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Mountain Running Cup, ecco com’è andata

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Mountain Running Cup, ecco com’è andata

La seconda avventura del circuito “Mountain Running Cup” è iniziata nei Paesi Baschi Spagna con la race dell’Arratzu, sabato 27 aprile, su un percorso di 30 km e un dislivello complessivo di 4.000 metri. La skyrace era stata disturbata da un meteo primaverile pazzerello e in gara gli atleti sono stati flagellati da una fitta tempestata proprio sul tratto più tecnico di gara, ma nonostante le pazzie delle nubi, i corridori non hanno avuto grossi problemi per cui la gara Basca è risultata molto gradevole da correre. 174 i runners che hanno terminato la race. Nella gara dell’Arratzu Il Valetudo Ionut Zinca ha fatto lo skyrunner-solista terminando la gara in compagnia del vento, 2° Adel Albalat, 3° Jose Antonio Gutierrez Pinera, 4° Daniele Cappelletti Valetudo, 5° Miguel Caballero. Fra le ragazze le due Basche Maite Mayora Elizondo e Uxue Fraile Azpeita hanno fatto una gara all’attacco sin dal primo chilometro e hanno messo in difficoltà la Valetudo rosa Emanuela Brizio che, con grande mestiere, ha limitato i danni ed è giunta terza. Molto bella la premiazione di questa gara con premi molto remunerativi anche per i team. Sul primo gradino del podio è salita la Valetudo skyrunning Italia.

Sabato 25 maggio la quinta edizione del Trail del Monte Soglio ed ecco servito lo spauracchio della seconda tappa del circuito con il “gir lung” di 63 km, per un dislivello positivo di 3.500 metri ma bisogna fare i conti con Zeus, il dio delle nubi e della  pioggia e pure della neve nonché dispensatore di fulmini. Con le previsioni meteo invernali annunciate, i bravi organizzatori di Forno Canavese ribaltano i loro programmi e riprogrammano la gara lunga su di un tracciato inedito di 43 km, per un dislivello complessivo di 4.200 metri, e in questa seconda prova della Mountain Running Cup avviene la tripletta degli Spagnoli del team la Sportiva: 1° Miguel Caballero, 2° Dani Tristani Cara, 3° David Lopez Castan, 4° Daniele Fornoni e 5° Stefano Trisconi. Nel trail rosa  Federica Boifava è prima, 2. Lisa Borzani, 3. Sonia Glarey, 4° La Valetudo rosa Cecilia Mora. Trecentoquarantadue i trailers che hanno sfidato neve, pioggia e vento. Un ringraziamento è doveroso ai volontari sul percorso che hanno reso possibile questo trail.

Domenica 9 giugno 12esima edizione della Valmalenco Valposchiavo ed ecco ancora  Zeus che ci mette lo zampino e anche la terza prova deve essere disputata su un percorso alternativo con lo staff organizzatore Italo-Elvetico a eliminare a malincuore il sentiero dei contrabbandieri e il mitico passaggio sul passo del  Campagneda; tutta la gara viene riprogrammata in territorio Svizzero di Poschiavo con un tracciato di 26 km per un dislivello complessivo di 3.200 metri. Il percorso di gara è molto filante, ma la caratura internazionale degli atleti presenti rende questa prova molto appassionante e ricca di spunti atletici di ottimo livello. Nella skyrace maschile danno spettacolo il Colombiano Saul Antonio Padua e il campione Italiano di skyrunning Tadei Pivk, i due si rincorrono per tutti i 26 km, ma alla fine la freschezza atletica di Padua ha il sopravvento e l’emergente Colombiano è il primo che alza le braccia al cielo nella piazza di Poschiavo, 2° Tadei Pivk , 3° Gion Andrea Bundi. Nella gara in rosa la Salomon Silvia Serafini, complici i suoi trascorsi di corsa stradaioli, rende la “vita” molto difficile al duo Valetudo Emanuela Brizio e Debora Cardone. Le due aquile Valetudo nei tratti in discesa tentano la rimonta sulla Serafini, ma come il percorso si spiana, la Serafini riesce a riallontanarsi di nuovo e alla fine sarà prima, seconda Emanuela Brizio e terza Debora Cardone. Impeccabile come sempre l’organizzazione della gara Italo Svizzera. Gli atleti classificati sono stati 227. Dopo la terza prova inizia a delinearsi la classifica provvisoria del circuito, nel settore femminile Brizio inizia a racimolare punti preziosi, mentre nel settore maschile il primo vincitore di tappa il Rumeno Valetudo Zinca si infortuna seriamente e lascia sul terreno punti importanti e si fanno avanti il Valetudo Gyorgy Istvan Szabolcs e il Piemontese della Sportiva Paolo Bert.

