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Molto avanti

di - 24/11/2014

Il prodotto nuovo che non ti aspetti, questo è il Rival 22 di Sram, gruppo posto alla base del listino che in quest’ultima versione riprende le caratteristiche delle trasmissioni maggiori del catalogo, in particolare gli 11 pignoni. La nuova trasmissione della casa americana, si fregia delle medesime soluzioni che vengono adottate per Red e Force, tranne che per i materiali d’assemblaggio; Sram Rival non presenta componenti in materiale composito ma tutto il pacchetto sfrutta acciaio e alluminio. Partiamo dall’alto, dai “manettini” di cambio e freni, equiparati nelle forme a Red e Force, che vanno a dotarsi anche della doppia regolazione, di leva del cambio DoubleTap e per il reach di quella del freno. Le prime impressioni, durante la prova sono di una performance che si equivale a quella delle trasmissioni di categoria superiore, dettaglio non secondario in considerazione del posizionamento all’interno del mercato; non abbiamo trovato difficoltà a sfruttare la cambiata e la deragliata anche in salita sotto pressione. Migliorabile l’azione della catena dedicata, con una prestazione che rimane comunque all’interno di questa categoria.

I freni non presentano sostanziali differenze in fase attuativa, componenti che conservano una buona facilità d’azionamento, merito principalmente di una leva che agisce in maniera diretta; premendo sulla parte inferiore e superiore, indistintamente (riferimento alla leva del freno). Anche in questo caso le differenze riguardano il peso finale dell’accessorio.

Il deragliatore ha le medesime dimensioni di Red e Force, oltre ad utilizzare il medesimo protocollo di leva (per cambiata e deragliata), senza dimenticare il procedimento per l’allineamento ottimale della catena al suo interno. Il bilancere posteriore, abbiamo provato la versione a noi tanto cara WiFli è composto da alluminio e acciaio, sensibile alle microregolazioni e subito pronto alle sollecitazioni che richiede il pilota. Buono il comportamento, come affermato in precedenza, sotto stress e pressioni; ad esempio la cambiata in salita e sotto rilancio dell’andatura. Non abbiamo notato incertezze o perdita d’efficenza (giusto dire che abbiamo utilizzato una catena Force).

La guarnitura, la versione in test è quella con asse passante da 24 mm, è stata oggetto di completa rivisitazione rispetto alla versione precedente; anche in questo caso si è agito a favore di rigidità e performance, adottando lo sviluppo dedicato a Red e Force. Lo spider che sostiene le corone è robusto e prevede l’alloggio (supporto) del quinto bullone dietro il braccio/pedivella. Ridisegnate di conseguenza le corone, che si presentatno con più piolini ( il riferimento diretto è a quella maggiore) di agevolo per la catena oltre alle guide scavate nella corona. Interessante e apprezzabile la versione con dentatura da 52/36 (quella test). Giusto sottolineare che in caso di kittaggio e personalizzazione da parte dell’utente, mentre per la corona interna può essere utilizzata una ruota dentata di vecchia concezione (l’importante è che rispecchi il bcd corretto), per quella esterna è necessario, obbligatorio l’impiego di una corona apposita, oltre alla questione di sostegno anche per un concetto ottimale di cambiata e interfaccia con la catena.