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L’avventura di uno di noi alla ricerca della powder sui Pirenei

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Inverno in “Polseraca” è la prima puntata di una serie composta da tre articoli in uscita del mese di Ottobre che descriveranno il soggiorno da freerider sui Pirenei di uno di noi: amante della montagna, della powder e di tutto quello che ci stà intorno. Diamo il via al racconto!

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“Mi piace cambiare spesso posto dove vivere e fino a quest’inverno mi ero spostato dalle Dolomiti solo nel periodo estivo per andare a cercare vento e onde e, vivendo a Dobbiaco, non ho mai avuto problemi di neve. A novembre ero in vacanza a Tenerife e viste le mie svariate permanenze spagnole mi è balenata per la mente l’idea di passare un inverno in Spagna…per cambiare un po’ e vedere come funziona un’altra realtà europea anche se meno conosciuta.

Il mio obiettivo, in principio, era quello di riuscire a trovare lavoro come maestro di sci in qualche scuola…ovunque mi sarebbe andato bene. Facendo ricerche più approfondite ho scoperto che sui Pirenei esiste una discreta “familia” di freeriders che popola la famosa e lussuosa Baqueira-Beret e ho quindi iniziato a mandare mail a tutte le scuole del posto. Facendola breve sono stato ingaggiato insieme a Aymar Navarro (campione spagnolo freeride) come maestro di sci e allenatore della parte dello sci club che si occupa del freeride…fantastico!

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Arrivo a Vielha, la città a valle di Baqueira dove vivono i normali cristiani, i primi di Dicembre, resto senza casa per 14 gg dormendo un po’ qua e un po’ la e la neve è poca, si scia solo in pista. “Quasi quasi torno a casa” ho pensato, visto che avevo già sciato 2 giorni in powder dolomitico prima di partire. Arrivano le feste natalizie, si lavora a manetta e si spera che non nevichi fino a dopo la Befana. E così fu! Il 7 di Gennaio arriva una perturbazione da Nord che mette allegria a tutti… si dice che quando arriva da nord ne metta tanta. Mi dicevano: “Vedrai che domani mattina ci sarà mezzo metro!” e a me sembrava strano.

Mi sono svegliato e c’era davvero mezzo metro, però a valle, ovvero a 900 metri! Saltato sul furgone sono passato a prendere un paio di nuovi amici e durante i 20 minuti necessari per arrivare a 1500 eravamo tutti eccitati e ansiosi di poter cercare le prime linee. Uno spettacolo di almeno 70 cm di pura polvere anche se purtroppo era in funzione solo la cabinovia che da 1500 sale fino a 1800…300 metri di dislivello da scendere come pazzi in mezzo ai boschetti vista la poca visibilità. Purtroppo spesso la pendenza non era abbastanza per la quantità di neve caduta e pur avendo i miei Foil Skis con 122 mm al centro non riuscivo a prendere abbastanza velocità e galleggiare abbastanza… quindi:giù dritti!!  In quei primi giorni di perturbazione ci siamo inventati di tutto visto che ogni mattina le tracce del giorno precedente erano sparite ma dopo le prime 2 ore di apertura era ormai già tutto tritato.. si perchè anche in Spagna hanno, almeno a Baqueira, una gran cultura del fuori pista.

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Dopo i primi giorni di vento e quindi impianti chiusi è arrivata la prima mattina dove la cabinovia ha aperto in ritardo, eravamo però tutti contenti perché si sentivano le bombe tirate dai mitici “pisteros” e quindi a breve avrei potuto mettere le mie spatole in “Cara Norte”. Ho sentito parlare di Cara Norte per quasi un mese ed ero davvero curioso di assaggiarne le pendenze dei vari canali come Passarel, Marconi, Escornacabre e Vineta. Accontentato! Contattati i compagni dell’avventura cilena estiva di Zorro (Niccolò Zarattini) che passano l’inverno qui, ci siamo trovati a Baqueira 1500 e abbiamo preso la famosa JJ ( Jorge Jordana), seggiovia che porta da 1500 a 2500.

Il racconto di Francesco Favettini continuerà la prossima settimana!

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