalista con formazione economica e specializzazioni in editoria. Ha una carriera consolidata alla guida di oltre 30 testate nazionali e internazionali in qualità di presidente, amministratore delegato e direttore editoriale. Giornalista dal 1999, ha diretto redazioni di settimanali e mensili ad alta tiratura. Ha competenze trasversali in grafica, marketing e tecnologie digitali. È un pioniere del digital marketing nell'editoria italiana. Attualmente dirige testate cartacee e digitali e ha fondato progetti editoriali nei settori: food, vino, turismo, ospitalità, golf, moda, design, lusso, stile di vita, economia e finanza.