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L’atletica sceglie la sua guida

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L’atletica sceglie la sua guida

Importantissimo weekend per l’atletica italiana che domenica a Milano elegge il suo presidente in carica per l’intero quadriennio olimpico. Vada come vada, si tratterà un cambio della guardia dopo il presidente uscente Francesco Arese ha deciso di rinunciare alla ricandidatura dopo due mandati per problemi di salute. Due i contendenti: Alberto Morini, vicepresidente in carica e principale esponente della corrente che ha gestito la Federazione negli ultimi 8 anni, e Alfio Giomi, ex vicepresidente della Federazione Europea, da tanti anni nel giro e che ha portato nella sua Grosseto grandi eventi come i Mondiali e gli Europei Juniores. La lotta fra i due schieramenti appare abbastanza incerta, vada come vada emergerà una persona che ama l’atletica, che vi ha sempre investito passione e che porta avanti un progetto per il rilancio della disciplina principe dello sport che dalle nostre parti vive una profonda crisi, ormai lunghissima, data non solo dalla carenza di risultati, sempre difficili da ottenere in quello che è il più praticato e qualitativo degli sport, ma soprattutto dalla carenza di nuove forze, di attenzione verso i giovani, di politiche atte a invogliarli a investire tempo, forze e sacrifici verso l’atletica. Da quel che si è visto le idee proposte non sembrano essere così tanto innovative, si spera in un cambiamento delle leggi che snellisca la naturalizzazione degli extracomunitari minorenni e figli di extracomunitari come avviene all’estero, sarebbe sicuramente un aiuto a livello agonistico ma certamente non la panacea di tutti i mali. Mancano però proposte che possano rilanciare il comparto tecnico, consentire la crescita qualitativa degli allenatori in ogni settore, un’impostazione diversa per le squadre nazionali, vero assembramento di specialità diverse che necessiterebbe, ad esempio, di un selezionatore super partes, svincolato dalle proprie specifiche competenze, più un manager che un allenatore vero e proprio. Ma d’altronde, al di là dell’elezione del presidente da scegliere fra due persone valide, quel che fa pensare è il nutrito gruppo di pretendenti a un posto di consigliere, fra i quali a dispetto del numero elevato è davvero difficile scorgere visi nuovi e conseguentemente idee nuove, il che non è incoraggiante. Ma questo non deve stupire in un mondo come quello sportivo dove il ricambio è persino più difficile che nel mondo politico, dove non c’è una legge che fissi il numero di mandati e quindi ci sono presidenti e consiglieri di federazione che svolgono questo ruolo da decenni, dove finora solamente quattro federazioni hanno scelto una nuova guida federale e saranno sicuramente poche quelle che lo faranno. Una sarà l’atletica e a chiunque vada il comando non possiamo che augurare buona fortuna, perché è l’atletica italiana tutta che ne ha bisogno…

Gabriele Gentili