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Patagonia: l’impegno per ridurre l’impatto socio-ambientale

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Trovarsi in prima linea è rischioso, ma qualcuno deve pur farlo: prendere l’iniziativa è fondamentale, sia nel climbing che negli affari. Di seguito vi proponiamo sei iniziative intraprese concretamente da Patagonia per ridurre i danni socio-ambientali legati alla realizzazione dei propri prodotti.

Ognuna di esse ha richiesto tempo e impegno; alcune hanno comportato anche un notevole rischio economico. Eppure, sono più di quattro decenni che Patagonia cerca di approcciarsi in grado di tutelare maggiormente l’ambiente rispetto al tradizionale modo di fare business. Patagonia considera che il loro successo più grande è quando altri si uniscono con loro.

Patagonia

Il cotone è una fibra “naturale”, ma quello coltivato in modo tradizionale è una delle colture più distruttive di tutta l’agricoltura. La coltivazione del cotone organico non richiede l’abituale mescolanza di pesticidi, erbicidi, sostanze defolianti e fertilizzanti sintetici; prevede inoltre l’utilizzo di semi non OGM e sfrutta soluzioni nel rispetto della natura e dell’ambiente per contenere l’uso di pesticidi e migliorare la qualità del terreno. Dal 1996 utilizziamo esclusivamente cotone organico Per saperne di più

Poliestere Riciclato: nel 1993 Patagonia è stata la prima azienda di abbigliamento outdoor ad adottare il fleece realizzato con bottiglie di plastica riciclate. Riducendo la quantità di poliestere vergine in molti dei nostri prodotti e sostituendolo interamente con poliestere riciclato in altri, abbiamo ridotto la nostra dipendenza dal petrolio come fonte di materie prime, diminuendo i quantitativi di rifiuti che finiscono nelle discariche e limitando le emissioni tossiche degli inceneritori.  Per saperne di più

La Piuma 100% Tracciabile di Patagonia offre la massima garanzia di equo trattamento degli animali nel settore dell’abbigliamento. Dall’autunno 2014 è l’unica piuma che utilizziamo. Monitoriamo il percorso della piuma da noi impiegata in modo capillare, dall’allevamento di oche parentali fino allo stabilimento di confezionamento, per essere certi che provenga da oche e anatre non sottoposte ad alimentazione forzata né a spiumaggio da vive, e per garantire ai consumatori che la nostra piuma non venga mai mescolata con altra piuma non tracciabile Per saperne di più

Nel panorama delle economie emergenti i lavoratori del tessile ricevono alcuni dei più bassi salari industriali al mondo. Fair Trade può fare la differenza. Patagonia versa un bonus in denaro ai lavoratori che realizzano capi Fair Trade Certified™, che può essere utilizzato per il miglioramento della qualità di vita e lo sviluppo delle comunità in cui vivono. Abbiamo iniziato a proporre abbigliamento Fair Trade Certified™ nel 2014. Per saperne di più

La canapa è una delle fibre più resistenti e a più basso impatto esistenti in natura; richiede inoltre ridotti quantitativi di acqua e fertilizzanti e la sua coltivazione non fa uso di erbicidi o pesticidi. La canapa cresce rapidamente e può essere riseminata e raccolta più volte all’anno. La sua coltivazione migliora la salute di terreni impoveriti e può essere alternata a colture a scopi alimentari subito dopo il raccolto. Impieghiamo canapa dal 1997.  Per saperne di più

L’industria tessile è nociva e rappresenta il secondo principale fattore di inquinamento dell’acqua dopo l’agricoltura praticata in modo tradizionale. I tessuti approvati da bluesign® vengono invece realizzati impiegando le migliori prassi in termini di utilizzo efficiente di acqua ed energia, tutela dei consumatori, diminuzione delle emissioni di CO2, riduzione dell’inquinamento idrico, protezione e sicurezza sul posto di lavoro. Siamo stati il primo marchio di abbigliamento a sottoscrivere il nostro impegno diventando bluesign® System Partner nel 2007.  Per saperne di più