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Mondiali, gli juniores ci regalano un gran pomeriggio

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Mondiali, gli juniores ci regalano un gran pomeriggio

Il Mondiale di Pietermaritzburg continua a colorarsi d’argento con la conferma che il nostro movimento ora produce talenti a getto continuo: le gare juniores avevano quest’anno un particolare richiamo, considerando che siamo nell’anno postolimpico e tutte le nazioni sono alla ricerca di nuovi campioni da inserire nelle loro squadre di vertice. In un giorno l’Italia porta a casa un argento e un bronzo e si tratta di medaglie pesanti, anche se in fondo al cuore una speranza di cogliere il grande colpo c’era.

Hanno iniziato le donne con Emilie Collomb che si è subito messa in evidenza tentando la fuga già nel primo giro, mala svizzera Alessandra Keller e la tedesca Sarah Bauer si sono subito poste alle sue calcagna. Nel secondo giro la Keller, già protagonista agli Europei quando aveva tolto il bronzo alla valdostana, allungava e il suo vantaggio andava progressivamente aumentando. Alla campana i 40 secondi di vantaggio sancivano in anticipo l’attribuzione della maglia iridata, ma la Collomb non si scoraggiava e rifilava la stessa “cura” alla tedesca, andandosi ad aggiudicare uno splendido argento a 46”, terza la Bauer a 1’01” davanti alla vicecampionessa europea, la sua connazionale Sofia Wiedenroth e alla vincitrice della Coppa Europa, l’austriaca Nadja Heigl. Ottavo posto per l’altra punta azzurra, Greta Weithaler, a 4’29”, solo pallida copia della dominatrice di primavera in Coppa del Mondo, ma la consapevolezza di essere sempre nell’elite mondiale c’è tutta.

Prova ben diversa quella di Gieoel Bertolini fra gli uomini. Galvanizzato dall’oro nella staffetta, il valtellinese puntava forte alla sua prima medaglia mondiale individuale, sfuggitagli per sfortuna nel ciclocross, per sancire il suo effettivo valore. Inizialmente però le cose sembravano mettersi male con la fuga del tedesco Baum che gli aveva tolto il titolo europeo a giugno, insieme al neozelandese Gaze e al francese Gay, ossia i tre favoriti. Questa volta però il destino rimescolava le carte con Gaze costretto al ritiro e Gay che per noie meccaniche scendeva al nono posto, mentre da dietro tornavano sotto due brutti clienti come il canadese Disera e il ceko Vastl. Con Baum in fuga verso la vittoria (mondiale già eccezionale quello tedesco, e mancano le gare di Schulte Luenzum, Spitz e Fumic…) Bertolini ingaggiava una sfida selvaggia per l’argento, ma Disera progressivamente si avvantaggiava. All’ultimo giro Bertolini transitava terzo, ma da dietro gay iniziava una forsennata rimonta che per poco non andava a concretizzarsi. Troppa però era la voglia di riscatto di Bertolini, ancora memore di quanto avvenuto d’inverno, così l’azzurro salutava con un arrivo spettacolare la conquista del bronzo, a 1’02” da Baum e a 20” da Disera, con Gay solo a 5”. Domani tocca agli Under 23 e i nostri ragazzi affilano le armi.

Gabriele Gentili