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Per Fontana e Lechner un sabato sfortunato

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Per Fontana e Lechner un sabato sfortunato

Giornata davvero sfortunata per i colori azzurri quella finale per il cross country ai Mondiali di Pietermaritzburg, una giornata vissuta in parallelo Da Eva Lechner e Marco Aurelio Fontana che sono stati stoppati da cadute nella loro rincorsa al podio e da quanto si è visto in gara, il podio era realmente nelle loro possibilità. Nella gara femminile la Lechner è partita fortissimo favorendo la selezione del gruppo e trovandosi in avanti con la campionessa uscente Bresset, la polacca Wloszczowska, la slovena Zakelj leader di Coppa, la svedese Engen. Dopo due giri quando la gara andava costruendosi l’altoatesina è rovinosamente caduta sulle rocce perdendo quasi due minuti. La gara era ormai compromessa, ma la Lechner ha tenuto duro rialzandosi al 19° posto e recuperando molte posizioni fino a rientrare fra le prime 10. Davanti si è avuta la conferma per la francese Bresset, praticamente assente per tutta la stagione dopo la rottura di una clavicola a inizio primavera. La transalpina ha incentrato tutta la sua stagione su quest’appuntamento, riuscendo a raggiungere in extremis la forma migliore e battagliando per tutta la gara con l’ex iridata Wloszczowska, alla fine staccata di soli 5”. Terza un’incredula Esther Suss, l’anziana elvetica risalita dopo una partenza lenta e finita davanti alla russa Kalentieva, che nel finale ha visto sfumare il bronzo anche lei per una caduta.

Identico andamento nella prova maschile nella quale il campione uscente Nino Schruter ha subito imposto la sua legge andando in fuga sin dal primo giro per non essere più ripreso., Fontana era quinto alla fine del primo giro a 11”, ma una caduta l’ha messo fuori gioco relegandolo al 23° posto. Il bronzo olimpico ha iniziato una lenta rimonta che alla fine l’ha portato a chiudere 12° a 3’06”, certamente un piazzamento non pari alle sue aspettative. Dietro l’irraggiungibile Schurter è presto emerso il compagno di colori di Fontana, il tedesco Manuel Fumic che già nel Team Relay aveva dimostrato di attraversare un grande stato di forma. Fumic nel finale si è avvicinato a Schurter chiudendo a 7” davanti all’inesauribile spagnolo José Hermida, all’ennesimo podio mondiale della sua straordinaria carriera, terzo a 21” davanti al francese Maxime Marotte, a 53” e all’olimpionico ceko Jaroslav Kuhlavy, a 1’17” ma autore della sua più bella gara di una stagione davvero da dimenticare. Solo sesto Absalon, mai in corsa per il podio, mentre il secondo degli italiani al traguardo è stato Andrea Tiberi 29° a 5’51”.

Gabriele Gentili