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Kenyani out, qualcosa non quadra…

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Kenyani out, qualcosa non quadra…

Un weekend molto importante per il podismo italiano parte tra molte polemiche innescate dalla “bomba” esplosa in settimana e legata all’esclusione forzata di quasi tutti i corridori kenyani dalle prossime prove podistiche. La Fidal ha comunicato sul proprio sito che “alcune società affiliate hanno richiesto alla FIDAL l’avvio dell’iter autorizzativo ai fini del tesseramento. Al riguardo si informa che, al momento, tutte le richieste sono ancora in attesa di autorizzazione, a causa della raccolta di elementi informativi che la Federazione Kenyana di atletica ha espressamente richiesto prima di concedere i rispettivi nulla osta. Si precisa che i nominativi inclusi nell’elenco non risultano ad oggi tesserati con le società richiedenti e non sono, pertanto, autorizzati a prendere parte all’attività, fino a conclusione delle procedure d’ufficio.

L’elenco comprende 41 nomi tra i quali tutti gli abituali vincitori o piazzati delle principali mezze maratone e corse su strada: si va dai tre Bii (Boniface, Hillary e Peter) a al giovane John Kosgei, da William Kibor alle plurivincitrici Hellen Jepkurgat ed Eunice Chebet.

La vicenda ha destato molte discussioni anche perché gli stessi atleti dal 1° gennaio a oggi hanno vinto molto e tolto quindi premi che altrimenti sarebbero andati agli italiani: basti ricordare i successi di Nixon Kipkemoi Sigei ed Eunice Chebet alla Perugia-Assisi, di Daniel Ngeno alla Maratonina delle Due Perle, ancora di Sigei e Chebet alla Ventuno del Cima. Ma la vicenda conserva anche altri lati oscuri: perché la Federazione kenyana si interessa di atleti di stanza in Italia da tempo ma certamente non di primo piano a livello internazionale? Che cosa è cambiato rispetto allo scorso anno, quando erano tutti regolarmente tesserati e molti in gara anche nelle prove titolate? Ha fatto lo stesso all’estero (ricordiamo ad esempio il caso della Run2gether in Austria, team con molti stradisti kenyani di ottimo livello)?

Domande che restano senza risposta per una vicenda destinata a influire pesantemente sul prosieguo della stagione. La Fidal ha preso una posizione chiara e obbligata, vedremo se si arriverà presto a una soluzione.

Gabriele Gentili