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Incredibili scontri per le strade al termine degli US Open

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Domenica sera dopo la conclusione degli US Open, generalmente ad Huntington Beach ci si inizia rilassare. I surfer che hanno finito la loro competizione ripongono le loro tavole e cominciano a pensare alla prossima tappa del tour. Gli operai cominciano a smantellare questo grosso carrozzone mediatico da questa tranquilla citta’ di mare. Dopo una settimana frenetica, negozianti e ristoratori sistemano i loro locali e le cose tornano piano piano alla normalità.

Quest’anno e’ andata diversamente, sei ore dopo la vittoria di Alejo e di Carissa, centinaia di persone sono scese in Main Street, scagliando oggetti, ropendo le porte dei bagni chimici, cercando di ribaltare le auto, e tentando di saccheggiare i negozi. Dopo circa un’ora, la polizia e’ intervenuta con i gas lacrimogeni e arrestando almeno otto persone, la situazione e’ quindi tornata sotto controllo.

Andy Leavelle, 29 anni, lavora da Surfboards Sakal su Main Street a Huntington Beach da un paio d’anni, ed e’ stato testimone oculare dell’accaduto.

“E’ cominciato tutto intorno alle 19,” ha detto. “C’è stata una rissa davanti a negozio di articoli da surf – Jack’s Surfbouards – alcune persone stavano rubando del materiale, poi ho visto circa 30 poliziotti scagliarsi in direzione del molo. Un attimo dopo ho visto un’enorme folla spostarsi dal molo a Main Street (a nord). Per le strade c’era un subbuglio generale che andava via via aumentando”.

Leavelle suppone ci fossero almeno 5.000 persone per le strade. “Tutt’a un tratto, hanno iniziato a sradicare i bagni chimici, poi ne e’ scoppiata una grande rissa, gente lanciata su altra gente, tutti addossati gli uni agli altri – e’ stato allora che i poliziotti hanno cominciato a lanciare i gas lacrimogeni, e hanno intimato alla gente di disperdersi altrimenti avrebbero rischiato l’arresto. In quel momento ho deciso di spostare all’interno tutta la merce del negozio esposta fuori”.

A questo punto, la folla ha cominciato a spostarsi. “Almeno 20 persone hanno cercato di fare irruzione nel negozio”, ha detto Leavelle. “Ho dovuto prendere un bastone per intimare la gente ad uscire dal negozio e per chiudere finalmente le porte. Non ho potuto chiudere le porte a chiave, quindi le ho dovute tenere con le mani per evitare che potesse entrare altra gente. Intanto se ci capitava di vedere donne e/o bambini in situazioni critiche li facevamo entrare in modo che trovassero un riparo.”

Leavelle continua col racconto: “C’erano moltissimi poliziotti, penso che avranno scaricato fino a 200 colpi di gas lacrimogeni per tenere lontana la folla. Hanno formato una catena umana in tenuta antisommossa per contenere la folla, fortunatamente indossavano anche giubbotti antiproiettile”.

“Successivamente e’ scoppiata una violenta lotta, la gente urtava altra gente, non si capiva piu’ nulla, i poliziotti continuarono a lanciare gas lacrimogeni”

“stavano strappando ogni singolo segnale di stop, hanno cercato di ribaltare un camion di fronte all’ufficio postale, per fortuna senza riuscirci, hanno preso a calci i negozi e le edicole”, ha detto Leavelle .

“Poi hanno rovesciati un altro segnale di stop di fronte ad un negozio di biciclette, Easy Rider bike shop, hanno rotto una vetrina ed hanno rubato una bicicletta. Hanno tentato anche di rubarne una seconda, ma per fortuna i proprietari sono riusciti ad intervenire.”

Alle 20 su Main Street non c’era piu’ nessuno. “La polizia non mi ha permesso di uscire dal negozio finche’ la situazione non fosse stata sotto controllo,” Leavelle racconta.

“Poi lentamente hanno permesso alle persone di uscire dai bar a piccoli gruppi di cinque persone. Sono potuto uscire dal negozio solo alle 20:30. Questa è stata la più grande sommossa che abbia mai visto… perche’ mi sono perso quella avvenuta nell’ ’86”.

Fonte: surfline

Bruno Muskitiello – Meteo & Surf
info@meteoesurf.it

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