Domenica 30 giugno quarta tappa con la 8. edizione della Stava Skyrace e ci siamo di nuovo con il meteo negativo. Sulle cime del Cornon e dell’Agnello si depositano 20 cm di neve e l’organizzazione dell’U.S. Cornacci è costretta a tagliuzzare un po’ il tracciato che diventa 24 km per un dislivello complessivo intorno ai 4.000 metri. Il percorso comunque, nonostante le opportune modifiche, risulta molto tecnico e appagante sotto il profilo naturalistico e paesaggistico. Sullo start di Tesero si presentano con la maglia di leader il duo della Valetudo Emanuela Brizio e l’incredulo giovanotto Rumeno Gyorgy Istvan Szabolcs. La skyrace presenta ai nastri di partenza skyrunners di livello internazionale di altissimo calibro e dopo pochi metri di gara, all’attacco del sentiero del Cornon, la Stava skyrace ha già due padroni: la campionessa Fiemmese Antonella Confortola e il Friulano Tadei Pivk. Nella gara in rosa il tandem della Valetudo, composto da Emanuela Brizio e Debora Cardone, tenta di limitare i danni sulle due salite di giornata poi spingere il motore a tutto gas nell’ultima discesa, ma la Confortola è in giornata di grazia e a Tesero arriva prima con una condotta di gara autoritaria, 2. Emanuela Brizio e 3. Debora Cardone. Nella race maschile Pivk vola davvero sul Cornon e su questa prima asperità i Piemontesi Maurizio Fenaroli (team Valetudo) e Paolo Bert (la Sportiva), tentano di stare alle calcagna del quotato Pivk ma lo stato di forma di Tadei non perdona nessuno e si invola come un falco sul traguardo di Tesero, verso il primo gradino del podio. A questa 4 prova si rivede l’aquila Ionut Zinca dopo tre operazioni per un infortunio ad una gamba e 15 giorni di allenamento; a Stava, Zinca, dove non bastano le gambe ci mette l’anima ed il cuore e, con un’ultima parte di discesa tirata all’impossibile, riesce a recuperare Bert e a guadagnare un argento che alla vigilia pareva impossibile da conquistare. Atleti classificati 161, da lodare l’organizzazione.

Domenica 28 luglio la quinta tappa, la 21esima edizione della classicissima “Giir di Mont” di Premana Valsassina Lecco, per intenderci la Zegama all’Italiana con 32 i km da correre con un dislivello di 4.800 metri. Tre le salite, con altrettante discese, e l’ultimo tratto di falsopiano che porta gli atleti all’ultima discesa dell’alpe Deleguaggio che è una bomba esplosiva per la resistenza dei runners e la temperatura da microonde che fa il resto e mette al tappeto i corridori che arrivano all’appuntamento di Premana con qualche problema di resistenza alla fatica. Il Giir di Mont presenta tutti gli anni una start list internazionale da campionato del mondo e ,per chi vuole raccogliere punti per il circuito La Sportiva Gore-tex, qui a Premana la competizione diventa un’impresa epica. Per quest’ultimo motivo  suggerirei agli organizzatori del circuito, per i prossimi anni, di stabilire per questa skymarathon di Premana un punteggio maggiorato del 20%. Dulcis in fundo il magico staff di Premana ci mette anche la diretta TV Rai per cui in gara gli atleti non si risparmiano un attimo e l’impegno è ultra massimale. Negli ultimi due anni il Giir di Mont è diventata una skymarathon da vincere a tutti i costi e il tatticismo in gara è diventato quasi esasperato. Nella gara maschile l’aquila Valetudo Ionut Zinca, non ancora in perfetta forma per ritardo di preparazione e memore della sparata iniziale del 2012, ha corso con gli occhi puntati sugli avversari controllando ogni mossa e avvertendo “live” ogni cedimento o titubanza e “Zinca il migliore”, e cosi è stato. Ionut ha sbalordito tutti arrivando sul traguardo in picchiata, come un’aquila reale, 2° il vincitore 2012 Bernat Castanier Tofol, 3° Julien Rancon, 4° Ricky Gates, quinti e sesti i due gemelli Dematteis. Al femminile vittoria ineccepibile per Silvia Serafini, 2. Emanuela Brizio, 3^ Ibarbia Beloki Aitziber. Atleti classificati 372. Con questo risultato di Premana Emanuela Brizio ipoteca definitivamente il successo finale del circuito La Sportiva Gore-tex, già conquistato nel 2011, mentre Paolo Bert con il suo 20° posto in classifica deve a malincuore lasciare sulle spalle di Zinca maglia e primato del circuito. Bella la prova al Giir di Mont del mitico camoscio Messicano Ricardo Mejia, aquila onoraria del team Valetudo skyrunning Italia, nelle tre ascese ha dato ancora paga a molti big con l’anagrafe molto più recente.

