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Il grande giorno della Mtb: sarà sfida Schurter-Absalon?

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Il grande giorno della Mtb: sarà sfida Schurter-Absalon?

Alla mountain bike maschile è affidato l’onere di chiudere insieme a poche altre prove la 30esima edizione dei Giochi Olimpici e questo è un grandissimo onore, la testimonianza della popolarità che questa disciplina si è guadagnata nel mondo. Una gara che pur avendo netti favoriti resta aperta a ogni risultato. Certamente è difficile incrinare la superiorità emersa in tutta la stagione da parte dell’elvetico Nino Schurter e tutti a Londra pronosticano una sfida all’ultimo sangue fra lui e il francese Julien Absalon, vincitore degli ultimi due ori e che da un anno a questa parte non pensa ad altro che alla leggendaria tripletta. Il percorso tecnicamente li pone nelle condizioni ideali, un peso molto importante potrebbe averlo l’esperienza. Il podio però è composto da tre gradini e quindi c’è spazio per ambizioni anche perché la Mtb è imprevedibile: il campione del mondo Jaroslav Kuhlavy (Cze) viene da una stagione quasi disastrosa, ma le ultime settimane sono state dedicate alla messa a punto per questa gara che potrebbe suonare come un riscatto. Hermida poi, di esperienza ne ha da vendere lo spagnolo già sul podio quattro anni fa e non ha fatto mistero di gradire molto il percorso londinese. Un capitolo a parte lo meritano i nostri due rappresentanti. Quattro anni fa il quinto posto finale rivelò al mondo il talento di Marco Aurelio Fontana che da allora ha collezionato podi in Coppa del Mondo, vittorie in staffetta e tanti successi. La consacrazione internazionale, quella che arriva solo con una grande vittoria, ancora non l’ha avuta ma è carico come una molla e le ultime prove di Coppa del Mondo hanno dimostrato che può lottare fino all’ultimo con i più forti, l’importante è che sappia amministrare bene le energie e al contempo corra anche con un pizzico di spregiudicatezza sapendo che questa è una gara unica, non è un Mondiale che, se anche lo fallisci, l’anno dopo puoi riprovarci, qui bisognerà attendere quattro anni ed è questo che dà alle Olimpiadi un fascino tutto unico. Diverso il discorso per Gerhard Kerschbaumer, partito in sordina in questo 2012 ma che nelle ultime apparizioni è parso in crescita: nessuno gli chiede il risultato a sensazione, l’importante è che colga quest’occasione dandole il giusto valore, provandoci, misurandosi per la prima volta al cospetto di tutti i grandi per capire a che punto è. Certe volte è una tattica che paga…

Gabriele Gentili