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Granito e calcare, i due volti dell’arrampicata in Sardegna

di - 05/06/2026

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Agli appassionati di arrampicata la Sardegna svela due anime molto diverse. Una base antica e solida di granito, modellata dagli agenti atmosferici attraverso le ere geologiche, e formazioni calcaree più giovani, taglienti, a volte a picco sul mare. Il granito del nord dell’isola è ricco di boulder, blocchi di pietra che richiedono pochi movimenti tecnici e spesso molta forza. Non mancano però grandi torri con grotte enormi e tafoni dalle forme spettacolari. Il calcare presenta invece placche a buchi, lame, diedri e muri a gocce, formando anche pareti che superano i 300 metri di altezza, soprattutto lungo la costa orientale.

Calcare alla guglia di Pedralonga

Iniziamo con la roccia più giovane, quella della guglia di Pedralonga, nel famoso tratto costiero del territorio di Baunei. Pedralonga è uno scoglio di roccia calcarea alto 128 metri sul quale sono state aperte diverse vie di arrampicata, sia monotiri che vie lunghe. Marinaio di Foresta è il nome suggestivo che Maurizio Oviglia ha dato a una di queste vie, da lui aperta sulla parete rivolta verso il mare. Una linea obliqua che, partendo dall’ultimo scoglio raggiungibile a piedi, attraversa la scogliera a picco sul mare con 7 tiri di corda, per un totale di circa 190 metri di sviluppo. La parete che scaliamo è rivolta a nord-est e noi decidiamo di affrontarla nel primo pomeriggio, così mentre saliamo l’ombra di Pedralonga si allunga nel mare, disegnando una linea netta sull’acqua che separa il blu più scuro e profondo dal turchese cristallino.

Foto: Giacomo Veduti
Foto: Giacomo Veduti

La roccia è tagliente, aggressiva. Le lame e i buchi offrono buoni appigli per le mani e permettono di salire con movimenti decisi e atletici. Anche il vento e il mare sembrano voler esprimere la loro forza, mentre le onde si frangono potenti alla base dello scoglio. Sullo sfondo si erge Punta Giradili, una delle cime, per gli scalatori, più emblematiche dell’isola data la bellezza e la difficoltà delle vie di salita. Tra le rocce spuntano qua e là delle piante di elicriso che in qualche modo sono riuscite a crescere nelle fenditure, oppure dei piccoli ginepri piegati dal vento.

Foto: Giacomo Veduti
Foto Giacomo Veduti

Granito sul monte Pulchiana

Il contrasto con la nostra seconda salita, quella su granito, è netto. Abbiamo deciso di salire sul monte Pulchiana, il monolite granitico più grande della Sardegna, seguendo una delle pochissime vie lunghe chiodate della Gallura. Qui l’ambiente sembra voler infondere più calma, o trasmettere una saggezza antica. La primavera su questo altopiano offre un’esplosione di colori e profumi. Camminiamo verso il monte lungo un sentiero che si snoda tra cespugli di lavanda, cisto, ginestra e asfodeli. La via si chiama Pocahontas e segue una vena di quarzite che sale verticalmente su una placca appoggiata di granito solidissimo. Una formazione rocciosa abbastanza rara e particolare, soprattutto se si tiene conto della sua lunghezza.

Foto: Giacomo Veduti
Foto: Giacomo Veduti
Foto: Giacomo Veduti
Foto: Giacomo Veduti

La vena di quarzo ricorda in piccolo la celebre Snake Dike, che si trova su Half Dome nel parco Yosemite. L’arrampicata richiede tantissima fiducia negli appoggi dei piedi, mentre le prese per le mani sono quasi inesistenti. L’equilibrio è fondamentale e i passi, nei tratti più difficili, sono lenti e controllati, come anche il respiro. Arriviamo in cima e ammiriamo il panorama a 360 gradi sulla valle circostante. Riusciamo perfino a scorgere in lontananza un tratto di mare.

È proprio il mare a riunire le due anime della Sardegna nelle nostre arrampicate. Il mare che ha modellato le rocce per milioni di anni e che crea spiagge dai colori stupendi. Regala panorami e viste indimenticabili dalle cime, ma anche lidi e calette dove riposarsi e fare il bagno dopo una scalata. Il luogo ideale per gli amanti dello sport all’aria aperta, un’isola paradisiaca per gli amanti dell’outdoor.

Foto: Giacomo Veduti
Foto: Giacomo Veduti
Foto: Giacomo Veduti
Foto: Giacomo Veduti

Per questa avventura in sardegna abbiamo utilizzato le scarpette da arrampicata TENAYA INDALO

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