Domenica 25 agosto a Vezza d’Oglio, in provincia di Brescia, la Red Rock ultraskymarathon di 44 km era la sesta e ultima tappa del circuito, e… ci risiamo con Zeus che vuole rovinare la festa con condizioni meteo avverse; due giorni prima della sky, giù temporaloni con tuoni e fulmini e, per finire, anche qualche spruzzata di neve oltre i 2.500 di quota con lo staff di Vezza che ha dovuto escogitare un percorso alternativo degno della fama del Red e alla fine ne è uscita una marathon montana di 37,5 km, con un dislivello complessivo di 4.600 metri. Ad agosto il calendario delle gare di skyrunning è molto fitto e poi il periodo vacanziero non aiuta gli organizzatori a fare il pienone nelle start list, comunque il blasone della Red Rock ha richiamato numerosi big del panorama internazionale di skyrunning e numerosi runner-amatori. I pronostici fornivano, per la gara maschile, una battaglia serrata tra i top running di Italia, Romania e Spagna e gli atleti non hanno deluso le aspettative. Dopo il via delle ore 9:00 si è capito subito che l’aquila Valetudo Zinca è tornato lo Zinca della Stava 2012, questo grazie a due mesi di allenamento senza intoppi mentre, alle sue spalle, la battaglia per l’argento si è fatta infuocata, nonostante la temperatura invernale percepita in quota, tra l’aquila Valetudo Gyorgy Istvan Szabolcs e lo Spagnolo gommato la Sportiva David Lopez Castan. E’ doverosa una nota di encomio per il ragazzino Rumeno Gyorgy classe 1992, dopo un anno di apprendistato nello skyrunning. Al suo esordio, alla Dolomites skyrace 2012 la sua prima gara di skyrace internazionale, se durante l’ascesa al piz Boè non aveva avuto nessun problema, nel primo tratto di discesa tecnica si era messo le mani nei capelli perché non sapeva dove mettere i piedi, ma dopo un anno di duri allenamenti, è riuscito a metabolizzare i consigli di Zinca e, con una grande forza di volontà, ecco la trasformazione in atleta top runner! Un esempio per i giovani skyrunner assolutamente da imitare. Nella Red rosa, Emanuela Brizio ha fatto gara solitaria al comando, conscia di avere già in bacheca, per la seconda volta consecutiva, il titolo di campionessa di Mountain Running cup la Sportiva Gore-tex. Alle sue spalle in classifica si sono piazzate Debora Benedetti e terza Lucia Moraschinelli. Sul traguardo finale della Red Rock, Zinca ha guadagnato gara e l’insperato titolo di campione di Mountain Running Cup, secondo David Lopez Castan, 3° Gyorgy Istvan Szabolcs. Atleti classificati 69. Ottima la performance nel circuito per Paolo Grossi (Team Valetudo), l’unico atleta che ha corso tutte le gare del circuito  2012 e 2013.

Classifica finale circuito femminile: 1. Emanuela Brizio, 2. Debora Benedetti. Maschile: 1° Ionut Zinca, 2° Paolo Bert, 3° David Lopez Castan, 4° Gyorgy Istvan Szabolcs, 5° Daniele Cappelletti.
Concluderei con i complimenti per il comitato organizzatore, nella speranza che l’avventura del Mountain Running Cup si ripeta anche nell’anno 2014.

Giorgio Pesenti – Ufficio stampa Valetudo