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Le migliori scuse di un kiter

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Le migliori scuse di un kiter………

Lo sappiamo, il kitesurf è uno sport complicato, soprattutto nel bel paese dove grazie al clima mediterraneo siamo costretti a fare più uscite con la muta stagna che con il costume; sappiamo anche che la maggior parte dei kiter sono dei vecchietti un po’ sovrappeso che passano le loro session a scoprire quante volte si possono incrociare i cavi di altri kiters prima di essere presi a sberle; ma la cosa più divertente è ascoltare le scuse e le dritte che ci danno i nostri amici o meglio ancora i local dello spot, vi giuro, certe mi hanno fatto pensare di darmi alla dama sportiva, ma vediamone alcune….

L’AMICO TIRAPACCHI:

E’ da una settimana che prepara la macchina, studia il vento, si è comprato un nuovo set di vele e ha fatto sciolinare la tavola (?????) per essere pronto all’uscita che lui definisce del secolo, la sera prima vi tiene svegli fino alle 2 di notte raccontandovi le manovre che imparerà domani e per controllare l’ultimo aggiornamento meteo, il giorno dopo ” ho il raffreddore mi dispiace passo, ma divertiti mi raccomando” . Si amico vaffanculo adesso con chi cavolo ci vado al mare? e ci tocca distruggere la vela provando ad alzarla da soli.

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IL LOCAL ASSHOLE:

“Guarda Bro vedi li in fondo, ci sono due pali alti 32 centimetri, la corrente gira verso sud-ovest alle 10:45 e potresti finire nella secca che vedi in direzione nord-est”, questa è una delle frasi che potete sentire dal local dispensatore di consigli sulla conformazione dello spot, perche lui ci esce ogni santo giorno e spacciandolo per un inferno acquatico è di norma il primo a cui vai a recuperare la tavola perchè se la è persa ingavonandosi sul chop.

IL TECNICO ASTRONAUTA:

Passa circa 20 minuti con il dito sbavato per sentire direzione e intensità del vento, ha solo la 12 metri ma la sua vela è un modello speciale con range dai 2 ai 40 nodi, perde un altra mezz’ora per montarla, facendo estrema attenzione nell’attaccare le linee  rigorosamente una alla volta, non alza subito la vela, ma da buon kiter fa una passeggiata in mezzo agli altri rider dispensando consigli sul trimmaggio e la misura di ala da usare manco fosse un vecchietto davanti al cantiere dell’IKEA, finalmente alza, resta circa 40 minuti sul bagnasciuga con la vela allo zenith, guardandola………. Una volta uscito dal coma, atterra la vela perchè è trimmata male, stacca i cavi e ricomincia da capo, così fino a sera, la scusa più usata da questa strana specie è ” oggi non c’erano le condizioni”.

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IL FALSO PRO:

Tutti ne abbiamo visto uno, passa la vita a insegnare agli altri come fare le manovre, i più esperti dispensano consigli principalmente su Raley e salti altissimi, recenti studi hanno dimostrato che questi rider godono nell’insegnare al praticante giovane e inesperto che la prima volta li ascolta con interesse e la seconda li manda a cagare, sono di norma gli ultimi a entrare in acqua per nascondere la loro postura da diarrea fulminante e l’incapacità di bolinare, a fine session li riconoscerete perchè reduci da una lunga passeggiata a causa dell’eccessivo scarroccio mormoreranno frasi del tipo “questa tavola non ha pop” oppure “ho preso un buco di vento durante un megaloop”.

IL TIPO SICURO:

Arriva in spiaggia a bordo di un furgone, ha con se 4 mute, 2 caschi, impact da mettere sotto al giubbetto di salvataggio, maglietta il lycra da mettere sotto la muta, guanti, calzini, scarpette, una ricetrasmittente, il cellulare satellitare, leash alla tavola e 4 coltelli da rambo nascosti in vari anfratti; non esce perchè ci sono 20 nodi e sono troppi per il suo flysurfer 21 metri!

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Test clinici dimostrano che questo genere di persone non vi aiuteranno nella carriera da rider, non vi insegneranno come trimmare una vela e nemmeno come fare un buon Raley, evitateli come la peste e non incrociate mai il loro sguardo, spesso vengono eliminati dagli spot alla stessa velocità con la quale si presentano, e ricordate, per migliorare con il kitesurf la regola numero uno è: praticare, praticare e praticare; più tempo state in acqua più capirete il comportamento della vela e della tavola, poi un buon insegnante e il coraggio faranno il resto!

Testo: Mattia Carniello

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