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La strambata con lo slalom

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Strabare con lo slalom può essere molto divertente e importante durante le competizioni, richiede comunque un po’ di tecnica e allenamento specialmente in caso di sovrainvelatura o condizioni meteo impegnative. Fondamentalmente possiamo dividere i punti chiave in tre fasi.

– Fase 1: postura e velocità

– Fase 2: cambio mure

– Fase 3: velocità di uscita

FASE 1
Inizialmente è necessaria una buona velocità, porteremo quindi la prua al lasco entrando in strambata veloci e decisi con gambe e braccia piegate e peso del corpo in avanti. Con le vele slalom è utile spostare il rig verso poppa cazzando contemporaneamente la bugna con il braccio posteriore, avvicinando il lato sottovento della vela all’acqua e schiacciando il bordo sottovento della tavola con decisione, questa posizione vi garantirà stabilità e sicurezza anche in condizioni di chop. Questa manovra si conclude posizionandosi con il vento in poppa, inizia quindi la fase 2.

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FASE 3: cambio mura
A questo punto incominciamo a raddrizzare il corpo e alzare la vela portando l’albero all’esterno della curva, in oltre inclinando l’albero verso poppa aiuterà la rotazione e ad avere il rig più vicino a voi  garantendo un impugnatura facile e  sicura. Il piede anteriore esce dalla strap posizionandosi a poppavia mentre quello posteriore si posizionerà a proravia della strap anteriore, normalmente in questa sequenza vi troverete con la bugna avanti.
Spesso è utile spostare lo sguardo verso il nuovo bordo, ruotando le spalle e la testa  acquisiremo un po’ di stabilità aggiuntiva. Durante il cambio mura mantenere le braccia e piegate, girata la vela dovremo afferrare l’albero sotto il boma (oppure il boma stesso) e riportare il rig nella giusta posizione di navigazione e ripartire quindi nella nuova direzione.

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FASE 3: velocità di uscita
Per completare la nostra strambata sarà necessario mantenere la prua al lasco per non perdere troppa velocità, dovremo quindi cazzare nuovamente la vela per mantenere la planata  e riportarci in assetto sulle nuove mura. Chiudere troppo il raggio di curva inciderebbe notevolmente  sulla  velocità sopratutto con vento più leggero e vele di grande misura, dovremo infatti evitare che questo accada mettendoci in assetto (strap e trapezio) ancora al lasco e stringere successivamente il bordo.

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 TESTO DI Max Brunetti

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Ciao a tutti, sono Fabio Calò (ITA-720), ho iniziato a fare windsurf all’età di 13 anni e da quel momento è diventata la mia più grande passione, la mia vita. Finiti gli studi universitari ho iniziato a lavorare in un negozio di windsurf a Torino, poi agente di commercio e nel 2006 è iniziata la mia grande avventura con la redazione di 4Windsurf e poi anche di 4Sup. Sono stato campione italiano Wave di windsurf nel 2013 e 2015, altri ottimi risultati agonistici gli ho ottenuti anche nel freestyle sia in Italia che in Europa. Dal 2017 sono il direttore di una delle scuole più importanti del Lago di Garda, il PierWindsurf. Trasmetto la mia passione con progetti dedicati ai giovani come il Progetto Serenity di Malcesine, e organizzo Wave Clinics nel periodo invernale. Vivo a Torbole sul Garda e respiro l’aria del windsurf 365 giorni all’anno.