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Kiplimo, nome nuovo per la maratona ugandese

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Kiplimo, nome nuovo per la maratona ugandese

Doppio appuntamento giapponese per lo Iaaf Road Label che lascia a bocca asciutta l’Etiopia nel solito tradizionale confronto con le altre forze africane. La 63esima edizione della Beppu-Oita Mainichi Marathon ha però lasciato a bocca asciutta anche il Kenya, grazie alla prova di grande livello di Abraham Kiplimo, ugandese che con 2h09’23” ha firmato il suo nuovo personale dimostrando che dietro il campione olimpico e mondiale Stephen Kiprotich si sta formando una vera e propria scuola. Kiplimo era alla sua terza maratona (lo scorso anno è stato 19° ai Mondiali) ma non aveva mai chiuso in una Top 10. Dopo un passaggio in gruppo alla mezza in 1h04’12” che faceva ritenere il record della gara (2h08’15” del giapponese Kawauchi ancora fattibile), l’ugandese ha seguito al 32° km l’attacco del padrone di casa Masato Imai, trovandosi davanti anche con il mongolo Ser-Od Bat-Ochir e l’etiope Gezahegne Abera (solo omonimo dell’olimpionico 2000) e al 35° km ha forzato il ritmo staccando gli avversari per andare a vincere con 7” su Imai, al suo nuovo personale migliorato di oltre un minuto, terzo il rimontante giapponese Kenichi Shiraishi, al suo debutto, in 2h10’36” davanti a Bat-Ochir in 2h10’59”. La maratona di Oita è prettamente maschile, ma gli organizzatori hanno accettato anche presenze femminili locali e la vittoria è andata ad Harika Yamaguchi in 2h41’56” con Miyuki Kaneko seconda in 2h53’35” e Tomoka Oba terza in 2h55’42”.

Riscatto kenyano nella 68esima Kagawa Marugame Half Marathon, anche questa appartenente al circuito Silver, con il favorito della vigilia Martin Irungu Mathathi che non si è fatto sfuggire l’occasione firmando con 1h00’11” la terza prestazione di sempre nella corsa, a 23” dal record del connazionale Mekubo Mogusu nel 2007. La prima parte di gara è vissuta sul tentativo di fuga del giapponese Kenta Murayama, passato ai 10 km in 28’29” ma con il gruppo dei favoriti ad appena 4”. Mathathi ha preso l’iniziativa al 13° km, raggiungendo e superando il rivale senza più essere raggiunto. Alle sue spalle Murayama ha concluso ancora forte, in 1h00’59” che rappresenta il terzo tempo di sempre per un giapponese, che ha ipotecato una maglia nazionale per i Mondiali di Copenhagen. Terzo un altro giapponese, Hiroto Inoue in 1h01’39” suo personale, quarto il kenyano Daniel Kitonyi in 1h01’44”. Solo settimo l’atteso etiope Yemane Adhane Tsegay, in 1h02’29”, addirittura 15° il campione uscente, l’australiano Collis Birmingham in 1h02’40”. In campo femminile sorpresa per la vittoria della 20enne padrona di casa Eri Makikawa, in 1h10’27”, brava a tenere il ritmo della colombiana Yolanda Caballero passata ai 10 km in 33’12” per forzare nella parte finale e staccare la sudamericana di 18”, terza l’altra giapponese Kotomi Takayama in 1h11’19” davanti alla portoghese Jessica Augusto, favorita della vigilia, in 1h11’56”.

Dalla strada al cross e a Belgrado dove sul terreno degli ultimi Campionati Europei si è disputato il Belikros, inserito nel calendario dell’Eaa Cross Country Permit. La contemporaneità con la Coppa Europa di Albufeira di fatto ha trasformato la gara in un campionato quasi locale, con presenze estere soprattutto da Macedonia e Romania ma con il dominio degli atleti di casa: nella prova maschile primo Muamer Asanovic in 15’34” sui 5 km previsti, con 10” su Darko Zivanovic e 15” sul bosniaco Osman Junuzovic. In campo femminile scontata vittoria per la vicecampionessa europea Under 23 Amela Terzic che ha chiuso i 2 km previsti in 6’34” con 3” su Sonja Stolic e 9” sulla bosniaca Biljiana Cvijanovic.