Tra Sondrio, Grosio, Bormio e Tirano, un mese di eventi nel cuore delle Olimpiadi 2026. Arte, moda e storia si intrecciano nel segno dell’emancipazione femminile.
VALTELLINA – C’è un filo rosso, sottile e tenace come quello di un ricamo prezioso, che lega le montagne della Valtellina alla grande storia della moda internazionale. Quel filo porta il nome di Rosa Genoni, stilista, femminista e pacifista, nata a Tirano nel 1867 e oggi riconosciuta universalmente come la vera madre del Made in Italy. Nell’anno in cui gli occhi del mondo sono puntati sulle nevi lombarde per le Olimpiadi Milano Cortina 2026, la sua terra natale ha deciso di renderle il più doveroso e poetico degli omaggi.

Dal 24 gennaio al 22 febbraio 2026, il progetto diffuso “Rosa Genoni in Valtellina” trasformerà quattro località simbolo – Sondrio, Grosio, Bormio e Tirano – in un palcoscenico a cielo aperto. Non si tratta di una semplice celebrazione nostalgica, ma di una potente operazione culturale che mira a ricucire lo strappo tra passato e futuro, valorizzando l’identità del territorio proprio mentre questo accoglie l’innovazione dei Giochi Olimpici.
Un dialogo tra ago e storia L’anima del progetto, curato con sapienza da Elisabetta Invernici, risiede nella reinterpretazione artistica. Il genio di Rosa Genoni, che seppe anticipare i tempi unendo l’estetica rinascimentale alle istanze sociali, rivive attraverso le mani di Barbara Trestini Trimarchi. Le opere della ricamatrice, concittadina della stilista, non sono semplici riproduzioni, ma traduzioni contemporanee di un messaggio che parla ancora oggi di bellezza, pace ed emancipazione. I suoi lavori ad ago saranno il cuore pulsante di quattro mostre distinte, creando un percorso ideale che attraversa la valle.
Living-history tra Belle Époque e montagne L’iniziativa si propone come una vera esperienza di living-history. I visitatori non saranno solo spettatori, ma verranno immersi nelle atmosfere della Belle Époque, riscoprendo quei luoghi che furono teatro della rivoluzione industriale di fine Ottocento: dai primi Grand Hotel alle storiche centrali idroelettriche che punteggiano il paesaggio, testimoni di un’epoca di fermento di cui la Genoni fu protagonista.
Il calendario è fitto e studiato per creare connessioni. Dopo l’anteprima milanese presso la Fondazione AEM, il progetto approda in valle con un momento clou previsto per domenica 25 gennaio a Grosio. Qui, dalle 14:00 alle 19:00, l’Oratorio ospiterà l’inaugurazione ufficiale (ingresso libero), unendo l’arte di Rosa alle tradizioni locali. Sarà l’occasione per vedere il progetto “Grembiule d’arte”, un ponte ideale che collega Cortina a Bormio, dove la curatrice Invernici dialogherà con Susy Rottonara sulle leggende ladine e le figure femminili della montagna.
L’eccellenza chiama l’eccellenza A fare da cornice a questo ritratto di donna straordinaria, c’è anche l’eccellenza enologica del territorio lombardo. Il progetto vede infatti la partecipazione di figure di spicco come Antonio Faravelli, viticoltore dell’Oltrepò Pavese e patron di Cantine Vitea. Con il suo progetto “Golf and Wine 1895”, Faravelli sposa la cultura, suggellando con i suoi spumanti i momenti conviviali della rassegna e ribadendo come moda, sport e gusto siano facce della stessa medaglia: quella dell’italianità vincente.
Tra talk, proiezioni del docufilm “Rosa Genoni” prodotto da Slow City e installazioni artistiche, la Valtellina si prepara dunque a riabbracciare la sua figlia più illustre. Rosa Genoni torna a casa, tra le sue montagne, per ricordare a tutti che il vero stile non è solo apparenza, ma sostanza, coraggio e identità.
Nella foto di apertura da sinistra: Antonio Faravelli, Susy Rottonara, Alice Della Rosa, Fabrizio Trisoglio, Elisabetta Invernici ideatrice e curatrice del progetto
Informazioni utili
- Quando: Dal 24 gennaio al 22 febbraio 2026.
- Dove: Sondrio, Grosio, Bormio, Tirano.
- Evento inaugurale: Grosio, 25 gennaio, ore 14:00.
- Ingresso: Libero (salvo diversa indicazione).




